S'è rotto il MacBook Pro Retina (Late 2013). Di già.

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Io e la Apple: gli albori

I prodotti Apple mi sono sempre piaciuti e anche alla luce degli ultimi eventi, continuano a piacermi. Ho ancora un iMac G3 verdone, 400 MHz(1. iMac G3), acquistato (usato) nel 2001 e che tengo come oggetto d'arredamento.

Il mio iBook G4 (2. iBook G4 933MHz), arrivato nel Dicembre 2003, ha effettuato un buon servizio, rimpiazzato da un "normale" portatile x86 per ragioni di compatibilità con i sistemi di macchine virtuali che utilizzavo già allora.

Ho avuto due iPhone, un 3G e un 4 (3. iPhone 4 (dopo breve parentesi di 3G)), un MacBook Pro del 2009 (4. MacBook PRO 15" Mid 2009), che sto usando in questo momento per scrivere questo articolo e, nel Novembre 2013, ho pensato fosse arrivato il momento di affiancare al "vecchio" Pro una nuova macchina da usare prevalentemente a casa: un MacBook Pro Retina 15" Late 2013. Processore i7, 16 GB di Ram, SSD da 512 GB (5. MacBook Pro Retina 15" Late 2013). Una bellissima macchina. Aggiungerei alla lista un iPod Nano (prima versione), un iPod Nano più recente, e un iPod Touch (6. Gli iPod).

Io e la Apple: i dispositivi e i loro problemi

Di elettronica ne ho avuta tanta, e come tutti ho avuto dei problemi, nel corso degli anni. Però la mia statistica personale mostra che i prodotti Apple sono bellissimi ma non esenti sia da errori di progettazione che da problemi di affidabilità. Racconterò di tutti i problemi avuti con i miei dispositivi Apple, finendo con quello che, forse, sarà il mio ultimo dispositivo della casa della mela. Sono ancora convinto che siano dei bei prodotti, ma costano troppo e non sono così affidabili come dovrebbero. Poi ognuno avrà le sue esperienze, io racconto le mie.

Come qualcuno avrà notato, ho inserito dei numeri a seguito dei singoli device Apple che ho avuto. Utilizzerò quei numeri per riferirmi ad essi, nelle prossime descrizioni.

1. iMac G3

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Il primo Macintosh che ho avuto è stato un iMac G3, acquistato usato ma in buono stato, che ho utilizzato per qualche anno. Nasceva con MacOS 9 e supportava MacOS X (e contemporaneamente 9, grazie a Classic). Una macchina che si comportava bene, a parte alcuni problemi noti:

  • il cdrom era molto schizzinoso, e rifiutava moltissimi cd e dvd, anche originali. Era un problema noto, che purtroppo era risolvibile solo utilizzando un dispositivo esterno USB
  • il mouse era qualcosa di inutilizzabile. Denominato disco da hockey, era rotondo ed era un classico il prenderlo dalla parte sbagliata. Essendo USB, lo si poteva sostituire con qualsiasi mouse, ma l'intera macchina perdeva parte del suo fascino.
  • si surriscaldava. Complice lo schermo CRT e nessuna ventola di areazione (fantastica opera di ingegneria, per l'epoca), c'era un problema: appena la macchina si metteva a lavorare in maniera intensa, un leggero odore di bruciato pervadeva la stanza. Non ho mai avuto spegnimenti o problemi particolari, ma il suo odore era inconfondibile.

Nel complesso, una eccellente macchina, pur mostrando i suoi limiti. Sostituire un disco era possibile ma molto antipatico, la RAM era più facilmente accessibile ma a volte, senza apparente motivo, "perdeva" uno dei due banchi e ne vedeva solo uno. Problema noto, allora, e apparentemente irrisolvibile.

2. iBook G4 933MHz

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Secondo acquisto, decisamente importante, un bellissimo iBook G4 933MHz. Uno dei primi consegnati a Bologna, costosissimo, ma era il regalo di laurea dei miei genitori, dunque felicissimi di donare qualcosa che sarebbe certamente stato utile anche per un lavoro successivo. Lo è stato, e molto. Appena ritirato, ho subito apprezzato il design, l'architettura PowerPC, la velocità generale del sistema e la qualità di MacOS, pur avendo subito installato Debian su una seconda partizione.

Dopo qualche settimana, però, ho inizato a notare un problema: durante la ricarica, a volte, il led dell'alimentatore si spegneva e il computer continuava a funzionare solo a batteria, fino alla sua completa scarica. Per farlo ripartire, c'era bisogno di staccare e riattaccare la spina. Dopo varie prove, ho capito che il problema si presentava solo quando il computer era molto carico, ad esempio se stava processando dei file video provenienti dalla telecamera (sotto MacOS) e, sia sotto MacOS che su qualsiasi distribuzione di GNU/Linux, in fase di compilazione.

Ricerche su forum di ogni genere, fino a scoprire che moltissimi, come me, avevano notato lo stesso problema. L'alimentatore fornito era da 45 W, mentre il computer, a pieno carico, ne richiedeva decisamente di più. Questo lo mandava in sovraccarico e surriscaldamento, attivando la protezione per evitarne la rottura. Insomma, Apple forniva un alimentatore palesemente sottodimensionato rispetto ai consumi a pieno carico del proprio iBook.

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Sono dunque andato all'assistenza (che poi coincideva con lo stesso negozio in cui avevo acquistato il portatile) e la risposta è stata quasi più assurda del problema stesso:

"Lo sappiamo, è sottodimensionato, e il problema c'è. Apple non prevede una sostituzione dell'alimentatore con uno più potente, in quanto per loro è sufficiente per l'utilizzatore medio. D'altronde si parla di un iBook, non di un Powerbook, dunque se ha bisogno di un uso intenso dovrebbe cambiare computer. Oppure spendere 100 euro e comprare l'alimentatore più potente".

Senza parole, ho salutato mostrando il mio disapputo e sono uscito. Ero "solo" un neolaureato in Informatica, giovane, non un grosso industriale, dunque non sono stato trattato col rispetto che meritava un cliente qualsiasi, ma proprio da "ragazzino-che-vuole-scroccare-qualcosa". Inutile dire che in quel negozio non ci ho più messo piede.

Ho utilizzato il mio iBook quotidianamente fino al Marzo 2008, quando è stato rimpiazzato da un portatile Acer (offerta di un centro commerciale), affiancato ad un onnipresente computer fisso, in quanto avevo più bisogno di GNU/Linux che di MacOS, e l'iBook aveva i suoi problemini su di esso. Non l'ho venduto, sia per ragioni affettive che per ragioni pratiche.

Non mi sono comunque perso d'animo, e ho comunque creduto che Apple fosse un'azienda valida. Ho dunque rimandato l'acquisto del successivo dispositivo Apple, ma non escluso.

3. iPhone 4 (dopo breve parentesi di 3G)

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Dopo averlo massacrato per bene, ho avuto modo di sperimentare l'iPhone. In un'epoca in cui Android era ancora acerbo, l'iPhone 3G mi è sembrato avanti, e di molto. Appena il mio gestore telefonico l'ha reso disponibile, e dopo qualche mese di iPhone 3G (anche rallentato dalla vetustità del progetto del dispositivo rispetto alle versioni del sistema operativo correnti), sono corso a prendere un bellissimo iPhone 4 nuovo.

Ricordo ancora il momento in cui ho aperto la scatola, al piano di sopra della vecchia casa. Era l'Agosto del 2010, e non vedevo l'ora di collegarlo al mio MacBook Pro (di cui parlerò nel prossimo punto) per attivarlo. Ottimi matteriali, ottime sensazioni di qualità, peccato che effettivamente perdesse segnale se impugnato in un certo modo, ma non l'ho mai ritenuto un problema importante.

Stesso discorso per il multitasking: iOS non gestisce un vero multitasking, o per lo meno non a livello di singole applicazioni. La situazione, negli anni, è comunque andata migliorando.

Dopo circa un anno e mezzo di onorato servizio, noto che il pulsante centrale ("Home") inizia a non funzionare più bene. Bisogna premerlo molto forte, per farlo funzionare, e non sempre prende il comando che viene dato. Decido di portarlo in assistenza, complice anche il fatto che il problema era ormai abbastanza dilagante e in rete si potevano trovare intere conversazioni in merito.

Ecco la mia conversazione con l'addetto dell'Apple Store di Bologna:

IO: Salve, ho questo iPhone 4, ecco lo scontrino, preso attraverso il gestore telefonico. Non funziona il tasto centrale, può provare lei stesso. Cosa si può fare?

AS: Salve. Problema noto, ma la nostra politica non prevede la sostituzione del tasto. Le daremo un telefono nuovo (rigenerato, NdA) al posto del suo. Procediamo?

IO: Certo! Ecco lo scontrino.

AS: Ah, ma a noi non serve. Dal seriale sappiamo che il suo telefono ha 20 mesi. Per noi è fuori garanzia. Per la sostituzione, sono 200 Euro. Procedo?

IO: Aspetti...ma la legge italiana non prevede due anni di garanzia sui prodotti venduti?

AS: Apple fornisce un solo anno. Se non le sta bene, vada all'associazione consumatori. Oppure vada dal suo gestore telefonico e sarà sua cura gestire la cosa, a sue spese. Per noi il suo telefono è fuori garanzia, e sono 200 Euro per la sostituzione. Procedo?

Non l'ho fatto procedere, e sono andato dal mio gestore. Che, senza fare storie, ha preso in carico l'iPhone e dopo due settimane mi ha riconsegnato un telefono nuovo (rigenerato, NdA) senza battere ciglio. L'ho venduto subito, in quanto ero già tornato ad Android con un LG Optimus Black (ottimo apparecchio, ma non ne ho mai parlato qui), ad una buona cifra. Ho poi saputo che il telefono è finito in acqua, morendo circa un anno dopo.

Se avessi comprato l'iPhone all'Apple Store, avrei dovuto pagare la sostituzione o iniziare una battaglia legale. Questa storia che forniscono un solo anno di garanzia non sembra denotare gran fiducia nei propri prodotti, e non è l'unica volta che mi ha causato problemi (punto successivo).

4. MacBook PRO 15" Mid 2009

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Dopo il trasloco nella nuova casa e la scoperta che non avrei avuto, a breve termine, una connessione ADSL decente, visti anche gli spazi, ho deciso di rinunciare al computer fisso. In quel periodo avevo anche iniziato a girare molto per lavoro, e avevo già iniziato a muovermi per alcuni interessanti progetti internazionali. La scelta è stata semplice: "un solo computer, portatile, ma buono e stabile, che non richieda aggiornamenti di sicurezza costanti e duri nel tempo". Dopo breve indagine, la scelta è caduta sull'appena uscito MacBook Pro 15" Mid 2009. Introvabile, dopo aver girato tutti i rivenditori ufficiali Apple di tre province, ne avevano ancora uno in un centro commerciale di Bologna. Andato subito a ritirarlo, in una caldissima giornata d'Agosto, sono arrivato a casa e l'ho spacchettato. Ci sto scrivendo questo articolo, anche se il disco originale è stato sostituito da una SSD e poi da un ibrido, la ram è passata a 8 GB nel 2012, per il resto è integro, pur essendo sopravvissuto ad un paio di cadute (recenti) abbastanza importanti.

Sembra dunque che questo MacBook PRO sia perfetto... e invece no!

Dopo circa 14 mesi, noto che il pulsante del touchpad comincia a non essere molto affidabile. Come l'iPhone 4 del punto precedente. Per farlo cliccare, bisogna premere molto forte, e non sempre funziona. Come rimedio temporaneo, ho impostato il tap come click, ma vista la scarsa età della macchina, decido di portarlo all'assistenza Apple.

Solita storia, la stessa dell'iPhone 4:

"Riscontriamo il problema e confermiamo che ne sono arrivati altri. Sfortunatamente lei non ha la "Apple Care [1]", per cui per noi il prodotto non è più in garanzia. Se vuole può lasciarlo, le facciamo un preventivo e poi decide se ripararlo".

Ho deciso di portarlo via, per il semplice fatto che avendo scelto di avere UN computer valido (e altre robine, ma non sufficienti per gestire le mie solite macchine virtuali di lavoro), non avrei potuto accettare un fermo macchina superiore alle 48 ore.

Insomma, di nuovo una situazione in cui sembra che Apple sembra abbia sbagliato a livello progettuale qualcosa e a rimetterci debba essere l'utente. Lo fanno un po' tutte le azienda, ma da Apple non me lo aspettavo.

Da allora, non ho avuto altri particolari problemi, per cui nel complesso sono rimasto molto soddisfatto. La batteria, dopo 6 anni e mezzo, dura ancora quasi due ore, mantenendo le promesse che Apple aveva fatto allora.

Al momento, ha due sistemi operativi: Arch Linux come OS principale, che uso tutti i giorni, e MacOS su un disco esterno, che inserisco in base alle necessità.

5. MacBook Pro Retina 15" Late 2013

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Alla luce dell'esperienza avuta col vecchio MacBook Pro e vista la sua ormai vecchiaia (non posso fermare parte del lavoro solo perché si ferma un computer, dunque devo averne sempre uno più potente e uno sufficientemente potente per coprire, anche lentamente, tutte le necessità), nel Novembre del 2013 ho deciso di acquistare un nuovo MacBook Pro Retina 15". Un computer meraviglioso, dalla batteria infinita, velocissimo, con uno schermo in grado di non stancare la vista anche dopo molte ore di lavoro. Silenzioso, con l'ottima funzione PowerNap che mi consente di avere sempre backup recenti sul Banana Pro (ne parlerò in uno dei prossimi articoli) tramite Time Machine.

Tutto è andato straordinariamente bene dal 26 Novembre 2013 - data di acquisto - al 16 Novembre 2015. Mentre stavo lavorando su un server remoto via ssh, il terminale (locale) inizia a spararmi una serie di errori inquietanti. Non riconosceva più alcun comando, e dava errore di I/O. Ho subito capito che qualcosa non andava, e iniziato a fare dei test. Inutile dire che le mie brutte impressioni sono state confermate dalla realtà: la SSD da 512 GB è andata.

Ero incredulo. Il computer è stato usato veramente poco, ha 23 cicli di carica di batteria ed è uscito di casa 2 volte, per altrettanti traslochi. In giro, per il resto, porto sempre il vecchio MBP, in quanto il suo valore è ormai basso e un eventuale furto e/o guasto non sarebbero poi così terribili.

Lo porto in assistenza, sapendo che, anche in questo caso, la garanzia valida era di un anno. L'aggravante, poi, è averlo acquistato con partita iva, dunque la garanzia diventa un anno comunque. Per fortuna, però, avevo sottoscritto una di quelle assicurazioni supplementari che propongono per poche decine di Euro.

Dopo pochi giorni, arriva la telefonata. Il danno è la SSD, e non essendoci un pezzo di terze parti disponibile, c'è da sostituirla con una originale Apple. Il costo? *1.200 Euro*. L'assicurazione, invece, ha un massimale di 800. Per cui la differenza dovrò pagarla io.

Sono rimasto senza parole. Di nuovo. 1.200 Euro di danno su una macchina pagata 2.600 Euro meno di due anni fa? Non ho mai avuto guasti su SSD da poche decine di Euro, stressate e massacrate in tutti i modi, e la supermegasborona SSD Apple muore dopo neanche due anni??

Sono ancora incerto su cosa fare. Riprenderlo e usarlo con un disco esterno USB 3 oppure pagare la differenza e farlo riparare? Nel frattempo, in giro si leggono discussioni di persone che hanno acquistato nello stesso periodo, la stessa macchina e stanno avendo lo stesso problema. Chissà se Apple deciderà che la casistica sia sufficientemente ampia e che chi ha speso tutti quei soldi non debba spendere ulteriormente per un danno che, indubbiamente, denota un problema non da poco.

6. Gli iPod

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Non scriverò molto sui tre iPod che ho avuto, in quanto l'esperienza è stata pressoché in linea con tutto il resto. Il primo iPod Nano (primo modello) l'ho chiuso in un cassetto per la pessima qualità audio. Non mi piaceva, era metallico e di basso volume. Alla fine l'ho venduto, in quanto (come tutti i prodotti Apple) l'appetibilità del marchio ha contribuito ad un buon realizzo.

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Il secondo iPod Nano che ho avuto, un graditissimo regalo, è stato invece l'unico iPod che mi ha pienamente soddisfatto. Un buon audio, veloce, sufficientemente snello nell'inserimento della musica (tramite iTunes, ovviamente), ottima batteria, è stato per anni nel bracciolo della mia macchina e compagno di viaggio. Funziona ancora, ma adesso utilizzo prevalentemente Spotify per la musica, per cui è meno stressato.

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L'ultimo iPod che ho avuto è stato un Touch 3g. Purtroppo non ho avuto modo di usarlo molto, è stato un acquisto sbagliato. Quando ho deciso di venderlo, c'è stato un problema: a causa del violento sisma che ha colpito l'Emilia Romagna e che ho vissuto in pieno, poiché casa mia era a pochi chilometri dall'epicentro, l'iPod si è irrimediabilmente graffiato. Era sul tavolo e la scossa lo ha fatto cadere a terra, rovinando parte del vetro anteriore e graffiando completamente la bella parte argentata posteriore. Funziona, ma nelle sue condizioni è scarsamente appetibile. Non ho dunque avuto veri problemi, a parte essere rimasto deluso dalla fragilità del posteriore.

Considerazioni Finali

Alla luce di tutto, cosa penso dei prodotti Apple? Che sono bellissimi e mediamente ben ingegnerizzati, ma che non sono di qualità così superiore rispetto al resto. O, per lo meno, la differenza di prezzo non è rapportata alla differenza nella qualità generale dei prodotti. Al momento attuale, sarei ben restio nell'acquistare di nuovo un prodotto Apple, ma nella vita ho imparato che non si deve mai escludere nulla, specialmente quando si parla del rapido, impaziente mondo dell'elettronica di consumo.

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[1] Una sorta di garanzia supplementare Apple, che copre eventuali problemi dopo l'anno canonico.

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