Stefano Marinelli’s Blog

30 Apr

Hans Reiser condannato per l’omicidio della moglie

Primo grado: omicidio volontario e premeditato. La corte di giustizia ha deciso di punire Hans Reiser per l’omicidio della moglie, giudicando sufficienti le prove che sono state portate. In special modo pesano su di lui alcuni fatti apparentemente inspiegabili, come la sparizione del sedile del passeggero della sua auto (che poi, in realta’, era di sua madre) e la sua freddezza alla notizia della scomparsa dell’ex moglie.

La difesa ha portato varie prove e testimonianze, sostenendo che lui e’ un uomo abbastanza freddo e  non esterna quasi mai i suoi sentimenti. Ai giurati questo non e’ bastato e hanno deciso che, pur non avendo mai trovato il corpo, Nina Reiser e’ morta e ad ucciderla e’ stato suo marito.

Durante la lettura del verdetto, Hans ha chiuso momentaneamente gli occhi, appoggiando il capo sulle mani ma senza scomporsi troppo. “Ce lo aspettavamo”, ha dichiarato il suo avvocato, “vista la piega che il processo aveva preso negli ultimi tempi. Sicuramente il mio cliente ricorrera’ in appello”.

Nel frattempo, comunque, tutti si chiedono quali saranno le sorti di Reiser4 e della Namesys. Lo sviluppo prosegue, i programmatori non sono rimasti con le mani in mano, ma senza la sua guida storica difficilmente nasceranno nuovi “progetti”. Ricordo, infatti, che Reiser4 non e’ stato accolto favorevolmente dagli sviluppatori del kernel Linux in quanto va a “rompere” alcune convenzioni da sempre adottate e riscrive parti che non dovrebbero essere toccate. Hans, per questo motivo, ha avuto grosse discussioni con questi signori e ha portato avanti strenuamente le sue idee.

Sapevo che sarebbe finita cosi’: sin dalle prime battute del processo si era capito, dalle parole del giudice e dall’accoglimento delle obiezioni, che c’era comunque l’idea diffusa che Hans, persona intelligente, avesse ucciso sua moglie e trovato un modo per sbarazzarsene definitivamente.

Il mio giudizio: se l’ha davvero fatto, giustizia e’ stata fatta. Ma se la signora Reiser, in questo momento, fosse in Russia a ridere delle disgrazie del marito, spero che prima o poi la sua coscienza si faccia sentire.

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26 Apr

Finalmente online il “sito aziendale”

Gia’ da tempo volevo fare un sito “aziendale”, ovvero dedicato alla mia attivita’ di consulente.

Ho trovato un bel css da qualche parte e, dopo aver fatto le dovute modifiche, ho messo online il tutto. Finalmente ho anche io una pagina “di lavoro” :-)

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21 Apr

Stabilita’ in arrivo… speriamo! :-)

Hanno cambiato server fisico, dicono che quello vecchio era diventato “instabile”. Ma va, non ce ne eravamo accorti! :-)

Ora e’ andato tutto liscio per tre giorni ma, qualche ora fa, di nuovo un blocco legato poi ad un ripristino errato del loro firewall: il server era praticamente inaccessibile dall’esterno.

Mi stanno tenendo costantemente informato sullo stato delle cose. I vantaggi di tenere il server fuori sono tanti, primo tra tutti quello legato alla velocissima connessione. A patto che ci sia stabilita’ ovvio.

Vi terro’ informati.

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15 Apr

Permangono problemi di stabilita’

Il VPS inglese sembra discretamente instabile. Dragas, negli ultimi giorni, e’ stato fuori connettivita’ per parecchie ore.

Dai vari ticket e dalle varie risposte sembra che la situazione sia in fase di risoluzione. Hanno dovuto cambiare la macchina fisica che ospita i vari VPS, hanno dovuto cambiare Datacenter e stanno crescendo molto piu’ velocemente di quanto si aspettavano.

Vediamo, di sicuro se dovessero proseguire cosi’ fermo tutto e torno a tenere il tutto dentro il mio caro, vecchio e fido Via Epia (che non si e’ MAI bloccato).

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09 Apr

Possibile instabilita’ nelle prossime 48 ore

Mi hanno appena comunicato che migreranno la mia VPS verso un nuovo nodo. Negli ultimi giorni, infatti, la situazione e’ stata molto instabile e ci sono stati vari problemi.

Maggiori informazioni nel sito generale del mio server.

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07 Apr

Ma Hardy sara’ davvero pronta in 17 giorni?

Dai vari countdown che molti webmaster hanno messo nei propri blog si apprende che Ubuntu Hardy Heron 8.04, una release “a lungo termine”, sara’ rilasciata tra esattamente 17 giorni.

“A lungo termine” significa che questa sara’ una release della quale saranno particolarmente curati stabilita’, efficienza e puntuali aggiornamenti. Una release da server, insomma, che sara’ supportata per ben 3 anni e che va a rimpiazzare la 6.06, l’ultima LTS rilasciata e ancora considerata da molti la Ubuntu piu’ stabile mai vista.

Eppure ho qualche perplessita’: mancano solo 17 giorni al rilascio definitivo e continuo a vedere tanti bug. Alcuni vengono risolti con i massicci aggiornamenti quotidiani, altri stanno stagionando su Launchpad e non sembrano trovare la strada della risoluzione.

Uno di essi, il gia’ citato problema dell’invecchiamento precoce dei dischi (che, pero’, non e’ un vero e proprio bug di Ubuntu) ma ce ne sono altri come il mediocre funzionamento di Network-Manager con molte interfacce wireless, il bug per cui un’interfaccia configurata a ip statico non viene tirata su all’avvio oppure la rete che al ritorno da una sospensione non viene riconfigurata automaticamente.

I suddetti problemi non sono solo dei problemi che ho qui ma li vedo apparire costantemente in forum, Launchpad o canali IRC.

Certo, e’ risaputo che Ubuntu “unstable” e’ molto piu’ instabile di Debian Sid (che comunque resta una roccia comparata a Windows) ma a 17 giorni dal rilascio mi aspetterei una distribuzione gia’ praticamente pronta, non un bellissimo sistema che presenta ancora forti lacune.

Altro problema: dopo l’aggiornamento (automatico, fatto da update-manager) di Firefox 3.0 a Beta5, il flash sembra andare in crash molto piu’ spesso. Proprio rimanendo su Firefox, capisco che la versione 3.0 e’ molto piu’ leggera e ben fatta della 2.0, ma far uscire una LTS con un browser in beta non mi sembra proprio una scelta del tutto azzeccata. Comunque mi fido della Canonical e capisco che, in effetti, sara’ difficile che Firefox 2.0 possa ancora essere supportato tra 3 anni.

Ovviamente, come sempre, dopo qualche settimana dal rilascio anche Hardy si stabilizzera’, cosi’ come e’ avvenuto per Gutsy, la Ubuntu forse piu’ chiacchierata della storia di questa giovane e brillante distribuzione. Da una LTS, pero’, forse ci si aspetta altro.

Resto dunque in attesa di vedere l’airone volare e uscire dal suo stato di Beta e spero davvero che il suo volo sia stabile e sicuro. E allacciate le cinture! :-)

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01 Apr

Blog aggiornato a Wordpress 2.5

Dopo pochi giorni dalla sua uscita, ho deciso di aggiornare a Wordpress 2.5. Nessuno dei plugin dovrebbe avere problemi e tutto dovrebbe funzionare, per gli utenti, esattamente come prima.

Per vedere le modifiche e le ultimissime novita’ inserite in questa versione, consiglio la visione del video esplicativo (4 minuti).

Vi prego comunque di segnalarmi qualunque malfunzionamento. Grazie!

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31 Mar

Ubuntu e altre distribuzioni non impediscono una morte prematura dei nostri dischi fissi

Nel lontano Settembre del 2006 e’ stato segnalato un bug sul launchpad di Ubuntu. Specialmente sui notebook si e’ notato un incremento sostanziale del numero di “spegnimenti/accensioni” del disco e del parcheggio delle testine. Questo viene fatto per minimizzare il consumo energetico, ridurre la temperatura e per ridurre le possibilita’ di danneggiare il disco a causa di un movimento o colpo improvviso. Il problema si pone considerando che i dischi rigidi dei portatili di solito reggono dai 300 ai 600 mila spegnimenti/accensioni (o parcheggi di testine), poi tendono a dare problemi. Sembra, quindi, che sotto Ubuntu (ma anche altre distribuzioni) questo numero cresca molto rapidamente, al ritmo anche di 1000/2000 cicli al giorno, mandando in rovina il disco in questione in pochi mesi.

Circa un anno dopo la notizia si sparse, grazie anche ad un post su Slashdot. Feci dei test sul mio HP. Aveva poco meno di 3 anni e il numero di cicli era intorno ai 150.000, perfettamente in linea con la vita dell’apparecchio. Si stima, infatti, che i dischi dei portatili durino dai 3 ai 5 anni.

Non mi sono piu’ posto il problema, dimenticandomene del tutto ma ieri sera, mentre usavo il mio nuovo Acer sotto Hardy, ho notato che sentivo spesso dei “click”, come se il disco parcheggiasse continuamente le testine. Vado a vedere e… in 25 ore di uso, 1760 cicli.

Corro subito ai ripari e disattivo il risparmio energetico, poi mi metto a cercare.

Scopro che il problema non e’ legato a Ubuntu o ad altre distribuzioni ma ai produttori dei dischi e dei notebook stessi. Essi sanno che Windows mette le mani ovunque, compresi i settaggi del risparmio energetico preprogrammati in bios (o nei firmware dei drive) e impostano al “massimo risparmio” i propri prodotti.

Ubuntu, cosi’ come altre distribuzioni, parte dal presupposto che i produttori sanno cio’ che fanno e non reimposta questi valori. Il risultato e’ che la macchina tenta di parcheggiare le testine anche ogni secondo e che esse vengono rimesse in moto ad ogni attivita’ di disco. Pur avendo stabilito che Ubuntu effettua troppi accessi al disco,  il team della Canonical ha deciso che il problema e’ quindi da imputare ai produttori ma non si puo’ ignorare visto che, come al solito, i produttori risponderebbero che GNU/Linux non e’ ufficialmente supportato e, quindi, sarebbero solo fatti nostri.

Da molti mesi gli sviluppatori delle varie distribuzioni hanno cercato di trovare una soluzione. La migliore, al momento, sembrerebbe essere quella di disattivare il risparmio energetico sui dischi ma, in alcuni casi, potrebbe avere come effetto collaterale un surriscaldamento degli stessi, riducendone comunque la vita. Nessuna soluzione definitiva e’ stata comunque trovata dal team Ubuntu e quindi anche Hardy, di default, puo’ accorciare di moltissimo la vita del proprio disco fisso.

Si spera che una qualche strada venga proposta prima dell’uscita definitiva della 8.04 poiche’ manca meno di un mese e non sarebbe bello pubblicare una versione LTS  (ovvero con supporto a lungo termine) con un problema del genere, specialmente dopo le polemiche che ci sono state in concomitanza con il rilascio della versione precedente, l’ancora attuale 7.10 “Gutsy Gibbon”.

Invito quindi tutti gli utenti di portatili a leggere e mettere in pratica quello che c’e’ scritto qui, con del sale in zucca. Nel mio caso, ad esempio, passare “128″ ad hdparm quando sono a batteria e’ comunque una scelta sbagliata e il sistema continua con il suo parking selvaggio. Ho messo a 200 e, probabilmente, non parcheggera’ mai. Per ora, mi accontento, considerato anche che il portatile lo uso quasi sempre collegato alla corrente elettrica.

Anche OpenSUSE ne e’ ancora affetta e comunque anche le altre distribuzioni hanno al massimo trovato un “workaround”.

A volte penso che gli sviluppatori si curino poco di queste cose. Si pensi anche a Torvalds stesso: ha praticamente ammesso di non usare quasi mai portatili e, quindi, di essere “moderatamente disinteressato” alle problematiche ad essi relative.

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28 Mar

Perché mi piace Ubuntu

Fino ad un anno fa non avrei mai pensato di scrivere un articolo del genere. Ho detto che Ubuntu non era pronta per le masse (e non me ne pento, ma sono cambiate molte cose da allora) ed ero un Debianista convinto. Intendiamoci: resto un Debianista convinto; penso infatti che, senza Debian, Ubuntu non andrebbe da nessuna parte e continuo ad usare Debian su molti dei server che gestisco.

Un paio di mesi dopo ho detto che Ubuntu si stava avvicinando ad essere una distribuzione matura e che l’avrei tenuta sulle mie workstation. A distanza di 3 versioni, mi trovo ancora qui con Ubuntu e, questa volta, a decantarne le lodi.

Sono un “Linuxaro”, come mi defini’ un professore “dell’altra parte” ai tempi dell’universita’, sin dal 1996 e ho visto tutta l’evoluzione che c’e’ dietro. Una delle cose che ho imparato e’ che non c’e’ evoluzione se non c’e’ utenza. Resto convinto che non e’ necessario convertire tutto il mondo ma che un bacino d’utenza piu’ variegato non possa che giovare.
Debian in questo ha peccato: si e’ tenuta sempre distante, scoraggiando i novellini. Si e’ tenuta “l’osso duro” dell’utenza, e questo forse e’ un bene, ma ha allontanato molti avventori. L’atteggiamento saccente e superficiale di alcuni membri della community ha sicuramente peggiorato le cose ma ricordiamoci che ci sono molti nerd in giro! :-) In realta’ lo scopo e’ semplicemente quello di far fare le ossa e mi ha aiutato a crescere, comprendere e maturare. Lo consiglio a tutti gli utenti: trovarsi a sbattere giorni porta soltanto a capire meglio le cose, a patto di avere curiosita’ e sale in zucca.

Non sempre, pero’, voglio sbattermi troppo per le cose semplici. La mia workstation, ad esempio, vorrei funzionasse senza troppi problemi e abbastanza rapidamente. Qui subentra Ubuntu che, in effetti, lavora molto molto bene. Sorprendo quotidianamente amici e parenti collegando la stampante e, senza fare niente e dopo pochi secondi, mostro la scritta “La stampante XYZ e’ pronta all’uso”. Tutti chiedono “Niente driver? Niente configurazione?”. No, niente di tutto cio’. Siamo nel 2008! Certo, se non e’ supportata e’ un altro paio di maniche ma almeno lo sappiamo subito :-)

Sto testando la beta di Ubuntu Hardy Heron 8.04 da due giorni su due macchine AMD64. Come beta e’ abbastanza “beta”, nel senso che ha un po’ di problemini e proprio per questo sto sperimentando l’ottimo sistema di report dei bug del progetto Ubuntu. In pochi secondi si riesce a creare un nuovo ticket e, in questo periodo di fermento pre-rilascio, uno sviluppatore risponde entro qualche ora chiedendo spiegazioni oppure dando indicazioni. Che bello, un rapporto diretto, semplice ed efficiente.

Sono queste le piccole cose che rendono Ubuntu un’ottima distribuzione, una distribuzione fatta per funzionare.

 A proposito: Basta con le distrowar!

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28 Mar

Problemi di ventola tra Acer Aspire 5715Z e GNU/Linux a 64 bit

Finalmente ho installato tutto. Distribuzione: Ubuntu Hardy Beta (versione AMD64). Unici due problemi: il mancato funzionamento della wireless e degli spegnimenti improvvisi.

Il primo l’ho risolto installando ndiswrapper e i driver Windows della Atheros Ar5007EG, scritti per Windows XP 64 bit ma perfettamente funzionanti anche sotto GNU/Linux. Non riesco ad agganciare le reti con il Network Manager ma posso farlo a mano.

Il secondo, migliorato dopo la fine dell’installazione, si e’ ripresentato in modo totalmente arbitrario durante l’utilizzo. Cercando su Google, mi sono imbattuto in quello che e’ il vero problema: surriscaldamento. Avevo gia’ notato che, in effetti, sotto Vista sentivo continuamente girare le ventole mentre sotto GNU/Linux mai, ma pensavo fosse legato al fatto che Vista stressa di piu’ i componenti. Vero solo in parte.

In pratica la Acer ha fatto un sistema a 64 bit ma il bios, ovviamente, a 32. Non hanno fatto un wrapper o un interprete per cui i comandi al bios devono essere mandati in big endian e a 32 bit. Se usi un sistema operativo a 64, buona parte dei comandi viene troncata nei bit piu’ significativi. Allora come hanno risolto? Semplice: sotto Vista64 hanno fatto un loro cesso di programma (pesante, inutilizzabile e che rallenta di molto le prestazioni) chiamato “Empowering Technology” che comanda tutte le funzioni principali. Poco importa per le altre (che sono state risolte via “Google Summer of Code”, modulo acer_acpi) ma quello che non funziona e’…la ventola!

In pratica il controllo della ventola NON viene fatto a livello hardware ma il sistema operativo deve comunicare al bios le letture dei sensori e il bios, preso atto, decide se accendere o spegnere e a quale velocita’.
Su Linux64 (e su Vista64) questo significa che le informazioni non arrivano correttamente poiche’ l’informazione viene troncata nei bit piu’ significativi, allora (su Vista) scatta l’empower che e’ un “controllore di ventole” software. Ovviamente se empower si dovesse bloccare, la macchine resterebbe priva di ventole

Stavo per installare a malincuore Hardy 32 bit ma poi ho cercato e c’e’ un bel bug, vecchio di mesi, nel bugzilla del kernel. C’e’ anche un “workaround“, uno script che legge la temperatura delle cpu e, sulla base di quel dato e grazie alla decodifica del DSDT dell’ACPI, accende e spegne le ventole… una soluzione temporanea, comunque funzionante.

Di problemi con il DSDT ne avevo gia’ parlato, in merito al caro vecchio HP Pavilion.

Situazione assurda che conferma quello che ho sempre pensato dell’ACER: un produttore “da supermercato” che ha poco a che spartire con un mercato serio.

Il notebook, comunque, sembra andare bene. L’audio e’ un po’ basso (ma devo vedere sotto Vista, non vorrei che c’e’ da sistemare qualche impostazione a livello di Alsa) ma, per il resto, funziona tutto (anche la webcam integrata!)

Resto quindi soddisfatto dell’acquisto, pur con qualche riserva sul produttore stesso. Ho speso poco e, per ora, il prodotto si comporta molto bene. Certo e’ che un utente medio non avrebbe mai capito e avrebbe subito cestinato Linux.

Ah…l’assistenza Acer ha risposto che loro non forniscono alcun supporto per sistemi operativi che non vengono forniti insieme alla macchina. Peccato che coloro che hanno disinstallato Empower si siano trovati nella medesima situazione e con il sistema operativo fornito con la macchina!

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