Hans Reiser condannato per l’omicidio della moglie
Primo grado: omicidio volontario e premeditato. La corte di giustizia ha deciso di punire Hans Reiser per l’omicidio della moglie, giudicando sufficienti le prove che sono state portate. In special modo pesano su di lui alcuni fatti apparentemente inspiegabili, come la sparizione del sedile del passeggero della sua auto (che poi, in realta’, era di sua madre) e la sua freddezza alla notizia della scomparsa dell’ex moglie.
La difesa ha portato varie prove e testimonianze, sostenendo che lui e’ un uomo abbastanza freddo e non esterna quasi mai i suoi sentimenti. Ai giurati questo non e’ bastato e hanno deciso che, pur non avendo mai trovato il corpo, Nina Reiser e’ morta e ad ucciderla e’ stato suo marito.
Durante la lettura del verdetto, Hans ha chiuso momentaneamente gli occhi, appoggiando il capo sulle mani ma senza scomporsi troppo. “Ce lo aspettavamo”, ha dichiarato il suo avvocato, “vista la piega che il processo aveva preso negli ultimi tempi. Sicuramente il mio cliente ricorrera’ in appello”.
Nel frattempo, comunque, tutti si chiedono quali saranno le sorti di Reiser4 e della Namesys. Lo sviluppo prosegue, i programmatori non sono rimasti con le mani in mano, ma senza la sua guida storica difficilmente nasceranno nuovi “progetti”. Ricordo, infatti, che Reiser4 non e’ stato accolto favorevolmente dagli sviluppatori del kernel Linux in quanto va a “rompere” alcune convenzioni da sempre adottate e riscrive parti che non dovrebbero essere toccate. Hans, per questo motivo, ha avuto grosse discussioni con questi signori e ha portato avanti strenuamente le sue idee.
Sapevo che sarebbe finita cosi’: sin dalle prime battute del processo si era capito, dalle parole del giudice e dall’accoglimento delle obiezioni, che c’era comunque l’idea diffusa che Hans, persona intelligente, avesse ucciso sua moglie e trovato un modo per sbarazzarsene definitivamente.
Il mio giudizio: se l’ha davvero fatto, giustizia e’ stata fatta. Ma se la signora Reiser, in questo momento, fosse in Russia a ridere delle disgrazie del marito, spero che prima o poi la sua coscienza si faccia sentire.
