50.000 km con la Nuova Panda a Metano

Panda Van

La Scelta

Chi mi conosce da tempo è al corrente del fatto che mi piacciono le auto. Lungi da me il fare pubblicità ad un prodotto specifico, ma mi piace raccontare quelle che sono le mie impressioni su ciò che utilizzo quotidianamente.

Nell'Aprile del 2013 ho deciso di ordinare un mezzo aziendale. Un Van, utile per caricare gli strumenti di lavoro. Volevo fosse pratico, di bassi consumi, sufficientemente confortevole e sicuro. Tra le varie opzioni, escludendo i veri e propri furgoncini, erano rimaste due opzioni: La Volkswagen eco up! e la Nuova Fiat Panda a metano.

Perché a metano? Sia per ragioni ambientali, ma anche economiche. Il nuovo motore TwinAir da 85 cavalli (piccolo di cilindrata, sufficientemente potente e bicilindrico) mi ispirava. La preferenza è andata verso la Panda, per vari motivi:

  • Volevo un'auto italiana, anche per ridare una possibilità a FIAT, dopo brutte esperienze passate (ma molto tempo addietro)

  • La Panda ha un serbatoio di benzina normale, non ridotto come la up!. Questo è un difetto per chi gira sempre a metano e per chi compra l'autovettura (non Van) in quanto deve pagare un bollo normale, mentre la up!, con pochi litri di benzina, è considerata monocarburante e dunque paga in maniera ridotta. Nel mio caso, essendo autocarro, pago comunque un bollo diverso e non c'è differenza in base all'alimentazione. Avevo dunque paura di rimanere senza metano e senza benzina, preferendo dunque un serbatoio "classico" di maggior autonomia. In 50.000 km, non ho mai avuto bisogno di fare più di qualche decina di km a benzina (se non per scelta)

  • Il TwinAir della Panda è piccolo, brioso e scattante, mentre l'aspirato della up! è più lento e consuma di più.

  • La Panda, a livello estetico, mi piaceva di più.

Decisione presa: l'8 Aprile parte l'ordine. Prima osservazione: il prezzo. Non è basso, per niente. La Panda Van parte, di listino, circa allo stesso prezzo della normale. La principale differenza, però, è che la Van è davvero un modello base (tanto per citare uno spot d'epoca). Non sono comprese cose a oggi ormai basilari come il tergi posteriore, lunotto termico, ma anche chiave col telecomando o aria condizionata. Tutto è optional, e per avere un veicolo "moderno" a sufficienza, bisogna mettere tantissimi accessori. Ok, ho inserito anche il Blue&Me e l'ESP (sulla sicurezza è sempre meglio non risparmiare), ma il prezzo di listino si avvicinava ai 19.000 euro. Un po' di sconto, non tanto (non c'erano incentivi, in quel momento), e l'ordine è partito. 60 giorni di attesa.

Le prime impressioni

L'auto è arrivata in concessionaria nei tempi stabiliti. Grazie al colore e ai sensori posteriori, sembra una normalissima Panda. Non il classico furgone, ma la tipica utilitaria italiana. Alla prima accensione, già la prima sorpresa: il motore è decisamente silenzioso, e il rombo è particolare. Non sentivo un bicilindrico da anni.

Viaggio di oltre 200 km per portarla a casa, quasi tutti in autostrada. Essendo Giugno, un po' di climatizzatore è servito, ed ero decisamente impressionato: confort eccellente (per la categoria), un pelo rigida ma lo immaginavo, essendo a metano e un Van. Ottima integrazione dell'impianto a metano, essendo di serie, con il cruscotto dell'auto e, in generale, una inaspettata percezione di qualità. A 130 è silenziosa (il rumore motore è quasi assente, e sono abituato ad altri standard), pronta a riprendere in caso di sorpasso e sufficientemente parca nei consumi.

Ogni tanto vibra un po', ad esempio in accelerazione, ma è normale: sono pur sempre due cilindri. Diverte, comunque, quando il regime si abbassa e si sentono i singoli pistoni battere, stile motociclistico.

I consumi

E qui viene il bello. Ok, è risaputo che le auto a metano sono economiche nella gestione quotidiana, ma sono rimasto ulteriormente soddisfatto. Ad andature miste urbane/extraurbane, supero abbondatemente i 300 km con un pieno di metano di circa 10 euro. Il record positivo è stato di 410 km, negativo di 200 ma la qualità del metano è molto importante ai fini della resa, e da zona a zona cambia anche molto. In autostrada, in media, supero i 250 km con un pieno. Insomma, un'auto decisamente parca, ed essendo un mezzo aziendale e di lavoro non è senza dubbio male. Ci sono giornate in cui si gira dalla mattina alla sera e la spesa finale è di...10 euro, per 350 km. Notevole.

Il primo tagliando

FIAT consiglia il primo tagliando dopo due anni o 30.000 km. Sono arrivato ben prima ai 30.000 che ai due anni, e a Ottobre 2014 è finita per la prima volta in officina. La sorpresa, in questo caso, non è stata positiva: 288 euro, quasi l'equivalente di quello che avevo speso per il tagliando della BMW 118d (dei 150.000 km) nello stesso periodo. Non saprei dire se sia stata l'officina ad essere particolarmente cara o se questi siano i prezzi standard, ma mi è sembrato decisamente alto. Chiarirò il dubbio al prossimo tagliando, che verrà effettuato in un'officina FIAT diversa.

Il primo guasto

A circa 40.000 km, la scorsa estate, si è iniziato ad udire un sibilo dal climatizzatore. Ad essere onesti, il sibilo era già percepibile (più ovattato) anche l'estate precedente, ma non avevo dato peso alla cosa. Peggiorando di giorno in giorno, ho deciso un ricovero in officina (causa anche l'approssimarsi della fine della garanzia). Il meccanico ha rilevato un allentamento di alcune fascette di contenimento del gas del climatizzatore, probabilmente causato dalle vibrazioni del bicilindrico. L'auto (anzi, l'autocarro) viene tenuto sempre in garage, dunque protetto.

Riparata dunque in garanzia (ho però dovuto pagare la carica del gas, considerato da FIAT come consumabile...peccato che l'auto l'abbia "consumato" a causa di un guasto riconosciuto in garanzia, ma amen), tutto è tornato a posto... fino al giorno prima di Ferragosto: al minimo, si è sentito un forte sfiato dal motore e di nuovo il clima ha iniziato a sibilare. Tornato in officina dopo la riapertura ferragostana, mi hanno detto che ci sarebbe stato di nuovo bisogno di fermarla per la riparazione e, a dir la verità, non ho ancora avuto tempo di farlo. Alias al momento il clima non funziona, e spero riconosceranno di nuovo il guasto in garanzia (pur essendone ormai fuori) in quanto è di nuovo accaduto ciò che si era presentato (e riparato) in piena garanzia.

I 50.000 km

Il traguardo dei 50.000 km è stato superato in Autostrada, nel corso di un viaggio in giornata di oltre 600 km in mezzo alla nebbia novembrina. Prova ampiamente, come al solito, superata. Alla luce di tutto, ecco cosa penso, a oggi, di questo mezzo:

  • Qualità interna decente. Non ottima. Le plastiche interne, pur non terribili, sembrano un po' dozzinali. Tratto bene le mie auto, eppure la Panda mostra alcuni graffi interni in punti in cui ho sempre e solo appoggiato telefoni cellulari (con custodie morbide) o fogli. Una volta mi è caduta una penna sul tunnel centrale, lo ha leggermente graffiato. Un po' delicata, per i miei gusti... Ma nessun cigolio o altri rumori interni, è ancora compatta come da nuova, davvero una piacevole sorpresa

  • Ottimo cambio. Si è sciolto con rapidità, e ha innesti sicuri e semplici. Cambio e frizione promossi a pieni voti. Ci vuole attenzione con la retro, una bella grattata è altrimenti assicurata.

  • Rigida, ma non scomoda. Sul pianale della 4x4 per far spazio alle bombole, è rigidina ma non troppo.

  • Motore gradevolmente strano. Bisogna guidarlo come un diesel, ed è un pochino fiacco ai bassissimi regimi (complice la cilindrata bassa), ma brioso appena si schiaccia l'acceleratore.

La consiglierei? Beh, in base all'esperienza accumulata fino ad oggi, decisamente sì. Pur col problema, non ancora risolto, al climatizzatore, non mi ha mai riservato sorprese negative. In rapporto alla Golf V TDI DSG acquistata nuova nel 2005 e venduta un anno dopo per disperazione, la Panda è un campione di affidabilità. Il mio record, però, è ancora la già citata (e venduta di recente) BMW 118d. 180.000 km in 9 anni e mai, MAI un problema.

Commenti