Stefano Marinelli's Blog

06 ott

E’ morto Steve Jobs

E’ morto Steve Jobs, uno dei più grandi visionari degli ultimi decenni. Ha lasciato un segno, in questo mondo, e ha cambiato per sempre la linea “guida” della tecnologia.

Io stanotte Steve Jobs l’ho sognato. Ho sognato che ero atteso ad un incontro di lavoro e d’un tratto appariva lui. Non il lui malaticcio di questi ultimi anni, ma il lui forte dei primi anni 2000, in forma e combattivo. Mi guardava, sorrideva, faceva un gesto di approvazione e basta. Non diceva una parola, non diceva niente e io non ci parlavo perché mi rendevo conto che non potevo interagire con lui, perché era li ma non era li, come se fosse una visione. Sapevo che lui mi vedeva ma sapevo di non poter parlare con lui. Forse perché ieri sera, prima di andare a letto, pensavo al fatto che alla presentazione dell’iPhone 4s (dove “s” sta per sòla, a mio avviso) mancava proprio lui e s’è respirata non la solita aria da “ammmmmmazing“, ma un’aria più sobria, meno accesa, meno “fanatica”.  Steve è già mancato a qualche keynote, ma stavolta la sua assenza era in qualche modo “definitiva”. Tim Cook è meno brillante, trascina comunque le folle ma non ha il potere carismatico di Steve. Il problema, appunto, è l’eredità lasciata dal suo predecessore. Un po’, secondo me, Cook e gli altri sapevano che ormai mancava molto poco e che la notizia della morte di Steve sarebbe arrivata a giorni.

Le mie idee riguardo Apple sono sempre state contrastanti (buoni prodotti – troppo hype – ti abbandonano appena finisce la loro garanzia – chiusura completa del tipo “fai le cose come dico io e basta” – ecc), ma sono dell’idea che la morte di Steve Jobs porterà un cambiamento epocale. Again.

Finché non è arrivata Apple, le altre aziende sono sempre rimaste a godersi lo status quo, senza fare innovazione di alcun genere. Dieci anni di duo Nokia-RIM, senza alcuna innovazione degna di nota, poi arriva iPhone e di colpo nascono Android, Meego, Maemo, Windows Phone 7, ecc.

E ora? Gli esperti si sbizzarriscono, chiunque dice la propria idea. Possono dire quello che vogliono: che Steve abbia senza dubbio lasciato dei validi collaboratori al comando, ecc.

Io dico la mia: Steve era anche un accentratore, un grandissimo egocentrico, un visionario che amava fare le cose come diceva lui e voleva che TUTTI le facessero come voleva lui (si pensi all’iPhone – sigillato per suo volere, e qualsiasi piccolo dettaglio è stato organizzato secondo sua scelta, non del mercato). Steve ha lasciato qualche idea e qualche linea guida, ma nel suo egocentrismo lo portava a sognare che morto lui, il mondo se ne sarebbe accorto.

iPhone 4S, per me, ne è il primo esempio: hanno preso l’hardware dell’iPad, l’hanno messo sull’iPhone (migliorando la fotocamera. Stop. Tutto il resto sono chiacchiere), hanno preso l’app “SIRI” che da anni era disponibile su Appstore su QUALUNQUE iPhone e iPod Touch, l’hanno rimossa e ne hanno fatto il cavallo di battaglia di iPhone 4S.  Dov’è, stavolta, l’innovazione? Non c’è.

Steve non c’è più. Ce ne accorgeremo molto, molto presto. Ci mancherà.

04 dic

Il mio nuovo account Twitter

Dopo aver utilizzato Twitter solo per seguire altri, ho deciso di aprire il mio account “pubblico”. Seguitemi!

30 set

WordPress su iPhone

Non scrivo da molto. Mancanza di idee? No. Mancanza di tempo. Adesso ho installato l’applicazione di WordPress su iPhone. Speriamo aiuti, e ho un buon articolo in preparazione. Stay tuned!

06 mag

Un assaggio di iPhone

Mai dire mai. Questa è la mia filosofia di vita. Ho in passato mostrato la mia avversione verso l’iPhone, senza entrare troppo nel dettaglio. Quello che non tolleravo era la filosofia nazista di Apple. Non la tollero ancora adesso: dietro allo scudo del “vogliamo che l’esperienza sia sempre al top”, decidono loro cosa può essere installato nei telefoni, impongono delle limitazioni assurde (bluetooth, multitask, ecc.) e l’utente può scegliere: o accetta tutto il pacchetto o nisba.

Grazie a delle visissitudini che ora non voglio mettermi a scrivere, ho tra le mani un iPhone 3G nuovo di pacca. Il 3G, modello ancora in vendita a 499 euro, è stato il primo iPhone ufficialmente giunto in Italia. In vendita dal Luglio del 2008 (quasi due anni), ha avuto molti concorrenti e ne è uscito commercialmente vincitore. Le vendite sono state altissime così come è altissimo il numero di utenti. Soddisfatti o meno non sta a me a dirlo, il fatto è che comunque le vendite sono alle stelle e Apple non accenna ad avere alcuna battuta d’arresto. Insomma, un vero e proprio successo commerciale.

Giudicare oggi un iPhone 3G è come fare la prova su strada di una Punto primo modello: la concorrenza si è innovata e Apple stessa, a Giugno, tirerà fuori un nuovo iPhone completamente rivisto. Visto che ce l’ho tra le mani, vale comunque la pena scrivere quelle che sono le mie impressioni. Avendo poi un Motorola Milestone come punto di riferimento, le cose si fanno ancora più interessanti.

Parliamo intanto un pò di questo iPhone, visto da chi l’iPhone non lo ha mai apprezzato troppo. Il terminale è esteticamente valido. In molti hanno cercato di emularlo ma in pochi sono riusciti a fare qualcosa di altrettanto bello. Ritengo bello anche il Milestone mentre resto sempre poco soddisfatto del look dei vari HTC (Dream, Magic, Tattoo, Hero e ora Nexus One, Legend e Desire). Il telefono è leggero (o, per lo meno, sembra leggero) e in tasca sta bene. Di sicuro ci vuole una bella custodia: quel bel fondo lucido non sembra troppo delicato ma di certo potrebbe risultare scivoloso (come mi hanno confermato alcuni amici).

Acceso, il tempo di boot è leggermente inferiore al Milestone. Bella forza, il Milestone mentre parte deve anche attivare tutti i miei servizi in background, cosa assolutamente impossibile nell’iPhone, vista la mancanza di multitask, a meno di effettuare il jailbreak.

Il display: Venendo da un Milestone, noto subito la differenza. Meno brillante e meno definito, però il touch è molto più preciso e rapido. Il Milestone ha un buon touch screen, ma a volte non è precisissimo. L’iPhone non perde un colpo e l’interfaccia è snella, ben più di qualunque Android che abbia fin ora visto.

L’audio: buona la parte audio. Le chiamate hanno un suono pulito e chiaro. Peccato per il basso volume delle suonerie e dei vari suoni di sistema. Per me il metro di paragone è sempre quello: se devo scegliere una suoneria non in base al fatto che mi piaccia ma solo perché sia forte abbastanza, qualcosa non va. Poi tanto scelgo sempre le stesse, ma è un modo di giudicarle.

Il sistema operativo: iPhone OS 3.1.3 a bordo, l’ultima versione disponibile. Questa è la parte curiosa dell’intera faccenda: Android, grazie alla sua natura OpenSource, dovrebbe assicurare aggiornamenti costanti e ripetuti, rallentando l’obsolescenza del dispositivo. I vari produttori, invece, non si comportano molto correttamente e di fatto tagliano spesso fuori alcuni dei terminali più vecchi dai vari aggiornamenti. Apple, anche nel prossimo iPhone 4.0, supporterà anche i terminali più vecchi (anche se con qualche limitazione). Scelte di marketing o meno, di certo rallentano l’obsolescenza dei telefoni. D’altronde i primi iPhone 3G, vecchi ormai di due anni, graffiati e con batterie usurate, sono in vendita a cifre che raggiungono e spesso superano i 300 euro. iPhone OS è snello e rapido. La mancanza di multitask si sente, in certe situazioni. Pensare che se si sta navigando non si può rispondere ad una telefonata (senza perdere il navigatore) è castrante. Vediamo cosa accadrà con la 4.0, per lo meno sui terminali più recenti (il multitask, infatti, non sarà abilitato sui “vecchi” 3G). Per il resto, tutto molto chiaro e definito. Alcune funzionalità di Android, però, effettivamente fanno sentire la propria mancanza su questo iPhone. Si pensi alla barra delle notifiche oppure alla gestione delle risorse. Su Android scatto una foto, clicco su “condividi” e automaticamente il menu si riempie di tutte le applicazioni che hanno dichiarato di poter in qualche modo operare con le immagini. Su iPhone questo non accade e se voglio mettere una foto su Facebook devo per forza scattarla, andare sul programma Facebook e farne l’upload. Decisamente più macchinoso. Android è fatto di pezzi e ognuno può essere rimpiazzato o affiancato. Nel Milestone, ad esempio, ho due applicazioni “Phone”, ognuna con i suoi lati positivi e negativi. iPhone OS è un monolite.

Le applicazioni: questo forse è il punto di forza di iPhone: le applicazioni. Non tanto come numero ma come qualità. Generalmente sono migliori dell’equivalente su Android e rendono l’esperienza più piacevole. Il Market di Android ha però dei vantaggi: il fatto di poter recedere dall’acquisto entro 24 ore non è una cosa da sottovalutare. Appstore di Apple ha, dalla sua, applicazioni davvero di ogni tipo. Per esempio, ho installato Liligo (che mi permette di trovare voli cercando nei siti di centinaia di compagnie) e HRS (per prenotare gli hotel). La GuidaTV di Sky, che mi consente di programmare le registrazioni del MySkyHD…insomma, applicazioni veramente comode e utili.

La batteria: prove alla mano, non mi sembra poi peggiore di quella del Milestone. L’autonomia è più o meno la stessa, a parità di utilizzo. Certo, la batteria non è sostituibile e questo può causare problemi, ma si trovano in commercio dei caricabatteria portatili con accumulatore interno. Risolvono il problema.

Fotocamera: evitiamo. Davvero, evitiamo commenti. Non ho scattato neanche una foto. Per me 2MPX senza flash e autofocus è una presa in giro. Facciamo finta che non ci sia. I 5MP del Milestone sono ben altra cosa. Bisogna però considerare l’età del progetto. Ma visto che viene ancora venduto a 500 euro, non è certamente un dettaglio trascurabile.

Tastiera: ho tentato di usare la tastiera virtuale su tutti gli Android che ho avuto. Il risultato è sempre stato pessimo. Ho quindi evitato e ripiegato sempre sulla tastiera fisica. Su iPhone non ho alternative ma… dopo soli due giorni scrivevo già più velocelemte sulla virtuale dell’iPhone che sulla fisica del Milestone. Mi sono sorpreso, a dir la verità, di questa cosa. Ne prendo atto e rivedo parte delle mie posizioni sui touchscreen. Per lo meno, su CERTI touchscreen.

GPS: le applicazioni sono molte e ci sono tutti i principali navigatori satellitari commerciali. Ho provato una navigazione stamattina e mi sono perso. Davvero, un disastro. Forse c’è qualcosa da sistemare o vedere. Farò test più approfonditi, anche se vedo molte persone che si lamentano del GPS dell’iPhone. Altrettante, però, dicono di non aver mai avuto problemi. Un cellulare non è un navigatore standalone e ha le sue limitazioni, per cui bisogna capire bene chi ha ragione. C’è infatti anche da considerare che molti utenti iPhone avevano un Nokia 3310 del 2001 fino a l’altro ieri e questo è il loro primo smartphone, per cui sembra tutto fantastico. NOTA: il GPS dell’iPhone è molto suscettibile alle applicazioni in background. Se alcune applicazioni di sistema “impazziscono” e chiedono risorse quando non devono, il GPS ne risente. Un riavvio del telefono e, di solito, tutto va a posto.

Conclusioni: questa non vuole essere una vera e propria prova su strada dell’iPhone 3G. Ce ne sono a centinaia, ormai è un terminale datato, non ha senso. Volevo solo mettere in luce quelle che sono le mie impressioni d’uso, nel quotidiano. Il Milestone resta più rapido in alcuni settori, mi permette di avere un vero push della mia casella di posta e ha delle funzionalità più avanzate a livello proprio di sistema operativo.

Però…di fatto l’iPhone ha un ottima user experience, tutte le applicazioni che mi servono e sembra svolgere egregiamente il suo lavoro. Mi rendo conto di prendere in mano più spesso l’iPhone del Milestone per cui c’è da capire quale dei due tenere e quale dare via. Al momento direi di vendere il Milestone, tenere questo iPhone e aspettare il nuovo che uscirà a Giugno che, forse, colmerà molte delle lacune di questo apparecchio. Nel frattempo, osservo. In tutta sincerità, sono (inaspettatamente) soddisfatto del mio iPhone.

06 mar

Da HTC G1 Dream a Motorola Milestone

Motorola Milestone

Lo osservo da prima che uscisse. Lo desidero sin dalla prima foto che ho visto. Ho dovuto desistere perché, quando ho preso il Dream, non era ancora in vendita. Appena uscito pensai che costasse troppo. Alla fine ho ceduto: ho venduto i due HTC Dream che avevo, il mio BlackBerry Bold 9000 e ho acquistato il Milestone. Come mai, dopo soli 3 mesi di Dream? Beh, i motivi sono vari. Di certo col Dream mi sono divertito, ma ero stanco di dover caricare tutti i giorni una batteria da 2300 MAh…e non solo.

Cosa mi mancava quando avevo l’HTC Dream (ovvero i principali difetti, secondo me):

  • una batteria dall’autonomia dignitosa
  • il sensore di luminosità. A volte ero in casa e lo schermo era troppo brillante. Uscivo ed era troppo scuro. Doverlo regolare a mano, nel 2010, mi sembrava davvero assurdo.
  • una fotocamera decente. Scatto poche foto, ma mi piacerebbe che non fossero da buttare
  • suonerie dal volume udibile. Le suonerie del Dream, anche dopo l’hack, erano troppo deboli per essere udite in mezzo al traffico (a meno di usare il solito trillo)
  • un connettore jack da 3.5″. Mi ero abituato col Bold, non volevo più rinunciarci
  • un telefono che si avviasse in pochi secondi, non un minuto e mezzo come il Dream
  • uno schermo ad alta risoluzione

Preso il Milestone, mi sono subito meravigliato per la sua velocità. Il Dream aveva qualche impuntamento ogni tanto, dovuto probabilmente ad uno scarso quantitativo di memoria RAM. Il Milestone non sembra essere mai in crisi e si presenta sempre rapido e scattante. Elenchiamo subito le cose che ho apprezzato di più.

Cosa mi è piaciuto:

  • il browser, già ottimo nel Dream, è ancora più interessante su questo Motorola grazie al suo schermo ad alta risoluzione e alla qualità del suo touch screen
  • l’autonomia: anche se non dura troppo, permette comunque di arrivare comodamente a fine giornata (e anche di coprire due giorni, se l’utilizzo non è troppo intenso). C’è un bug, di cui parlerò tra qualche riga, che sembra però minare pesantemente l’autonomia di questo ottimo terminale
  • i suoni: ha un enorme altoparlante sul retro e i suoni sono forti e puliti. Ottimo lavoro.
  • la tastiera fisica: è comoda, non riesco ad abituarmi al touch screen per scrivere. Non è eccelsa, comunque: i tasti sono piccoli e vicini, oltre che gommosi. Funzionano, ma di certo siamo ben lontani dalle tastiere dei BlackBerry
  • la qualità costruttiva: aprire il vano batteria e trovare metallo è di certo una cosa alla quale ci siamo ormai disabituati
  • rapidità al boot. Pochi secondi e si è già pronti a lavorare. Il Dream dovevo lasciarlo perennemente acceso (magari in “flight mode”) altrimenti avrebbe impiegato troppo tempo a terminare il boot

Cosa NON mi è piaciuto:

  • il bug su reti rapide. Sembrerebbe, leggendo forum specializzati, che ci sia un bug legato alla gestione delle connessioni dati su reti HSPA > 7.2 MBit/sec. TIM e Vodafone, in Italia, hanno iniziato già da tempo a velocizzare le proprie connessioni dati per cui mi sono accorto già a partire dal secondo giorno che ogni tanto il Milestone diventa molto caldo (si scalda la parte vicina alla fotocamera) e consuma batteria ad una velocità impressionante. Il problema, che sembra affliggere anche i Nokia N900 con Maemo (anche se in maniera minore), sarebbe non propriamente del Milestone ma legato alla cattiva comunicazione tra il terminale stesso e la BTS. Sarebbe dunque risolvibile con un aggiornamento firmware delle BTS oppure, operazione senz’altro più semplice, dei telefoni stessi. Peccato però che di reti così rapide non ce ne siano molte, per cui sono bug abbastanza settorializzati (almeno geograficamente) e di difficile identificazione da parte dell’utente medio (che, invece, dirà solo che il suo telefono ogni tanto si scalda e che consuma troppa batteria). Nel mio caso ho notato che ogni 30 secondi appare il seguente messaggio (quando comincia a scaldarsi):
  • /NotificationMgr( 1373): updateNetworkSelection()…state = 0 new network
    D/PhoneApp( 1373): mReceiver: ACTION_ANY_DATA_CONNECTION_STATE_CHANGED
    D/PhoneApp( 1373): – state: CONNECTED
    D/PhoneApp( 1373): – reason: null
    D/NotificationMgr( 1373): hideDataDisconnectedRoaming()…
    D/NetworkLocationProvider( 1180): onDataConnectionStateChanged 10
    D/MobileDataStateTracker( 1180): default Received state= CONNECTED, old= CONNECTED, reason= (unspecified), apnTypeList= default
    L’assistenza Motorola, da me interpellata, è ancora in attesa di capire cosa io stia dicendo. L’ultimo messaggio dice “mi scusi, cosa significa BTS? I nostri tecnici non capiscono“. Evito di commentare. Nel frattempo mantengo il telefono su reti 2G, passando a 3G quando mi serve. La posta viene scaricata in automatico, dunque poco importa se ci mette qualche secondo in più. Quando devo navigare, attivo il 3G. Non è una cosa macchinosa e mi assicura una buona autonomia.
  • la fotocamera è allo stesso livello della scocca e si sporca molto facilmente. Sarebbe di buona qualità ma è quasi impossibile scattare foto decenti perché quasi sempre è piena di ditate :-)
  • la miopia di Motorola. Il Droid (equivalente americano del Milestone) è completamente aperto, per cui chiunque può installare l’immagine di Android che preferisce (sempre tra quelle per Milestone, ovviamente) mentre il suo gemello europeo ha bisogno di immagini correttamente firmate da Motorola. Alias: se Motorola non prepara un aggiornamento, non puoi installarlo. I dirigenti di Motorola continuano ad aggirare il problema dicendo che ci stanno pensando, ma di fatto nulla si è ancora mosso. Considerando il livello della loro assistenza tecnica, delle immagini di Android create dagli utenti possono solo migliorare enormemente l’esperienza di utilizzo del terminale stesso. Svegliati, Motorola! Sono finiti gli anni ’90 (e ’00)!

Nel complesso, dunque, sono davvero soddisfatto di questo terminale. Rende le mie operazioni giornaliere semplici da fare, è rapido e veloce e ha una buona ricezione. Posso tranquillamente affermare che è uno degli smartphone che più mi hanno soddisfatto, insieme al BlackBerry Bold 9000.

21 feb

Nav4all non c’è più

Metto solo un link a quello che ho ricevuto via e-mail. Non voglio commentare nulla. Sono interessi commerciali.  Di fatto, però, non abbiamo più un navigatore funzionante su qualunque terminale.
Forse Nokia, proprietaria di Navteq, ha voluto fare in modo che la gente comprasse i suoi prodotti con OVI Navigator gratuito? Non ne ho idea, ma le due cose sono temporalmente così vicine da insospettire molti.

21 feb

“Piratare” non vuol dire (sempre) rubare

Sempre più spesso, negli ultimi mesi, si è sentito di nuovo parlare di pirateria informatica. Con questo termine, ormai conosciuto anche dai sassi, si tende ad identificare qualunque tipo di utilizzo non autorizzato di software o materiale audiovisivo.

Vorrei fare una premessa: sono contro la pirateria. Ogni prodotto, sia esso musicale, cinematografico o software, richiede moltissimo lavoro da parte di persone che, in qualche modo, devono mangiare. E’ giusto che il lavoro venga ricompensato sufficientemente per cui scaricare è (eticamente, oltre che legalmente) sbagliato.

Vorrei però chiarire alcuni punti visto che, come sempre, si tende poi ad essere eccessivi.

Oggi, in Italia, la pirateria informatica è reato penale. Questo significa che scaricare illegalmente materiale protetto dal diritto d’autore equivale, come importanza, ad un danno grave nei confronti di una persona. Eccessivo? Senz’altro. Non credo che un cantante venga lesionato permanentemente nella sua persona se scarico una sua canzone da Internet. Quei bit non verranno succhiati via dalla sua linfa vitale. Il mio mp3 non andrà ad accorciare la sua esistenza di qualche minuto. Però sottraggo un potenziale guadagno dal suo portafogli. Questo è vero. Ma analizziamo il fenomeno più a fondo.

Alcune persone scaricano tutto da Internet. Non acquistano CD, non acquistano DVD, usano solo software pirata. Causano un mancato guadagno agli artisti e ai programmatori e mettono a repentaglio la propria sicurezza informatica utilizzando programmi (o sistemi operativi) di dubbia provenienza. Questo è assolutamente sbagliato.

Ci sono però dei casi in cui la situazione è meno grave di quanto non sembri. Facciamo un esempio: ragazzo di scuole superiori vuole fare una bella tesina per una ricerca in classe. Ha un computer condiviso con suo fratello/sua sorella minore e nessuno dei due ha soldi sufficienti ad acquistare prodotti software di alto livello. Decide di scaricare un programma importante di fotoritocco o di impaginazione (non faccio nomi, altrimenti qualcuno potrebbe dire che incito alla pirateria di un particolare programma) e usare quello, vuole dare degli effetti speciali al proprio lavoro. Non sa usarlo, non ha il manuale per cui la sua curva di apprendimento sarà inizialmente molto elevata. Riesce ad utilizzarlo e realizza un buon lavoro. Domanda: questo ragazzo avrebbe mai potuto comprare quel determinato software, dal costo di oltre 1000 euro? No. Assolutamente no. Che danno ha causato all’azienda? Nessuno: non lo avrebbe acquistato, da lui non sarebbe comunque giunto alcun guadagno. Cosa ha sottratto all’azienda? Niente: non ha materialmente preso nulla. Solo un flusso di bit. Per legge ha comunque rubato, ma mi chiedo: rubato cosa? Rubare, secondo il dizionario, significa “sottrarre indebitamente beni ad altri”. Ma il ragazzino non ha sottratto nulla a nessuno! Certo, ha usato il software senza esserne autorizzato dal legittimo proprietario ma, di fatto, non ha causato danni a nessuno. Anzi, potrebbe essersi appassionato e decidere di intraprendere una carriera come fotografo o comunque editor di immagini. A quel punto, sono sicuro che investirà volentieri i mille euro per dotarsi dello strumento principale del suo lavoro.

Nel caso appena esposto, nessuno ha subito perdite e, anzi, tutto ciò potrebbe portare ad un guadagno.

Vado poi in bestia quando leggo frasi del tipo: “Ruberesti mai un’auto parcheggiata? O un oggetto in un negozio? Piratare software è la stessa cosa”. Ma fatemi il piacere! Rubare un’auto causa un danno materiale a qualcuno, che quell’auto l’ha acquistata e pagata (o ha pagato e lavorato i componenti per produrla). Un oggetto in un negozio idem. Ma se qualcuno scarica un programma che non acquisterebbe mai (per varie ragioni) commette comunque un illecito e fa una cosa sbagliata, questo è certo, ma non causa ALCUN DANNO MATERIALE a nessuno.

Poi ci sono gli scaricatori “a scopo dimostrativo personale”: quando sono incerti (su un cantante, su un regista, su un programma), scaricano da Internet quello che a loro interessa per provare. Se è di loro gradimento, saranno ben lieti di acquistare regolarmente il CD, DVD o programma in questione. Da uno studio recente sembrerebbe che le persone che scaricano di più sono poi quelle che spendono di più per acquistare materiale audiovisivo o software. Scaricare, insomma, accende l’interesse.

Come bisogna dunque comportarsi? Rispettando le leggi, sempre. L’italiano medio pensa che se una legge non è giusta (da suo giudizio personale), non è necessario rispettarla. Il semaforo è troppo lento? Passiamo col rosso! La mia Mercedes non merita di andare a 130 km/h su una strada dritta a 4 corsie? Bene, andiamo a 200! No, signori miei. Questo no. Le leggi vanno comunque rispettate. Ma chi le decide dovrebbe avere un minimo di sale in zucca.

Rendere penale il reato di scaricamento abusivo di materiale protetto da Internet è ridicolo, specialmente in un paese in cui i politici sono in buona parte stati condannati per reati ben più gravi.

25 gen

Da BlackBerry Bold ad Android (HTC Dream G1) – quasi 3 mesi dopo

Android logo

Poco meno di 3 mesi fa ho effettuato una sorta di “prova comparativa” tra lo smartphone che ho utilizzato per un anno (BlackBerry Bold 9000) e il mio ultimo acquisto, un HTC G1 Dream. Le impressioni a caldo erano positive. Sostenevo che sia BlackBerry che Android hanno dei lati positivi e negativi. Soppesarli però era complesso in quanto soltanto dopo un utilizzo più approfondito avrei potuto capire e giudicarne le prestazioni.

Credo di essere ora giunto ad un punto fermo e di poter esternare le mie considerazioni.

QUANDO HO APPREZZATO L’ANDROID:

  • Arrivano spesso e-mail di sicurezza della mailing list Debian. ConnectBot è un’ottima applicazione e lo schermo del Dream permette di aprire sessioni ssh senza far rimpiangere troppo lo schermo di un computer. Latenza bassa e emulazione di terminale perfetta.
  • Spesso ho voglia di leggere delle news in tempo reale. Newsrob si connette al mio account Google Reader e vi si sincronizza. Nessun ritardo. Su BlackBerry ho usato per anni Viigo, ottima applicazione. Peccato però che vi sia spesso una certa latenza per cui un articolo postato viene “pescato” da Viigo solo dopo alcune ore.
  • A volte ho dei minuti da perdere. Ci sono decine e decine di bei giochi gratuiti sul Android Market, basta scaricarne uno e divertirsi.
  • Spesso sono al computer e ricevo delle e-mail. Le leggo dal mio client di posta elettronica o da Webmail. Il client che uso su Android, K-9 Mail, si sincronizza via IMAP utilizzando tecnologia IMAP-Idle (leggi: push e-mail in tempo reale). Dunque dopo averla letta su computer, il G1 smette di lampeggiare e toglie la notifica di “e-mail non letta” dal display. Il BlackBerry, invece, avrebbe continuato a lampeggiare. La connessione al server di posta è diretta, per cui una caduta dei server RIM (BlackBerry) non causerebbe alcun problema.
  • Spesso voglio navigare via web dal cellulare. Il display del G1 e il touch-screen migliorano l’esperienza di navigazione mobile. Il browser del BlackBerry (anche aggiornando all’OS 5.0) non è minimamente paragonabile agli eccellenti browser basati su WebKit di Android e iPhone.
  • Ho un centralino VOIP. Sipdroid, a partire dalle ultime release, si riesce a collegare senza alcun problema e a permettere conversazioni VOIP sia via Wi-FI che via UMTS che, addirittura, EDGE (a patto di accettare una leggera latenza, comunque tollerabile).
  • Le connessioni sono dirette. Gli unici vincoli sono i router (wifi o del gestore telefonico). Su BlackBerry tutto deve passare per i server RIM, per cui molte attività non sono realizzabili e la latenza tende ad essere molto elevata. Nessun problema per posta o web ma immagino sia praticamente impossibile fare del VOIP decente. Tra l’altro, al momento non ci sono applicazioni VOIP per BlackBerry. Anche le sessioni ssh sono fastidiosamente in ritardo. Su Android, le latenze sono impercettibili e una sessione ssh in UMTS è rapida quanto quella su una ADSL.
  • La varietà di programmi e integrazione con il Market. Quando una applicazione viene aggiornata arriva la notifica. Approfitto della prima rete wifi che trovo e aggiorno. Nessuna ricerca manuale, nessun problema. Tutto avviene in maniera semplice e rapida. Voglio una applicazione da provare? Apro il Market e cerco. Decisamente comodo.
  • I vari firmware alternativi (“homebrew”) permettono di installare le applicazioni su memory card. Nessun limite, dunque, dettato dallo storage interno del telefono. Su BlackBerry mi è capitato di vedere e-mail cancellate o applicazioni che non si installano per carenza di spazio.

QUANDO MI E’ MANCATO IL BLACKBERRY:

  • Spesso, nell’uso “normale”. Il BlackBerry (Bold, in special modo) ha una rapidità di utilizzo disarmante. In due click (e tre secondi) si legge una nuova e-mail, si risponde in altrettanto tempo. Qualunque operazione “basilare” è più semplice e più immediata. Android è un sistema operativo con sopra delle applicazioni. BlackBerry OS è un sistema operativo con sopra una interfaccia studiata e rifinita per delle SPECIFICHE operazioni.
  • Qualità e volume audio. Il Bold ha un ottimo altoparlante, perfettamente in grado di riprodurre musica a buona qualità e suonerie a volumi decenti. Il G1 ha bisogno di hack e comunque, spesso, è troppo quieto.
  • Fotocamera. Sulla carta quella del G1 è migliore ma è difficilissimo non fare foto mosse quando c’è poca luce e manca il flash
  • Quando devo utilizzare un qualche sistema di IM, rimpiango il BlackBerry. Beejive è imbattibile, ha un bassissimo impatto sulla vita della batteria e non produce troppo traffico. Se si esce fuori copertura è in grado di tenere i messaggi inviati e consegnarli quando c’è segnale, senza che l’interlocutore noti nulla di strano. Su Android ci sono decine di programmi di IM. Se ne salvano un paio ma, purtroppo, sono tutti “tipo computer”. Aprono la loro connessione, mandano costantemente i keep-alive ai server, consumano batteria e banda. L’unico programma davvero valido di IM è il Gtalk integrato. Utilizza i “network ticks” per le notifiche, per cui non tiene costantemente attive delle connessioni e non consuma banda o batteria. Ho provato a scrivere ai creatori di Beejive, chiedendo se fosse prevista una versione per Android. Non ho mai ricevuto alcuna risposta.
  • Rimpiango il BlackBerry per quanto concerne l’autonomia. Capisco che lo schermo grande e touch consumi, capisco che BBOS sia meno esoso di Android (offrendo anche meno possibilità), ma pensare che con una batteria da 2300MAh (quasi doppia rispetto all’originale, anche come dimensioni) si riesca a stento a raggiungere la sera del secondo giorno… Anche per il Bold acquistai una batteria maggiorata. Lo scopo, però, era raggiungere il QUARTO giorno.
  • Rimpiango il jack da 3.5MM del Bold. In macchina lo collegavo spesso all’impianto e sentivo gli mp3 presenti al suo interno.
  • Mi manca un programma tipo SocialScope. Vodafone Update funziona ma ha molti problemi e spesso crasha.

Tirando dunque le somme, non posso che riconfermare quello che ho detto nel post precedente. Entrambe le soluzioni hanno lati positivi e negativi e, purtroppo, al momento non c’è nessun terminale/sistema operativo che riesca a mettere insieme le due cose. Il G1 Dream è stato il primo terminale Android in circolazione, dunque le sue limitazioni sono state in parte superate dai suoi successori. A parte il Motorola Milestone (o Droid), a molti di essi manca una tastiera fisica. Non riesco ad abituarmi al touch screen per scrivere, anche se buono. Attenderò dunque con interesse il rumoreggiato Nexus One con tastiera fisica. Nel frattempo, approfitto della SuperInternet che 3 mi ha gentilmente regalato per 1 mese (all’interno del Bold, visto che ho scoperto funziona anche su APN blackberry.net, ed è una cosa molto bella) e della Maxxi Internet per iPhone (eheh) sull’Android.

22 dic

Non sono solo le strade a paralizzarsi…

…ma anche il loro sito :-)

Anche il sito delle Autostrade è paralizzato

19 dic

Forever Young

Let’s dance in style, lets dance for a while
Heaven can wait we’re only watching the skies
Hoping for the best but expecting the worst
Are you going to drop the bomb or not?

Let us die young or let us live forever
We don’t have the power but we never say never
Sitting in a sandpit, life is a short trip
The music’s for the sad men

Can you imagine when this race is won
Turn our golden faces into the sun
Praising our leaders we’re getting in tune
The music’s played by the mad men

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever? Forever young

Some are like water, some are like the heat
Some are a melody and some are the beat
Sooner or later they all will be gone
why don’t they stay young

It’s so hard to get old without a cause
I don’t want to perish like a fleeing horse
Youth’s like diamonds in the sun
and diamonds are forever

So many adventures couldn’t happen today
So many songs we forgot to play
So many dreams swinging out of the blue
We let them come true

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever?

© 2012 Stefano Marinelli's Blog | Entries (RSS) and Comments (RSS)

Powered by Wordpress, design by Web4 Sudoku, based on Pinkline by GPS Gazette