Stefano Marinelli's Blog

06 mag

Un assaggio di iPhone

iPhone

Mai dire mai. Questa è la mia filosofia di vita. Ho in passato mostrato la mia avversione verso l’iPhone, senza entrare troppo nel dettaglio. Quello che non tolleravo era la filosofia nazista di Apple. Non la tollero ancora adesso: dietro allo scudo del “vogliamo che l’esperienza sia sempre al top”, decidono loro cosa può essere installato nei telefoni, impongono delle limitazioni assurde (bluetooth, multitask, ecc.) e l’utente può scegliere: o accetta tutto il pacchetto o nisba.

Grazie a delle visissitudini che ora non voglio mettermi a scrivere, ho tra le mani un iPhone 3G nuovo di pacca. Il 3G, modello ancora in vendita a 499 euro, è stato il primo iPhone ufficialmente giunto in Italia. In vendita dal Luglio del 2008 (quasi due anni), ha avuto molti concorrenti e ne è uscito commercialmente vincitore. Le vendite sono state altissime così come è altissimo il numero di utenti. Soddisfatti o meno non sta a me a dirlo, il fatto è che comunque le vendite sono alle stelle e Apple non accenna ad avere alcuna battuta d’arresto. Insomma, un vero e proprio successo commerciale.

Giudicare oggi un iPhone 3G è come fare la prova su strada di una Punto primo modello: la concorrenza si è innovata e Apple stessa, a Giugno, tirerà fuori un nuovo iPhone completamente rivisto. Visto che ce l’ho tra le mani, vale comunque la pena scrivere quelle che sono le mie impressioni. Avendo poi un Motorola Milestone come punto di riferimento, le cose si fanno ancora più interessanti.

Parliamo intanto un pò di questo iPhone, visto da chi l’iPhone non lo ha mai apprezzato troppo. Il terminale è esteticamente valido. In molti hanno cercato di emularlo ma in pochi sono riusciti a fare qualcosa di altrettanto bello. Ritengo bello anche il Milestone mentre resto sempre poco soddisfatto del look dei vari HTC (Dream, Magic, Tattoo, Hero e ora Nexus One, Legend e Desire). Il telefono è leggero (o, per lo meno, sembra leggero) e in tasca sta bene. Di sicuro ci vuole una bella custodia: quel bel fondo lucido non sembra troppo delicato ma di certo potrebbe risultare scivoloso (come mi hanno confermato alcuni amici).

Acceso, il tempo di boot è leggermente inferiore al Milestone. Bella forza, il Milestone mentre parte deve anche attivare tutti i miei servizi in background, cosa assolutamente impossibile nell’iPhone, vista la mancanza di multitask, a meno di effettuare il jailbreak.

Il display: Venendo da un Milestone, noto subito la differenza. Meno brillante e meno definito, però il touch è molto più preciso e rapido. Il Milestone ha un buon touch screen, ma a volte non è precisissimo. L’iPhone non perde un colpo e l’interfaccia è snella, ben più di qualunque Android che abbia fin ora visto.

L’audio: buona la parte audio. Le chiamate hanno un suono pulito e chiaro. Peccato per il basso volume delle suonerie e dei vari suoni di sistema. Per me il metro di paragone è sempre quello: se devo scegliere una suoneria non in base al fatto che mi piaccia ma solo perché sia forte abbastanza, qualcosa non va. Poi tanto scelgo sempre le stesse, ma è un modo di giudicarle.

Il sistema operativo: iPhone OS 3.1.3 a bordo, l’ultima versione disponibile. Questa è la parte curiosa dell’intera faccenda: Android, grazie alla sua natura OpenSource, dovrebbe assicurare aggiornamenti costanti e ripetuti, rallentando l’obsolescenza del dispositivo. I vari produttori, invece, non si comportano molto correttamente e di fatto tagliano spesso fuori alcuni dei terminali più vecchi dai vari aggiornamenti. Apple, anche nel prossimo iPhone 4.0, supporterà anche i terminali più vecchi (anche se con qualche limitazione). Scelte di marketing o meno, di certo rallentano l’obsolescenza dei telefoni. D’altronde i primi iPhone 3G, vecchi ormai di due anni, graffiati e con batterie usurate, sono in vendita a cifre che raggiungono e spesso superano i 300 euro. iPhone OS è snello e rapido. La mancanza di multitask si sente, in certe situazioni. Pensare che se si sta navigando non si può rispondere ad una telefonata (senza perdere il navigatore) è castrante. Vediamo cosa accadrà con la 4.0, per lo meno sui terminali più recenti (il multitask, infatti, non sarà abilitato sui “vecchi” 3G). Per il resto, tutto molto chiaro e definito. Alcune funzionalità di Android, però, effettivamente fanno sentire la propria mancanza su questo iPhone. Si pensi alla barra delle notifiche oppure alla gestione delle risorse. Su Android scatto una foto, clicco su “condividi” e automaticamente il menu si riempie di tutte le applicazioni che hanno dichiarato di poter in qualche modo operare con le immagini. Su iPhone questo non accade e se voglio mettere una foto su Facebook devo per forza scattarla, andare sul programma Facebook e farne l’upload. Decisamente più macchinoso. Android è fatto di pezzi e ognuno può essere rimpiazzato o affiancato. Nel Milestone, ad esempio, ho due applicazioni “Phone”, ognuna con i suoi lati positivi e negativi. iPhone OS è un monolite.

Le applicazioni: questo forse è il punto di forza di iPhone: le applicazioni. Non tanto come numero ma come qualità. Generalmente sono migliori dell’equivalente su Android e rendono l’esperienza più piacevole. Il Market di Android ha però dei vantaggi: il fatto di poter recedere dall’acquisto entro 24 ore non è una cosa da sottovalutare. Appstore di Apple ha, dalla sua, applicazioni davvero di ogni tipo. Per esempio, ho installato Liligo (che mi permette di trovare voli cercando nei siti di centinaia di compagnie) e HRS (per prenotare gli hotel). La GuidaTV di Sky, che mi consente di programmare le registrazioni del MySkyHD…insomma, applicazioni veramente comode e utili.

La batteria: prove alla mano, non mi sembra poi peggiore di quella del Milestone. L’autonomia è più o meno la stessa, a parità di utilizzo. Certo, la batteria non è sostituibile e questo può causare problemi, ma si trovano in commercio dei caricabatteria portatili con accumulatore interno. Risolvono il problema.

Fotocamera: evitiamo. Davvero, evitiamo commenti. Non ho scattato neanche una foto. Per me 2MPX senza flash e autofocus è una presa in giro. Facciamo finta che non ci sia. I 5MP del Milestone sono ben altra cosa. Bisogna però considerare l’età del progetto. Ma visto che viene ancora venduto a 500 euro, non è certamente un dettaglio trascurabile.

Tastiera: ho tentato di usare la tastiera virtuale su tutti gli Android che ho avuto. Il risultato è sempre stato pessimo. Ho quindi evitato e ripiegato sempre sulla tastiera fisica. Su iPhone non ho alternative ma… dopo soli due giorni scrivevo già più velocelemte sulla virtuale dell’iPhone che sulla fisica del Milestone. Mi sono sorpreso, a dir la verità, di questa cosa. Ne prendo atto e rivedo parte delle mie posizioni sui touchscreen. Per lo meno, su CERTI touchscreen.

GPS: le applicazioni sono molte e ci sono tutti i principali navigatori satellitari commerciali. Ho provato una navigazione stamattina e mi sono perso. Davvero, un disastro. Forse c’è qualcosa da sistemare o vedere. Farò test più approfonditi, anche se vedo molte persone che si lamentano del GPS dell’iPhone. Altrettante, però, dicono di non aver mai avuto problemi. Un cellulare non è un navigatore standalone e ha le sue limitazioni, per cui bisogna capire bene chi ha ragione. C’è infatti anche da considerare che molti utenti iPhone avevano un Nokia 3310 del 2001 fino a l’altro ieri e questo è il loro primo smartphone, per cui sembra tutto fantastico. NOTA: il GPS dell’iPhone è molto suscettibile alle applicazioni in background. Se alcune applicazioni di sistema “impazziscono” e chiedono risorse quando non devono, il GPS ne risente. Un riavvio del telefono e, di solito, tutto va a posto.

Conclusioni: questa non vuole essere una vera e propria prova su strada dell’iPhone 3G. Ce ne sono a centinaia, ormai è un terminale datato, non ha senso. Volevo solo mettere in luce quelle che sono le mie impressioni d’uso, nel quotidiano. Il Milestone resta più rapido in alcuni settori, mi permette di avere un vero push della mia casella di posta e ha delle funzionalità più avanzate a livello proprio di sistema operativo.

Però…di fatto l’iPhone ha un ottima user experience, tutte le applicazioni che mi servono e sembra svolgere egregiamente il suo lavoro. Mi rendo conto di prendere in mano più spesso l’iPhone del Milestone per cui c’è da capire quale dei due tenere e quale dare via. Al momento direi di vendere il Milestone, tenere questo iPhone e aspettare il nuovo che uscirà a Giugno che, forse, colmerà molte delle lacune di questo apparecchio. Nel frattempo, osservo. In tutta sincerità, sono (inaspettatamente) soddisfatto del mio iPhone.

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06 mar

Da HTC G1 Dream a Motorola Milestone

Motorola Milestone

Lo osservo da prima che uscisse. Lo desidero sin dalla prima foto che ho visto. Ho dovuto desistere perché, quando ho preso il Dream, non era ancora in vendita. Appena uscito pensai che costasse troppo. Alla fine ho ceduto: ho venduto i due HTC Dream che avevo, il mio BlackBerry Bold 9000 e ho acquistato il Milestone. Come mai, dopo soli 3 mesi di Dream? Beh, i motivi sono vari. Di certo col Dream mi sono divertito, ma ero stanco di dover caricare tutti i giorni una batteria da 2300 MAh…e non solo.

Cosa mi mancava quando avevo l’HTC Dream (ovvero i principali difetti, secondo me):

  • una batteria dall’autonomia dignitosa
  • il sensore di luminosità. A volte ero in casa e lo schermo era troppo brillante. Uscivo ed era troppo scuro. Doverlo regolare a mano, nel 2010, mi sembrava davvero assurdo.
  • una fotocamera decente. Scatto poche foto, ma mi piacerebbe che non fossero da buttare
  • suonerie dal volume udibile. Le suonerie del Dream, anche dopo l’hack, erano troppo deboli per essere udite in mezzo al traffico (a meno di usare il solito trillo)
  • un connettore jack da 3.5″. Mi ero abituato col Bold, non volevo più rinunciarci
  • un telefono che si avviasse in pochi secondi, non un minuto e mezzo come il Dream
  • uno schermo ad alta risoluzione

Preso il Milestone, mi sono subito meravigliato per la sua velocità. Il Dream aveva qualche impuntamento ogni tanto, dovuto probabilmente ad uno scarso quantitativo di memoria RAM. Il Milestone non sembra essere mai in crisi e si presenta sempre rapido e scattante. Elenchiamo subito le cose che ho apprezzato di più.

Cosa mi è piaciuto:

  • il browser, già ottimo nel Dream, è ancora più interessante su questo Motorola grazie al suo schermo ad alta risoluzione e alla qualità del suo touch screen
  • l’autonomia: anche se non dura troppo, permette comunque di arrivare comodamente a fine giornata (e anche di coprire due giorni, se l’utilizzo non è troppo intenso). C’è un bug, di cui parlerò tra qualche riga, che sembra però minare pesantemente l’autonomia di questo ottimo terminale
  • i suoni: ha un enorme altoparlante sul retro e i suoni sono forti e puliti. Ottimo lavoro.
  • la tastiera fisica: è comoda, non riesco ad abituarmi al touch screen per scrivere. Non è eccelsa, comunque: i tasti sono piccoli e vicini, oltre che gommosi. Funzionano, ma di certo siamo ben lontani dalle tastiere dei BlackBerry
  • la qualità costruttiva: aprire il vano batteria e trovare metallo è di certo una cosa alla quale ci siamo ormai disabituati
  • rapidità al boot. Pochi secondi e si è già pronti a lavorare. Il Dream dovevo lasciarlo perennemente acceso (magari in “flight mode”) altrimenti avrebbe impiegato troppo tempo a terminare il boot

Cosa NON mi è piaciuto:

  • il bug su reti rapide. Sembrerebbe, leggendo forum specializzati, che ci sia un bug legato alla gestione delle connessioni dati su reti HSPA > 7.2 MBit/sec. TIM e Vodafone, in Italia, hanno iniziato già da tempo a velocizzare le proprie connessioni dati per cui mi sono accorto già a partire dal secondo giorno che ogni tanto il Milestone diventa molto caldo (si scalda la parte vicina alla fotocamera) e consuma batteria ad una velocità impressionante. Il problema, che sembra affliggere anche i Nokia N900 con Maemo (anche se in maniera minore), sarebbe non propriamente del Milestone ma legato alla cattiva comunicazione tra il terminale stesso e la BTS. Sarebbe dunque risolvibile con un aggiornamento firmware delle BTS oppure, operazione senz’altro più semplice, dei telefoni stessi. Peccato però che di reti così rapide non ce ne siano molte, per cui sono bug abbastanza settorializzati (almeno geograficamente) e di difficile identificazione da parte dell’utente medio (che, invece, dirà solo che il suo telefono ogni tanto si scalda e che consuma troppa batteria). Nel mio caso ho notato che ogni 30 secondi appare il seguente messaggio (quando comincia a scaldarsi):
  • /NotificationMgr( 1373): updateNetworkSelection()…state = 0 new network
    D/PhoneApp( 1373): mReceiver: ACTION_ANY_DATA_CONNECTION_STATE_CHANGED
    D/PhoneApp( 1373): – state: CONNECTED
    D/PhoneApp( 1373): – reason: null
    D/NotificationMgr( 1373): hideDataDisconnectedRoaming()…
    D/NetworkLocationProvider( 1180): onDataConnectionStateChanged 10
    D/MobileDataStateTracker( 1180): default Received state= CONNECTED, old= CONNECTED, reason= (unspecified), apnTypeList= default
    L’assistenza Motorola, da me interpellata, è ancora in attesa di capire cosa io stia dicendo. L’ultimo messaggio dice “mi scusi, cosa significa BTS? I nostri tecnici non capiscono“. Evito di commentare. Nel frattempo mantengo il telefono su reti 2G, passando a 3G quando mi serve. La posta viene scaricata in automatico, dunque poco importa se ci mette qualche secondo in più. Quando devo navigare, attivo il 3G. Non è una cosa macchinosa e mi assicura una buona autonomia.
  • la fotocamera è allo stesso livello della scocca e si sporca molto facilmente. Sarebbe di buona qualità ma è quasi impossibile scattare foto decenti perché quasi sempre è piena di ditate :-)
  • la miopia di Motorola. Il Droid (equivalente americano del Milestone) è completamente aperto, per cui chiunque può installare l’immagine di Android che preferisce (sempre tra quelle per Milestone, ovviamente) mentre il suo gemello europeo ha bisogno di immagini correttamente firmate da Motorola. Alias: se Motorola non prepara un aggiornamento, non puoi installarlo. I dirigenti di Motorola continuano ad aggirare il problema dicendo che ci stanno pensando, ma di fatto nulla si è ancora mosso. Considerando il livello della loro assistenza tecnica, delle immagini di Android create dagli utenti possono solo migliorare enormemente l’esperienza di utilizzo del terminale stesso. Svegliati, Motorola! Sono finiti gli anni ’90 (e ’00)!

Nel complesso, dunque, sono davvero soddisfatto di questo terminale. Rende le mie operazioni giornaliere semplici da fare, è rapido e veloce e ha una buona ricezione. Posso tranquillamente affermare che è uno degli smartphone che più mi hanno soddisfatto, insieme al BlackBerry Bold 9000.

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21 feb

Nav4all non c’è più

Metto solo un link a quello che ho ricevuto via e-mail. Non voglio commentare nulla. Sono interessi commerciali.  Di fatto, però, non abbiamo più un navigatore funzionante su qualunque terminale.
Forse Nokia, proprietaria di Navteq, ha voluto fare in modo che la gente comprasse i suoi prodotti con OVI Navigator gratuito? Non ne ho idea, ma le due cose sono temporalmente così vicine da insospettire molti.

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21 feb

“Piratare” non vuol dire (sempre) rubare

Sempre più spesso, negli ultimi mesi, si è sentito di nuovo parlare di pirateria informatica. Con questo termine, ormai conosciuto anche dai sassi, si tende ad identificare qualunque tipo di utilizzo non autorizzato di software o materiale audiovisivo.

Vorrei fare una premessa: sono contro la pirateria. Ogni prodotto, sia esso musicale, cinematografico o software, richiede moltissimo lavoro da parte di persone che, in qualche modo, devono mangiare. E’ giusto che il lavoro venga ricompensato sufficientemente per cui scaricare è (eticamente, oltre che legalmente) sbagliato.

Vorrei però chiarire alcuni punti visto che, come sempre, si tende poi ad essere eccessivi.

Oggi, in Italia, la pirateria informatica è reato penale. Questo significa che scaricare illegalmente materiale protetto dal diritto d’autore equivale, come importanza, ad un danno grave nei confronti di una persona. Eccessivo? Senz’altro. Non credo che un cantante venga lesionato permanentemente nella sua persona se scarico una sua canzone da Internet. Quei bit non verranno succhiati via dalla sua linfa vitale. Il mio mp3 non andrà ad accorciare la sua esistenza di qualche minuto. Però sottraggo un potenziale guadagno dal suo portafogli. Questo è vero. Ma analizziamo il fenomeno più a fondo.

Alcune persone scaricano tutto da Internet. Non acquistano CD, non acquistano DVD, usano solo software pirata. Causano un mancato guadagno agli artisti e ai programmatori e mettono a repentaglio la propria sicurezza informatica utilizzando programmi (o sistemi operativi) di dubbia provenienza. Questo è assolutamente sbagliato.

Ci sono però dei casi in cui la situazione è meno grave di quanto non sembri. Facciamo un esempio: ragazzo di scuole superiori vuole fare una bella tesina per una ricerca in classe. Ha un computer condiviso con suo fratello/sua sorella minore e nessuno dei due ha soldi sufficienti ad acquistare prodotti software di alto livello. Decide di scaricare un programma importante di fotoritocco o di impaginazione (non faccio nomi, altrimenti qualcuno potrebbe dire che incito alla pirateria di un particolare programma) e usare quello, vuole dare degli effetti speciali al proprio lavoro. Non sa usarlo, non ha il manuale per cui la sua curva di apprendimento sarà inizialmente molto elevata. Riesce ad utilizzarlo e realizza un buon lavoro. Domanda: questo ragazzo avrebbe mai potuto comprare quel determinato software, dal costo di oltre 1000 euro? No. Assolutamente no. Che danno ha causato all’azienda? Nessuno: non lo avrebbe acquistato, da lui non sarebbe comunque giunto alcun guadagno. Cosa ha sottratto all’azienda? Niente: non ha materialmente preso nulla. Solo un flusso di bit. Per legge ha comunque rubato, ma mi chiedo: rubato cosa? Rubare, secondo il dizionario, significa “sottrarre indebitamente beni ad altri”. Ma il ragazzino non ha sottratto nulla a nessuno! Certo, ha usato il software senza esserne autorizzato dal legittimo proprietario ma, di fatto, non ha causato danni a nessuno. Anzi, potrebbe essersi appassionato e decidere di intraprendere una carriera come fotografo o comunque editor di immagini. A quel punto, sono sicuro che investirà volentieri i mille euro per dotarsi dello strumento principale del suo lavoro.

Nel caso appena esposto, nessuno ha subito perdite e, anzi, tutto ciò potrebbe portare ad un guadagno.

Vado poi in bestia quando leggo frasi del tipo: “Ruberesti mai un’auto parcheggiata? O un oggetto in un negozio? Piratare software è la stessa cosa”. Ma fatemi il piacere! Rubare un’auto causa un danno materiale a qualcuno, che quell’auto l’ha acquistata e pagata (o ha pagato e lavorato i componenti per produrla). Un oggetto in un negozio idem. Ma se qualcuno scarica un programma che non acquisterebbe mai (per varie ragioni) commette comunque un illecito e fa una cosa sbagliata, questo è certo, ma non causa ALCUN DANNO MATERIALE a nessuno.

Poi ci sono gli scaricatori “a scopo dimostrativo personale”: quando sono incerti (su un cantante, su un regista, su un programma), scaricano da Internet quello che a loro interessa per provare. Se è di loro gradimento, saranno ben lieti di acquistare regolarmente il CD, DVD o programma in questione. Da uno studio recente sembrerebbe che le persone che scaricano di più sono poi quelle che spendono di più per acquistare materiale audiovisivo o software. Scaricare, insomma, accende l’interesse.

Come bisogna dunque comportarsi? Rispettando le leggi, sempre. L’italiano medio pensa che se una legge non è giusta (da suo giudizio personale), non è necessario rispettarla. Il semaforo è troppo lento? Passiamo col rosso! La mia Mercedes non merita di andare a 130 km/h su una strada dritta a 4 corsie? Bene, andiamo a 200! No, signori miei. Questo no. Le leggi vanno comunque rispettate. Ma chi le decide dovrebbe avere un minimo di sale in zucca.

Rendere penale il reato di scaricamento abusivo di materiale protetto da Internet è ridicolo, specialmente in un paese in cui i politici sono in buona parte stati condannati per reati ben più gravi.

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25 gen

Da BlackBerry Bold ad Android (HTC Dream G1) – quasi 3 mesi dopo

Android logo

Poco meno di 3 mesi fa ho effettuato una sorta di “prova comparativa” tra lo smartphone che ho utilizzato per un anno (BlackBerry Bold 9000) e il mio ultimo acquisto, un HTC G1 Dream. Le impressioni a caldo erano positive. Sostenevo che sia BlackBerry che Android hanno dei lati positivi e negativi. Soppesarli però era complesso in quanto soltanto dopo un utilizzo più approfondito avrei potuto capire e giudicarne le prestazioni.

Credo di essere ora giunto ad un punto fermo e di poter esternare le mie considerazioni.

QUANDO HO APPREZZATO L’ANDROID:

  • Arrivano spesso e-mail di sicurezza della mailing list Debian. ConnectBot è un’ottima applicazione e lo schermo del Dream permette di aprire sessioni ssh senza far rimpiangere troppo lo schermo di un computer. Latenza bassa e emulazione di terminale perfetta.
  • Spesso ho voglia di leggere delle news in tempo reale. Newsrob si connette al mio account Google Reader e vi si sincronizza. Nessun ritardo. Su BlackBerry ho usato per anni Viigo, ottima applicazione. Peccato però che vi sia spesso una certa latenza per cui un articolo postato viene “pescato” da Viigo solo dopo alcune ore.
  • A volte ho dei minuti da perdere. Ci sono decine e decine di bei giochi gratuiti sul Android Market, basta scaricarne uno e divertirsi.
  • Spesso sono al computer e ricevo delle e-mail. Le leggo dal mio client di posta elettronica o da Webmail. Il client che uso su Android, K-9 Mail, si sincronizza via IMAP utilizzando tecnologia IMAP-Idle (leggi: push e-mail in tempo reale). Dunque dopo averla letta su computer, il G1 smette di lampeggiare e toglie la notifica di “e-mail non letta” dal display. Il BlackBerry, invece, avrebbe continuato a lampeggiare. La connessione al server di posta è diretta, per cui una caduta dei server RIM (BlackBerry) non causerebbe alcun problema.
  • Spesso voglio navigare via web dal cellulare. Il display del G1 e il touch-screen migliorano l’esperienza di navigazione mobile. Il browser del BlackBerry (anche aggiornando all’OS 5.0) non è minimamente paragonabile agli eccellenti browser basati su WebKit di Android e iPhone.
  • Ho un centralino VOIP. Sipdroid, a partire dalle ultime release, si riesce a collegare senza alcun problema e a permettere conversazioni VOIP sia via Wi-FI che via UMTS che, addirittura, EDGE (a patto di accettare una leggera latenza, comunque tollerabile).
  • Le connessioni sono dirette. Gli unici vincoli sono i router (wifi o del gestore telefonico). Su BlackBerry tutto deve passare per i server RIM, per cui molte attività non sono realizzabili e la latenza tende ad essere molto elevata. Nessun problema per posta o web ma immagino sia praticamente impossibile fare del VOIP decente. Tra l’altro, al momento non ci sono applicazioni VOIP per BlackBerry. Anche le sessioni ssh sono fastidiosamente in ritardo. Su Android, le latenze sono impercettibili e una sessione ssh in UMTS è rapida quanto quella su una ADSL.
  • La varietà di programmi e integrazione con il Market. Quando una applicazione viene aggiornata arriva la notifica. Approfitto della prima rete wifi che trovo e aggiorno. Nessuna ricerca manuale, nessun problema. Tutto avviene in maniera semplice e rapida. Voglio una applicazione da provare? Apro il Market e cerco. Decisamente comodo.
  • I vari firmware alternativi (“homebrew”) permettono di installare le applicazioni su memory card. Nessun limite, dunque, dettato dallo storage interno del telefono. Su BlackBerry mi è capitato di vedere e-mail cancellate o applicazioni che non si installano per carenza di spazio.

QUANDO MI E’ MANCATO IL BLACKBERRY:

  • Spesso, nell’uso “normale”. Il BlackBerry (Bold, in special modo) ha una rapidità di utilizzo disarmante. In due click (e tre secondi) si legge una nuova e-mail, si risponde in altrettanto tempo. Qualunque operazione “basilare” è più semplice e più immediata. Android è un sistema operativo con sopra delle applicazioni. BlackBerry OS è un sistema operativo con sopra una interfaccia studiata e rifinita per delle SPECIFICHE operazioni.
  • Qualità e volume audio. Il Bold ha un ottimo altoparlante, perfettamente in grado di riprodurre musica a buona qualità e suonerie a volumi decenti. Il G1 ha bisogno di hack e comunque, spesso, è troppo quieto.
  • Fotocamera. Sulla carta quella del G1 è migliore ma è difficilissimo non fare foto mosse quando c’è poca luce e manca il flash
  • Quando devo utilizzare un qualche sistema di IM, rimpiango il BlackBerry. Beejive è imbattibile, ha un bassissimo impatto sulla vita della batteria e non produce troppo traffico. Se si esce fuori copertura è in grado di tenere i messaggi inviati e consegnarli quando c’è segnale, senza che l’interlocutore noti nulla di strano. Su Android ci sono decine di programmi di IM. Se ne salvano un paio ma, purtroppo, sono tutti “tipo computer”. Aprono la loro connessione, mandano costantemente i keep-alive ai server, consumano batteria e banda. L’unico programma davvero valido di IM è il Gtalk integrato. Utilizza i “network ticks” per le notifiche, per cui non tiene costantemente attive delle connessioni e non consuma banda o batteria. Ho provato a scrivere ai creatori di Beejive, chiedendo se fosse prevista una versione per Android. Non ho mai ricevuto alcuna risposta.
  • Rimpiango il BlackBerry per quanto concerne l’autonomia. Capisco che lo schermo grande e touch consumi, capisco che BBOS sia meno esoso di Android (offrendo anche meno possibilità), ma pensare che con una batteria da 2300MAh (quasi doppia rispetto all’originale, anche come dimensioni) si riesca a stento a raggiungere la sera del secondo giorno… Anche per il Bold acquistai una batteria maggiorata. Lo scopo, però, era raggiungere il QUARTO giorno.
  • Rimpiango il jack da 3.5MM del Bold. In macchina lo collegavo spesso all’impianto e sentivo gli mp3 presenti al suo interno.
  • Mi manca un programma tipo SocialScope. Vodafone Update funziona ma ha molti problemi e spesso crasha.

Tirando dunque le somme, non posso che riconfermare quello che ho detto nel post precedente. Entrambe le soluzioni hanno lati positivi e negativi e, purtroppo, al momento non c’è nessun terminale/sistema operativo che riesca a mettere insieme le due cose. Il G1 Dream è stato il primo terminale Android in circolazione, dunque le sue limitazioni sono state in parte superate dai suoi successori. A parte il Motorola Milestone (o Droid), a molti di essi manca una tastiera fisica. Non riesco ad abituarmi al touch screen per scrivere, anche se buono. Attenderò dunque con interesse il rumoreggiato Nexus One con tastiera fisica. Nel frattempo, approfitto della SuperInternet che 3 mi ha gentilmente regalato per 1 mese (all’interno del Bold, visto che ho scoperto funziona anche su APN blackberry.net, ed è una cosa molto bella) e della Maxxi Internet per iPhone (eheh) sull’Android.

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22 dic

Non sono solo le strade a paralizzarsi…

…ma anche il loro sito :-)

Anche il sito delle Autostrade è paralizzato

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19 dic

Forever Young

Let’s dance in style, lets dance for a while
Heaven can wait we’re only watching the skies
Hoping for the best but expecting the worst
Are you going to drop the bomb or not?

Let us die young or let us live forever
We don’t have the power but we never say never
Sitting in a sandpit, life is a short trip
The music’s for the sad men

Can you imagine when this race is won
Turn our golden faces into the sun
Praising our leaders we’re getting in tune
The music’s played by the mad men

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever? Forever young

Some are like water, some are like the heat
Some are a melody and some are the beat
Sooner or later they all will be gone
why don’t they stay young

It’s so hard to get old without a cause
I don’t want to perish like a fleeing horse
Youth’s like diamonds in the sun
and diamonds are forever

So many adventures couldn’t happen today
So many songs we forgot to play
So many dreams swinging out of the blue
We let them come true

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever?

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07 nov

Da BlackBerry Bold ad Android (HTC Dream G1)

BlackBerry 9000 Bold

BlackBerry 9000 Bold

Torno finalmente a scrivere nel blog, dopo molto tempo di assenza. Impegni di tutti i generi e mancanza di stimoli particolari mi hanno portato a evitare di riempire il sito di robaccia. La mia filosofia, infatti, è quella di evitare di scrivere se non ho niente da dire. A volte è meglio restare in silenzio che dire cose sbagliate o noiose.

La novità più recente di cui vorrei parlare è quella legata al mio ultimo acquisto in campo cellulare: un HTC G1 Dream.

Da più di un anno sono incuriosito dal sistema operativo Android. Sin da quando fu annunciato, infatti, decisi che prima o poi avrei provveduto a procurarmi un apparecchio del genere. Le motivazioni? Poche, ma per me fondamentali:

  • Sistema operativo basato su Linux
  • Sistema completamente aperto e libero
  • Infinite possibilità di modifica e di customizzazione

Il primo modello in assoluto a montare Android fu proprio l’HTC G1 Dream. Un terminale abbastanza grande e pesante ma dotato di touch screen capacitivo (come quello dell’iPhone), tastiera QWERTY accessibile sotto lo schermo, uno schermo grande e definito, GPS, bussola elettronica, accelerometro, Wi-FI, UMTS, bla bla bla bla e…sistema operativo Android, sviluppato da Google. Uscito alla fine di Ottobre 2008 in USA e in Inghilterra, è arrivato in Italia a Maggio di quest’anno. Il prezzo di lancio? Troppo alto, ovvero quasi 500 euro (anche se, a livello di hardware, è addirittura superiore all’iPhone). L’ho tenuto però subito d’occhio. Da tutte le prove, su siti specializzati e non, emergeva un terminale con ottime potenzialità ma con un sistema operativo ancora troppo immaturo ed acerbo, per cui decisamente indietro rispetto alla concorrenza di iPhone e BlackBerry.

Dopo qualche mese di sviluppo e grazie alla comunità OpenSource, c’è stato un miglioramento sostanziale di Android e delle applicazioni ad esso associate. E’ nato anche un Market, ovvero l’equivalente di AppStore di iPhone. Ci sono, al momento, oltre 10.000 applicazioni, in buona parte gratuite. Insomma, una vera e propria esplosione. Basti pensare che in un anno ci sono state tre nuove versioni di Android stesso, ognuna con delle modifiche rivoluzionarie rispetto alla precedente.

Grazie alla sua customizzabilità, moltissimi utenti hanno acquistato questi terminali e spinto le principali aziende produttrici a rilasciarne di nuovi. Questi rilasci hanno causato l’abbassamento del prezzo del Dream e…a questo punto ne ho preso uno anche io. :-) Il ragionamento, infatti, è simile a quello che ho fatto poco più di due anni fa quando ho acquistato il mio primo BlackBerry: ne prendo uno “economico” per provare, pur sapendo che ha delle lacune. Se poi questo mondo mi piace, dopo qualche mese ne prendo uno più carrozzato. Altrimenti resto fermo dove sono. Avrei infatti voluto prendere uno sfavillante Motorola Droid, con Android 2.0 già installato ma i 500 euro richiesti sono, a mio avviso, esagerati.

Il telefono in mio possesso è marcato TIM e conteneva al suo interno il sistema operativo Android 1.1, customizzato da TIM stessa. Pur essendo datato Febbraio 2009, è anni luce indietro rispetto all’ultima versione disponibile per il Dream: la 1.6.

Appena portato a casa, ho aperto la confezione e iniziato subito a giocherellarci. Ho notato subito l’assenza di alcune funzioni tipiche di questo tipo di smartphone come la tastiera su schermo. Sapevo, però, che con le versioni più recenti questo problema si sarebbe potuto agevolmente risolvere e mi sono messo subito al lavoro.

HTC Dream G1 (Android)

HTC Dream G1 (Android)

Non descriverò i dettagli tecnici in quanto ci sono ottime guide in circolazione, ma posso dire di essermi subito divertito. Fare boot con una immagine di recupero, aggiornare la flash da dentro l’apparecchio, vedere i messaggi del Kernel di Linux che scorrono sullo schermo, partizionare la scheda di memoria, usarla come swap…insomma, ho fatto di tutto e ho installato l’ultima versione di HTC e un set di modifiche di Cyanogen, atte a abilitare alcune ottimizzazioni e miglioramenti del sistema stesso. Ho poi installato un software di e-mail alternativo, chiamato K9 Mail, che altro non è che una versione migliorata e potenziata del client predefinito dell’Android. In questo modo riesco ad avere la push email anche sul Dream, cosa che decisamente non mi dispiace per niente. Ho inoltre scovato un paio di problemini e gli sviluppatori sono stati molto solerti ad identificarli e risolverli. Questo è quello che chiamo il perfetto spirito opensource.

Ho giocato col Market e installato una serie di applicazioni più o meno utili. Per come è strutturato Android, ogni applicazione installata e poi cancellata non lascia tracce sul dispositivo, per cui si è liberi di divertirsi quanto si vuole (così come con l’iPhone, a onor del vero).

Sono passati 5 giorni e posso dire di aver riscontrato i seguenti pro e contro:

PRO:

  • Libertà totale. Posso installare qualunque cosa, modificare qualunque cosa, capire tutto quello che accade all’interno del dispositivo. Ho messo un kernel che toglie memoria alla scheda video (ottimizzata per i giochi in 3d) e ne fornisce di più al sistema operativo stesso. Non ci gioco (per ora) e poi comunque fare boot con un kernel alternativo è semplicissimo.
  • Sistema logico e ben strutturato. Gestione molto intelligente delle applicazioni e delle interazioni tra di esse
  • Ottimo schermo (anche se la mancanza di un sensore di luminosità si fa sentire)
  • Touch screen buono (ma non amo i touch screen, per cui tendo ad usare la tastiera fisica)

Contro:

  • Autonomia ridicola. In uso intenso si rischia di non arrivare a fine giornata (ma credo ci sia lo stesso problema sull’iPhone). Ho già ordinato una batteria più capiente. Diventerà enorme, ma per me non è un problema
  • A volte non proprio responsivo (credo sia colpa del sistema operativo ancora giovane visto che l’hardware è potente.
  • Tastiere non comodissime
  • Suoni troppo bassi (risolto applicando una patch)
  • A volte ha degli strani comportamenti con la gestione delle connessioni, ma sto indagando alla ricerca di una soluzione

Dunque, cosa penso di questo HTC rispetto al mio Bold? Bella domanda: al momento mi sto rendendo conto che molte cose continuo a farle col BB. SocialScope, ad esempio, avrebbe come alternativa Vodafone Update, su Android, ma ancora non sono riuscito a trovarlo. Prendere l’apparecchio e controllare una e-mail appena arrivata può inoltre richiedere una decina di secondi. Col BlackBerry, entro pochissimi secondi si è già nel messaggio.

Sono due terminali completamente diversi, sia come vocazione che come utilizzo. Nel complesso posso dare un giudizio positivo nei confronti del Dream, ma non lo ritengo il terminale adatto al pubblico generale. Già solo per il firmware castrato e obsoleto che fornisce potrebbe diventare un incubo per l’utente medio e, come si legge in giro, molti negozianti si sono visti restituire i Dream dicendo che non funzionano bene. Per fortuna sono già usciti modelli più maturi (come il già citato Motorola Droid o l’HTC Hero)

Il Dream è un computer e come tale va trattato. Il suo sistema operativo è aperto e permette moltissime customizzazioni. Modelli più recenti hanno già sopperito alle sue lacune, fornendo dei firmware già completi e stabili. Il Dream, dunque, resta il “sogno” degli smanettoni, specialmente al prezzo a cui si trova adesso e con tutte le modifiche che sono state implementate in questo ultimo anno.

Per un’utenza business centralizzata più che altro all’utilizzo della e-mail, continuo a suggerire una soluzione basata su BlackBerry. Anni di esperienza non si recuperano in dodici mesi, neanche se lo studente è…Google :-)

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25 mag

I modem ADSL non sono tutti uguali

Quando si attiva un abbonamento ADSL, il gestore fornisce spesso le apparecchiature in comodato d’uso. Che sia gratuito o meno, l’utente deve preoccuparsi di pochissime cose. Una di esse è il memorizzare i dati della rete wireless poiché spesso non sono modificabili.

Gli utenti più esperti o che hanno esigenze particolari, però, odiano questa procedura in quanto le apparecchiature fornite sono spesso troppo “semplicizzate” e non consentono impostazioni avanzate specifiche per l’utilizzo richiesto.

Il 90% degli utenti ha bisogno solo della procedura per mappare le porte per il file sharing e quasi tutti i router in comodato permettono di farlo, ma altri vorrebbero delle funzionalità diverse (VPN, QoS, ecc.) che non sono contemplate. La soluzione di solito consiste nel mettere un router avanzato dietro a quello fornito e utilizzare quest’ultimo, relegando il primo al semplice utilizzo tipo modem.

Quando un gestore, invece, è abbastanza in gamba da permetterti di usare l’apparecchiatura che preferisci, si comincia a porre la questione del: “e adesso che apparecchio compro?”

I centri commerciali sono pieni di marche e modelli diversi ma, andando a stringere, sono tutti molto simili. Chiedendo indicazioni ad un amico esperto (o ad un commesso), probabilmente ci si sentirà rispondere “prendi quello che preferisci, sono più o meno tutti uguali”.

Questo può essere vero in molti casi ma assolutamente falso in tanti altri. Ho recentemente attivato una adsl su una centrale lontana. Questo ha generato un decadimento della qualità della linea molto forte e, in queste condizioni, si può davvero notare quali siano le apparecchiature di maggior livello.

In casa in questo momento ho:

e ho avuto modo di provare anche:

Andiamo ad analizzarne il comportamento, per capire la qualità del prodotto stesso. Alcuni potrebbero obiettare sul mio metro di giudizio, ma secondo me un modem/router ADSL come prima caratteristica deve avere una buona sensibilità di linea. Non tutti vivono a 200 metri dalla centrale (oppure la centrale a 200 metri è Anti Digital Divide):

  • D-Link DSL 320 T – non sente neanche la portante. Continua a ricercarla all’infinito. Connessione impossibile.
  • Trust MD-4050 – si aggancia e si connette stabilmente con 544 in downlink e 640 in uplink. La connessione resta costante anche a distanza di giorni.
  • Alice Gate VOIP – Dopo aver visto che aggancia la portante a 704 in download e 640 in upload, ho sbloccato e modificato il firware per testarlo sulla mia nuova ADSL. Stabile e ben funzionante.
  • Vodafone Station – si aggancia a 672 Kbit/sec. Il firmware è bloccato da Vodafone per cui è impossibile utilizzarlo. Peccato, è un bell’apparecchio.
  • Alcatel SpeedTouch Home – si aggancia alla stessa portante del Trust, ovvero intorno ai 540. Stabile, ma nessun vantaggio rispetto agli altri
  • Thomson ST605 – il campione :-) . Si aggancia stabilmente a 704 e, a volte, a 736 Kbit/sec. Performante, customizzabile, l’ho utilizzato per circa 15 giorni senza avere il minimo problema (a parte qualche sporadico reboot, ma sempre dopo aver effettuato qualche operazione nella interfaccia web)
  • Thomson ST716WL – si aggancia abbastanza rapidamente a 672 e a volte a 704 Kbit/sec. Ho deciso di tenerlo, pur andando un pò meno veloce del 605 in quanto il WiFi integrato e il VOIP mi permettono di non avere altri due apparecchi collegati. Quei pochi Kbit di differenza neanche li noterò, tanto la connessione è lenta comunque.
  • Zyxel 660 Prestige – si è agganciato una sola volta, a 320 Kbit/sec. Poi ha iniziato a ricercare la portante e non l’ha più trovata
  • Siemens SX763 – non ha neanche rilevato la portante

Riassumendo, quindi, le prestazioni di questi apparecchi possono essere raggruppate in tre famiglie: quelli che neanche si allineano, quelli che si allineano a basse velocità e quelli che cercano di tirar fuori “il meglio” dalla linea disturbata.

Indagando in giro ho scoperto che spesso non è tanto una questione di qualità costruttiva ma più di compatibilità dei chipset: il D-Slam ha un certo chipset di una certa marca e ci sono determinati modem che sono più performanti con specifici D-Slam. Di fatto i miei test hanno dimostrato che i Thomson (chipset Broadcom), il Pirelli e l’Huawei di Vodafone sono i più sensibili. Avevo sempre considerato i Pirelli come apparecchi di scarsa qualità invece è tutta una questione di firmware, come spesso accade.

Strano che un apparecchio come lo Zyxel abbia fallito miseramente il test, ma questo dimostra che le mie pluriennali convinzioni non sono del tutto sbagliate (leggi: la Zyxel non mi è mai piaciuta).

Risultato: i modem ADSL non sono tutti uguali, e non è solo una questione di funzionalità più o meno avanzate. La sensibilità è una cosa di cui tenere conto. Specialmente se si hanno linee molto disturbate o abbonamenti a velocità molto alta (20 Mega), il fattore sensibilità diventa di primaria importanza. Le differenze possono essere abissali.

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24 apr

Se l’ADSL non va da Sansone, Sansone trova il modo di andare dall’ADSL

Un breve post, solo per raccontare una cosa interessante. (spero)

Molti di voi sapranno che sono connesso ad Internet in Anti-Digital-Divide (alias: ho la 640Kb/sec). Bene: questa connessione di Sabato e Domenica sembra comatizzare perché moltissimi utenti si collegano e la centrale collassa.

Ho scoperto che nella mia zona è presente anche un cavo che arriva da un’altra centrale, ad un paio di km da qui, e che se si effettua una specifica richiesta si può ottenere un collegamento con quel cavo.

Ho approfittato e per ora la procedura sembra muoversi: Lunedi verranno i tecnici Telecom a portarmi i nuovi cavi in casa. Il profilo dati è un 7 Mbit/sec ma, come mi hanno detto, probabilmente non supererò i 2 Mbit in quanto sono molto distante dalla centrale. Almeno, in teoria, saranno costanti.

Speriamo bene. Ne scriverò a cose fatte.

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