Cosa frulla per la mente di un informatico. Tecnologia, scienza, pensieri sparsi su ciò che mi passa per la testa.

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Odio gli spammer. Punto.

Pubblicato il 06/08/2007 16:07 da Stefano Marinelli

Dall’archivio · 2007

Questo post riflette le mie idee e il contesto dell’epoca. Oggi potrei esprimermi diversamente o aver cambiato opinione; alcune informazioni potrebbero non essere più aggiornate.

Odio gli spammer. Il loro operato non ha senso, e' inutile e fa perdere tempo a chi ne ha gia' poco (come tutto lo schifo che mettono nel FreeOsZoo. Che un kernel panic li fulmini!

Dragas goes OpenVZ!

Pubblicato il 01/08/2007 14:55 da Stefano Marinelli

Dall’archivio · 2007

Questo post riflette le mie idee e il contesto dell’epoca. Oggi potrei esprimermi diversamente o aver cambiato opinione; alcune informazioni potrebbero non essere più aggiornate.

Bene... dragas e' sempre stato un server di sperimentazione che, pero', ho anche utilizzato in "produzione". Dal 2002 mi gestisce tutto e, a parte problemi di fornitura ADSL e un guasto, non ci sono state particolari e prolungate interruzioni.

Recentemente ho cominciato anche a tenere regolari backup con rsync ma restava il forte problema della localizzazione geografica: risolta, in parte, rendendolo un VIA EPIA e, quindi, portabile. Restava pero' lo stretto legame geografico/fisico. La Epia, poi, non sembrava essere in grado di reggere il carico in momenti di maggior lavoro (problema in parte risolto) per cui si e' resa necessaria una soluzione veloce, drastica e...il piu' possibile indolore.

Gia' da tempo avevo pensato di virtualizzare il server ma non avevo idea di come fare il tutto avendo un basso impatto prestazionale e la possibilita' di poterlo migrare il piu' facilmente possibile.

Non ricordo come ma ho buttato l'occhio sul progetto OpenVZ . Esso e' la base del sistema di virtualizzazione chiamato Virtuozzo, in produzione gia' da anni e, quindi, discretamente maturo. I principali vantaggi di OpenVZ rispetto ad altri sistemi di virtualizzazione sono:

  • non emulare (tipo Qemu o VMWare) l'hardware
  • non virtualizzare il ferro, permettendo di mantenere un unico kernel (Xen, invece, ha bisogno di un kernel per ogni VM)
  • bassissimo overhead, gli ambienti sono separati ma non c'e' alcun tipo di emulazione
  • migrazione remota senza aver bisogno di storage condiviso, usando rsync.
  • migrazione online, anche se ancora non utilizzabile perche' non vengono migrate al volo le periferiche tun/tap

Il server riesce a passare tra computer remoti in pochi minuti e quasi senza downtime (che tendera' a zero appena implementeranno la migrazione live delle periferiche virtuali tun/tap). Dragas si mette, poi, in VPN con uno dei router a mia disposizione (e connessi via ip pubblico) rendendo del tutto trasparente la migrazione.

I risultati? Ottimi, sotto tutti gli aspetti. Il sistema funziona bene, i limiti sono stati tarati per l'uso della macchina, e' semplice fare dei backup e non vedo alcun impatto sulle prestazioni.

Benvenuti nell'era della virtualizzazione, dunque! :-)

Gli informatici, gli "informatici" e quelli che "ci capiscono" - Parte 2: Il capiscione aziendale

Pubblicato il 07/07/2007 13:14 da Stefano Marinelli

Dall’archivio · 2007

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Dopo la prima parte relativa ell'esperto della porta accanto, e' giunto il momento di parlare di un'altra folta schiera di informatici (anzi, Informatici, come piu' volte citato dall'amico Simone Vellei): i capiscioni aziendali.

Essi si contraddistinguono per il proprio stile, non necessariamente inteso come vestiario ma proprio come modo di porsi. Spesso sono affabili, gentili, eleganti ed estremamente educati, non necessariamente in cattiva fede (anzi, quasi mai). Commerciali nati, sanno come parlare con il cliente (e con il collaboratore) ma hanno un serio problema: di informatica non ne capiscono assolutamente niente L'eta'? Non e' importante, ma di solito tra i 30 e i 55 anni.

Hanno la bocca piena di termini (a loro) incomprensibili che, giustapposti, potrebbero avere un senso. Loro non riescono pero' a usarli correttamente. Citano sigle, terminologie specifiche, fattori numerici abbastanza improbabili e, immancabili, milioni di termini inglesi per definire anche le cose piu' semplici.

Loro non usano la tastiera ma la keyboard. Non hanno una scheda madre ma una motherboard. Non usano un portatile ma un laptop. Non hanno il palmare ma l'handheld che, spesso, coincide con il mobile (phone, NdA). Sognano un cottage con una connessione broadband e sognano la DVB-H.

Hanno un problema di routing? Nessun problema: in un attimo si trovano nel sito internet corretto e decidono si spendere 12 mila euro di router Cisco (o altre ditte professionali) con load balancing e replicazione di canali del tutto trasparente, nel dubbio acquistano anche canali VPN direttamente dal fornitore di connettivita' (usare quello dei router diventa troppo poco trendy)Â per avere la maximum reliability e fault tolerance.

Arriva il tutto, lo montano e si rendono conto che il problema era soltanto legato ad un cavo di rete staccato. Poco importa, ora hanno una top network appliance di tutto rispetto e ci possono fare gli sboroni con clienti e concorrenti. Poi magari non la sanno configurare: nessun problema, assumono un ragazzo con contratto a progetto a 650 euro al mese e gli fanno gestire tutta la baracca.

Un cliente chiama: "Vorremmo un mail server, deve solo smistare la posta interna. Ma non ne sappiamo niente. Al limite vorremmo teleassistenza". Preventivo: firewall hardware, connessione HDSL (no, l'ADSL e' troppo poco professionale per la teleassistenza), router che permetta qualunque tipo di accesso remoto magari con smartcard, impronte digitali, timbro della voce o odore della pelle, server Server (ovvero non un normale computer), magari blade (non si sa mai che si debba aumentare la potenza...) con 8 processori e 8 giga di ram, rete interna da 1 Gbit e 1 TB di spazio su 10 dischi in raid 10 . Software? Finestre 200X Server Stra-Professional con super mail server commerciale (che non supporta neanche plugin antispam) e miriadi di altre (costose) amenita' che sono assolutamente inutili. Costo? 35000 euro chiavi in mano. No, l'IVA e' esclusa ma hey!!!! Comprende anche la manodopera!!!!

Preventivo accettato. Il tipo era cosi' professionale, sicuro di se e competente (con tutti quei paroloni...) che non potevano non fidarsi.

Comprano...ehm...sorry...realizzano tutto. Ma, alla fine, si accorgono che non funziona niente e cercano un consulente esterno. Tu vai, sorridi quando scopri che tutta quella apparecchiatura deve servire a smistare 3 e-mail interne al giorno (che un vecchio 486 o un qualunque router da poche decine di euro su cui gira openwrt sarebbe stato sufficiente), e fornisci la tua consulenza. Chiedi "come mai non avete adottato hardware piu' modesto e GNU/Linux, abbattendo i costi?". Loro non sanno rispondere, non sanno che un mail server si possa fare anche in altro modo. Nessun commerciale di nessuna azienda glie l'ha mai detto.

Inebetiti e confusi, chiedono qualche sommaria informazione che va in pipe direttamente con /dev/null. Alla fine trovi il problema: non hanno collegato un cavo di rete. Sorridono, pagano, ti ringraziano e dentro di loro pensano: "eh, che persona in gamba. Ha capito quale fosse il problema al primo colpo, io non sarei mai riuscito". No, infatti. Tutti quei paroloni hanno riempito il tuo cervello di junk news. E ora e' in overflow. Torna a leggere i depliant delle aziende. Quella si' che e' la vera letteratura informatica!

Ubuntu si avvicina ad essere la distribuzione per tutti...

Pubblicato il 06/07/2007 12:44 da Stefano Marinelli

Dall’archivio · 2007

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Sono stato utente e profondo sostenitore di Debian e da molto, molto tempo. Una ricerca del mio nome nei gruppi di Google (che, in realta, e' un archivio Usenet) dimostra che mi diverto con questa distribuzione sin dal lontano 1996.

Ci sono state delle parentesi con Gentoo e Suse ma, per una serie di motivi, sono state solamente delle parentesi. Debian tornava ad essere la migliore perche', considerandomi un utente curioso, volevo fare tutto a mano. Questo ha portato ad anni ed anni di sicurezza ed integrita' dei miei dati.

Piu' volte, in passato, sono stato tentato da quella che viene definita la "figlia maggiore" di Debian, ovvero Ubuntu. Il problema e' che da tempo tendo a preferire KDE a Gnome e quindi ho optato per la "cugina" Kubuntu. I risultati? Direi che li ho chiaramente raccontati in questo post precedente. Dai numerosi commenti scaturiti e per onesta' intellettuale sono giunto ad un verdetto finale: devo provare Ubuntu, quella vera con Gnome.

Alcuni giorni fa mi sono armato di pazienza e ho preso le mie macchine piu' ostiche, il portatile HP e l'Apple iBookG4 e  ho cancellato del tutto i loro dischi fissi. Ho fatto un backup e inserito il CD live di Feisty Fawn, la 7.04. L'installazione e' andata via molto rapidamente e senza particolari intoppi, il riavvio e' stato rapido e pulito.

Entrambe le macchine sono partite correttamente, l'unico problema e' legato alla mancanza del firmware della Broadcom wireless, che ho dovuto installare manualmente. Ha iniziato subito a cercare la rete, ha cercato gli aggiornamenti, mi ha proposto di installare i codec mancanti per ascoltare i miei mp3...signori miei, senza un intoppo. Unico problema: sospensione dell'HP, problema legato ad una cattiva programmazione delle tabelle DSDT del bios, che spero di risolvere presto.

Proseguo ed installo la versione AMD64 sul mio fisso. Liscio come l'olio, si prende la sua partizione e senza fare guai alle altre. Metto il nspluginwrapper su Firefox e riesco senza grossi problemi anche ad avere il Flash. Sospensione su ram e su disco: nessun problema, rapidissimo sia nella sospensione che nel resume. Unica pecca: NetworkManager fa a pugni con la mia ACX111 ma configurando manualmente il tutto si risolve senza problemi.

Risultato? Le mie workstation vanno tutte su Ubuntu, ora. Mi sto anche riabituando a Gnome (che ho usato per anni). Per giudizi piu' approfonditi aspetto un po' piu' di tempo, ma ho gia' una mia opinione: evviva mamma Debian, evviva figlia Ubuntu.

Linux e' davvero pronto per entrare prepotentemente nei desktop degli utenti medi? Beh, quasi. Aspettiamo il gibbone e vediamo! :-)

Hanno usato un mio paper...

Pubblicato il 06/07/2007 12:06 da Stefano Marinelli

Dall’archivio · 2007

Questo post riflette le mie idee e il contesto dell’epoca. Oggi potrei esprimermi diversamente o aver cambiato opinione; alcune informazioni potrebbero non essere più aggiornate.

Casualmente, vagando sul web, mi sono accorto che hanno usato un mio paper come referenza.

Molto onorato, di sicuro. Unico problema: la versione del paper utilizzata e' priva di tabelle, presenti invece nella versione in pdf.

Beh, interessante comunque :-)