<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="../assets/xml/rss.xsl" media="all"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Stefano Marinelli's Blog (Articoli su windows)</title><link>https://www.dragas.net/</link><description></description><atom:link href="https://www.dragas.net/categories/windows.xml" rel="self" type="application/rss+xml"></atom:link><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 12 Jun 2023 07:13:14 GMT</lastBuildDate><generator>Nikola (getnikola.com)</generator><docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs><item><title>Alla Ricerca del Backup Perfetto: Borg e Restic</title><link>https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;div&gt;&lt;nav class="contents" id="indice-dell-articolo" role="doc-toc"&gt;
&lt;p class="topic-title"&gt;Indice dell'articolo&lt;/p&gt;
&lt;ul class="simple"&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#backup-tecniche-principali" id="toc-entry-1"&gt;Backup: tecniche principali&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#backup-le-basi-di-partenza" id="toc-entry-2"&gt;Backup: le basi di partenza&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#backup-snapshot" id="toc-entry-3"&gt;Backup: Snapshot&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#backup-push-o-pull" id="toc-entry-4"&gt;Backup: push o pull?&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#borg-backup-1" id="toc-entry-5"&gt;Borg Backup&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#restic-1" id="toc-entry-6"&gt;Restic&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#esempio-script-utilizzato-per-effettuare-il-backup-del-mio-portatile-usando-borg-e-restic" id="toc-entry-7"&gt;Esempio: Script utilizzato per effettuare il backup del mio portatile usando Borg e Restic&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#conclusioni" id="toc-entry-8"&gt;Conclusioni&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/nav&gt;
&lt;a class="reference external image-reference" href="https://www.dragas.net/images/backup.png"&gt;&lt;img alt="/images/backup.thumbnail.png" src="https://www.dragas.net/images/backup.thumbnail.png"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;English version &lt;a class="reference external" href="https://it-notes.dragas.net/2020/06/30/searching-for-a-perfect-backup-solution-borg-and-restic/"&gt;here&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;section id="backup-tecniche-principali"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#toc-entry-1" role="doc-backlink"&gt;Backup: tecniche principali&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In passato &lt;a class="reference external" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/"&gt;ho già affrontato l'argomento backup&lt;/a&gt; ponendo alcune basi e dando alcune indicazioni sulle principali modalità e sul &lt;em&gt;perché è fondamentale farlo&lt;/em&gt;, sul perché &lt;em&gt;il RAID non può essere considerato una forma di backup&lt;/em&gt; e su alcuni software da me presi in esame e utilizzati in precedenza. Invito dunque a leggere l'articolo collegato, per una base di partenza. Questa volta, però, daro delle guide su come io realizzo i backup e su come io riesca a garantire un certo grado di sicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="backup-le-basi-di-partenza"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/#toc-entry-2" role="doc-backlink"&gt;Backup: le basi di partenza&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Proporrò l'argomento sotto forma di elenco puntato, onde coprire le principali problematiche da gestire:&lt;/p&gt;
&lt;ul class="simple"&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Sistema Operativo e dati da salvare: ogni sistema operativo è un universo. E' ragionevole pensare che non esista una soluzione universale, anche se molti dei principali software open source sono multi-piattaforma. Il principale divario è tra i sistemi Unix-Like (GNU/Linux, BSD, MacOS, ecc.) e Windows. Lo stesso software, pur essendo disponibile per più piattaforme, potrebbe non essere il migliore per la propria o per le proprie necessità.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Tipo di dati da salvare: ogni tipo di backup richiede soluzioni diverse. Ci sono situazioni in cui si ha la necessità di copie pressoché sempre incrementali in quanto i file crescono ma non vengono modificati. In questo caso, un qualunque sistema appunto incrementale (es: &lt;a class="reference external" href="http://duplicity.nongnu.org/"&gt;Duplicity&lt;/a&gt; ) può essere sufficiente. Nel caso, invece, di backup sempre diversi (es: un database che cambia costantemente), un sistema come quello precedente può essere estremamente inefficiente, specialmente nel lungo periodo.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Necessità di crittografia o meno: i backup delle mie fatture, ad esempio, potrei anche evitare di crittarli...&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Rapidità di esecuzione e di recupero: ci sono strumenti che sono estremamente efficienti nell'effettuare l'operazione di copia, ma che rendono estremamente lento il recupero. Una delle (poche) carenze da me riscontrate in &lt;a class="reference external" href="https://burp.grke.org/"&gt;BURP Backup&lt;/a&gt;, di cui ho parlato &lt;a class="reference external" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/"&gt;nell'articolo precedente&lt;/a&gt; e che utilizzo ancora con successo in certe situazioni, è che richiede &lt;em&gt;il restore dei file e non consente, per lo meno direttamente, di navigare nel backup come fosse un file system locale&lt;/em&gt;. Stesso discorso vale, ad esempio, per il backup nativo di &lt;a class="reference external" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-proxmox/"&gt;Proxmox&lt;/a&gt;: è comodissimo da impostare, completo e nativo ma il tempo di recupero può essere importante, specialmente se effettuato in postazioni remote e su connessioni lente. Recuperare un file richiederà, molto spesso, il recupero totale della macchina.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Snapshot: ultima in lista, ma questione di primaria importanza. Un backup di un file system "live" avrà un momento di inizio e un momento di fine. Nel frattempo, i dati cambieranno all'interno di esso e potrebbe generarsi incoerenza. In passato ho avuto problemi del genere: un database (mysql) di qualche GB è stato rovinato da un cliente e me ne è stato chiesto il recupero. Ho preso, con baldanza, l'ultimo backup e ho ripristinato i vari file (non un dump). Inutile dire che è stato impossibile farlo ripartire: il file molto grande era cambiato &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt; tra l'inizio del backup dello stesso e la fine, per cui era incoerente. Per i maliziosi: avevo anche il dump, ovviamente, per cui ho recuperato quello. Ma la questione resta chiara: &lt;strong&gt;fare un backup di un file system live è pericoloso&lt;/strong&gt;, a meno che non si stia copiando la cartella "Documenti" o "Immagini". Un database aperto, come anche semplicemente quello del browser, ha altissime probabilità di corrompersi e rendere inutile la copia di sicurezza fatta. La tecnica è &lt;em&gt;fare uno snapshot&lt;/em&gt; dell'intero file system prima di iniziare la copia. Ci sono margini di rischio anche in questo (il backup avrà all'incirca lo stesso stato che avrebbe la macchina se venisse improvvisamente staccata la spina), ma largamente inferiori. Ad oggi, utilizzando snapshot, sono stato in grado di recuperare tutto.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/"&gt;Continua la lettura…&lt;/a&gt; (ulteriori 9 minuti di lettura)&lt;/p&gt;&lt;/section&gt;&lt;/div&gt;</description><category>attic</category><category>backup</category><category>backuppc</category><category>borg</category><category>burp</category><category>data</category><category>linux</category><category>obnam</category><category>recensioni</category><category>recovery</category><category>restic</category><category>restore</category><category>rsync</category><category>sicurezza</category><category>tecnici</category><category>urbackup</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto-borg-e-restic/</guid><pubDate>Wed, 23 May 2018 07:42:37 GMT</pubDate></item><item><title>Un assaggio di Docker</title><link>https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;nav class="contents" id="indice" role="doc-toc"&gt;
&lt;p class="topic-title"&gt;Indice&lt;/p&gt;
&lt;ul class="simple"&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#preambolo" id="toc-entry-1"&gt;Preambolo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#i-miei-primi-passi-con-docker" id="toc-entry-2"&gt;I miei primi passi con Docker&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#docker-su-strada" id="toc-entry-3"&gt;Docker su strada&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#gli-swarm" id="toc-entry-4"&gt;Gli Swarm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#conclusioni" id="toc-entry-5"&gt;Conclusioni&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/nav&gt;
&lt;a class="reference external image-reference" href="https://www.dragas.net/images/docker.png"&gt;&lt;img alt="/images/docker.thumbnail.png" src="https://www.dragas.net/images/docker.thumbnail.png"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;section id="preambolo"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#toc-entry-1" role="doc-backlink"&gt;Preambolo&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ho fatto i primi passi nella virtualizzazione nel lontano 1998. Mi affascinava l'idea di &lt;em&gt;inscatolare&lt;/em&gt; un intero computer all'interno del mio PC e non dover più essere schiavo di installare, cancellare, reinstallare, avere due sistemi operativi diversi per scopi diversi contemporaneamente nella stessa macchina e avere eventuali problemi di boot all'aggiornamento di uno ei due.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sperimentai dunque VMWare e capii subito che la virtualizzazione sarebbe stata il futuro. Nel corso degli anni la penalizzazione sulle prestazioni si è via via assottigliata e nella mia tesi di laurea, nel 2003, mi occupai proprio degli internal di vari virtualizzatori tra cui il neonato i &lt;a class="reference external" href="http://www.qemu.org"&gt;QEMU&lt;/a&gt;. Il bello di qemu era proprio la possibilità di emulare piattaforme hardware diverse per lo sviluppo o l'emulazione, e in maniera sufficientemente (per l'epoca) rapida grazie alla &lt;em&gt;traslazione dinamica&lt;/em&gt; delle chiamate di sistema, un metodo per l'epoca rivoluzionario. C'erano anche i primordi di &lt;a class="reference external" href="https://www.xenproject.org"&gt;Xen&lt;/a&gt;, che dava risultati assolutamente interessanti ma richiedeva modifiche al sistema operativo guest. Venne poi fuori un modulo kernel per qemu (divenuto poi KVM, la base dei principali virtualizzatori moderni) che gestiva la virtualizzazione passando direttamente le chiamate all'hardware sottostante, abbattendo l'overhead prestazionale a livelli bassissimi e consentendo di  avere un buon numero di VM su un server fisico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da allora mi occupo di virtualizzazione ma ho sempre cercato anche altre possibilità proprio perché nell'informatica bisogna sempre avere fame di novità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho lavorato (con estremo successo, ne racconterò prima o poi l'esperienza) già dal 2005 con &lt;a class="reference external" href="https://openvz.org/Main_Page"&gt;OpenVZ&lt;/a&gt;, che mi ha permesso (per anni) di far girare il mio server principale sia sul VIA EPIA che su un server esterno a cui migravo il tutto in base alle necessità. I container, insomma, mi sono sempre piaciuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2010, ho iniziato a implementare soluzioni basate su FreeBSD proprio per avere le sue &lt;em&gt;jail&lt;/em&gt;, ovvero degli ambienti non emulati ma &lt;em&gt;separati&lt;/em&gt; dal sistema operativo principale. In pratica, stesso kernel ma userland completamente diversa. Nessun overhead di virtualizzazione ma semplice &lt;em&gt;separazione&lt;/em&gt; degli ambienti. Non era un concetto nuovo, infatti Solaris utilizza i container (o zone) già dal 2004, ma di sicuro un concetto vincente: se il mio scopo non è avere sistemi operativi diversi ma solo tenere &lt;em&gt;separati&lt;/em&gt; i servizi, perché dover lanciare &lt;em&gt;n&lt;/em&gt; macchine virtuali con &lt;em&gt;n&lt;/em&gt; sistemi operativi uguali in esecuzione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco dopo è arrivato anche GNU/Linux, e già nel 2011 sperimentavo con &lt;a class="reference external" href="https://linuxcontainers.org/"&gt;lxc&lt;/a&gt;, pur sapendo che non c'erano ancora i requisiti di sicurezza necessari, ma avevo già degli strumenti per tenere separati vari ambienti basati su GNU/Linux.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio su lxc si basa &lt;a class="reference external" href="http://docker.io"&gt;Docker&lt;/a&gt;, una soluzione di &lt;em&gt;inscatolamento&lt;/em&gt; di ambienti, che ne consente la creazione e l'utilizzo su qualsiasi piattaforma compatibile e crea un ambiente standard in un solo comando.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="i-miei-primi-passi-con-docker"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#toc-entry-2" role="doc-backlink"&gt;I miei primi passi con Docker&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;...sono stati disastrosi, come credo quelli di tutti quelli che hanno iniziato ai suoi albori. Docker è un progetto relativamente recente e, come tale, in forte sviluppo. Uno dei problemi, infatti, è che lo sviluppo è rapido e, a volte, &lt;em&gt;distruttivo&lt;/em&gt;. Basta un aggiornamento e cambia qualcosa nella riga di comando, nel setup della rete, nella funzionalità e ci si può trovare con un sistema malfunzionante. Il primo passo che feci non fu diverso. Installai Docker, lo misi in funzione per alcuni test, aggiornai alla nuova versione stabile e tutti i miei contenitori smisero di funzionare per variazioni di struttura. &lt;em&gt;Decisi di buttare via tutto e aspettare tempi migliori&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'altronde si sa come funziona: o una tecnologia diventa sufficientemente matura in poco tempo, oppure muore. Nel primo caso, l'attesa non è così lunga. Nel secondo, non conviene perdere tempo con qualcosa che non avrà futuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni mesi fa ho deciso di rimettere in piedi il discorso. Di solito imparo qualcosa per &lt;em&gt;necessità&lt;/em&gt;, poi lo espando e lo riutilizzo. A volte la necessità è puro vezzo privato, magari per fare qualcosa di non strettamente lavorativo ma si sa, l'animo &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt; non lo si tiene a freno e, anzi, &lt;em&gt;guai&lt;/em&gt; se ciò avvenisse!&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="docker-su-strada"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#toc-entry-3" role="doc-backlink"&gt;Docker su strada&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Rimettere in strada Docker non è stato difficile. A oggi, infatti, le cose sono state rese più facili (sia per architetture tradizionali che per le ARM come Raspberry PI o similari) da un rapido &amp;amp; semplice comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;curl -sSL get.docker.com | sh&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;ovviamente a patto di avere curl installato, cosa non del tutto scontata in tutte le installazioni (Debian base non ce l'ha).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un lampo, sono stato pronto col mio eseguibile &lt;em&gt;pronto da usare&lt;/em&gt; e libero di fare dei test.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato. Immediatamente mi sono trovato a mio agio sia con la sintassi (anche se, a mio avviso, va ancora un po' uniformata tra un container normale e uno &lt;a class="reference external" href="https://docs.docker.com/engine/swarm/"&gt;Swarm&lt;/a&gt; sia col funzionamento generale. Il vantaggio dell'inscatolamento delle risorse è indubbiamente evidente. Ogni cosa resta nel suo mondo, &lt;em&gt;con le sue dipendenze&lt;/em&gt;, senza andare a intaccare o modificare alcunché sul resto del sistema.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho subito iniziato ad aver bisogno di alcune funzionalità non ancora presenti nei container presenti nell'hub ufficiale (specialmente per quanto riguarda le architetture ARM in mio possesso) per cui ho esplorato la creazione di una immagine personalizzata. Anche qui semplicità assoluta, un &lt;em&gt;Dockerfile&lt;/em&gt; con tutte le istruzioni necessarie e una bella procedura. In un lampo ho avuto tutto il necessario.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="gli-swarm"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#toc-entry-4" role="doc-backlink"&gt;Gli Swarm&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Uno Swarm è un gruppo di sistemi su cui Docker è installato che si uniscono in un &lt;em&gt;cluster&lt;/em&gt;. In uno swarm, ogni &lt;em&gt;worker&lt;/em&gt; può far partire uno dei container e metterlo a disposizione. In uno swarm, un container può essere definito come servizio singolo (farne girare sempre uno su uno dei nodi), oppure come servizio multiplo (far girare &lt;em&gt;n&lt;/em&gt; copie, che verranno distribuite nei nodi dello swarm) e milioni di sfumature di configurazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In uno Swarm, per scelta progettuale, una porta esposta da un container sarà raggiungibile connettendosi all'IP di uno qualunque dei nodi. Se, ad esempio, abbiamo due nodi (nodo1 e nodo2) e un container che espone la porta 80 (un server http), una volta configurato il servizio come parte dello Swarm sarà possibile connettersi al container stesso sia sull'IP del nodo1 che su quello del nodo2.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="conclusioni"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/#toc-entry-5" role="doc-backlink"&gt;Conclusioni&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Questo articolo voleva essere solo una rapida carrellata su quella che è stata la mia recente esperienza con Docker e sul perché ho deciso non solo di utilizzarlo ma di approfondirne sempre di più le potenzialità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguiranno altri articoli in merito, quando il tempo me lo consentirà, che spiegheranno come ho risolto alcune delle problematiche principali che possono occorrere nell'utilizzo quotidiano e in produzione di un sistema del genere (es: storage condiviso tra nodi, ecc.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Suggerisco a tutti di cominciare a prendere in considerazione questo tipo di tecnologia, sia per ragioni di sicurezza che di scalabilità e praticità. Volenti o nolenti, sarà il futuro. O il presente.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;</description><category>container</category><category>data</category><category>docker</category><category>gluster</category><category>linux</category><category>lxc</category><category>openvz</category><category>recensioni</category><category>sicurezza</category><category>tecnici</category><category>virtualizzazione</category><category>vm</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-docker/</guid><pubDate>Sat, 05 Aug 2017 19:30:12 GMT</pubDate></item><item><title>Mosh, un'alternativa a SSH</title><link>https://www.dragas.net/posts/mosh-unalternativa-a-ssh/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;section id="ssh-delizia-pura"&gt;
&lt;h2&gt;SSH, delizia pura&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;SSH è sempre stata una pura delizia per i sistemisti. Facile da configurare, di scarso impatto sulle prestazioni, estremamente versatile, sufficientemente sicuro, è la chiave di volta per l'accesso e la gestione di server Unix-Like.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mettendosi in condizioni di non farsi bucare facilmente (&lt;em&gt;password banali&lt;/em&gt;, meglio una bella autenticazione a chiave pubblica), la mia filosofia è sempre &lt;em&gt;datemi una shell ssh e vi farò qualsiasi cosa&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In varie occasioni, però, sbucano delle problematiche, specialmente nel mondo odierno:&lt;/p&gt;
&lt;ul class="simple"&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;In caso di alta latenza, diventa davvero difficile gestire la situazione vedendo ciò che si digita solo dopo qualche secondo&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;In caso di cambio di connettività (es: failover tra due differenti canali o passaggio da wifi a rete mobile), la sessione si interrompe&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;L'utilizzo del TCP, di ssh, può non essere sempre la scelta più adatta.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="mosh-un-ottima-alternativa"&gt;
&lt;h2&gt;Mosh, un'ottima alternativa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;a class="reference external" href="https://mosh.org"&gt;Mosh&lt;/a&gt; si prefigge l'obiettivo di gestire e risolvere alcune tra queste problematiche e in maniera trasparente al normale utente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si pone infatti come applicazione di terminale remoto che supporta, in maniera efficace, &lt;em&gt;connessione intermittente&lt;/em&gt; e mostra una &lt;em&gt;copia locale&lt;/em&gt; di ciò che viene digitato. In caso di latenza della connessione, dunque, noi vedremo &lt;em&gt;in tempo reale&lt;/em&gt; ciò che viene digitato anche se questo non è ancora stato recepito dal server di destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;section id="vantaggi"&gt;
&lt;h3&gt;Vantaggi&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il vantaggio principale è che una sessione, una volta aperta, sarà snella (grazie al buffer locale) e costante (grazie all'utilizzo di UDP). Sarà dunque possibile, come sto facendo io in questo momento, scrivere del testo su un server remoto da una connessione con alta latenza e parzialmente intermittente senza minimamente avere alcun disagio, mentre con ssh ci sarebbe un palpabile disagio a causa delle situazioni che ho elencato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno dei casi in cui Mosh mi ha soddisfatto di più è stato quello in cui si ha una connessione che viene chiusa, dal router o dal gestore, dopo qualche minuto di inattività. Ok, il problema è parzialmente aggirabile tenendo aperta, sul terminale remoto, una sessione di screen  o &lt;a class="reference external" href="https://github.com/tmux/tmux/wiki"&gt;tmux&lt;/a&gt;, ma non sempre ciò è fattibile o pratico.  Inoltre, in certi casi, si ha un cambiamento di indirizzo IP e in quel caso non c'è nulla che si possa fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mosh è inoltre parte di alcune applicazioni di terze parti (come &lt;a class="reference external" href="https://juicessh.com"&gt;Juicessh per Android&lt;/a&gt;) ed è ormai ben collaudato e testato.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;section id="svantaggi"&gt;
&lt;h3&gt;Svantaggi&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Non è tutt'oro ciò che luccica. Mosh ha degli svantaggi e non banali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno di essi è la mancanza del port forwarding nativo. D'altronde non nasce per fare da &lt;em&gt;tunnel&lt;/em&gt; di connessioni ma per essere un ottimo sistema di terminale remoto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un altro svantaggio è l'impossibilità di fare da tunnel per server X. Oggettivamente, nel mio caso, questo non è un gran problema (ho sempre usato poco questo tipo di soluzioni), ma per alcuni può esserlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mosh necessita, inoltre, del suo server in esecuzione (non si appoggia solo a ssh) e, di default, utilizza una porta nel range 60000-61000, per cui almeno alcune di esse andrebbero aperte sul server (una porta per sessione).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel complesso, consiglio Mosh? Assolutamente &lt;strong&gt;si&lt;/strong&gt;, prendendo però atto del fatto che non potremo, almeno in tutti i casi, fare a meno dell'ottimo e completo ssh.&lt;/p&gt;
&lt;/section&gt;
&lt;/section&gt;</description><category>bsd</category><category>freebsd</category><category>linux</category><category>netbsd</category><category>openbsd</category><category>shells</category><category>ssh</category><category>tecnici</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/mosh-unalternativa-a-ssh/</guid><pubDate>Thu, 03 Aug 2017 16:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Storie dalla Sala Macchine: le 5 principali inesattezze che ho sentito nel 2015</title><link>https://www.dragas.net/posts/storie-dalla-sala-macchine-le-5-principali-inesattezze-che-ho-sentito-nel-2015/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;div&gt;&lt;a class="reference external image-reference" href="https://www.dragas.net/images/sala_macchine_antica.jpg"&gt;&lt;img alt="/images/sala_macchine_antica.thumbnail.jpg" src="https://www.dragas.net/images/sala_macchine_antica.thumbnail.jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;Chiunque lavori a contatto con gli altri ha qualcosa da raccontare. Se si hanno due colleghi, ci saranno cose su quei due colleghi. Se si lavora a contatto con i clienti, di storie ce ne sono svariate, ogni giorno. Dopo anni, passano e scivolano via appena sentite, ma alcune restano nella mente perché particolarmente divertenti o indicative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho già &lt;a class="reference external" href="https://www.dragas.net/categories/sala-macchine/"&gt;parlato qualche volta&lt;/a&gt; di situazioni in sala macchine, e delle esperienze accumulate. Non molto, a dir la verità, e vorrei recuperare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cominciamo con la Top 5 delle cose sentite nel passato 2015, in un post iniziato da alcuni mesi e solo ora terminato per mancanza di tempo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.dragas.net/posts/storie-dalla-sala-macchine-le-5-principali-inesattezze-che-ho-sentito-nel-2015/"&gt; clicca qui per leggere il resto dell'articolo …&lt;/a&gt; (ulteriori 2 minuti di lettura)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description><category>android</category><category>apple</category><category>ceph</category><category>citrix</category><category>file system</category><category>informatica</category><category>linux</category><category>lumia</category><category>macos</category><category>microsoft</category><category>nas</category><category>proxmox</category><category>sala macchine</category><category>san</category><category>tecnici</category><category>vmware</category><category>windows</category><category>windows phone</category><guid>https://www.dragas.net/posts/storie-dalla-sala-macchine-le-5-principali-inesattezze-che-ho-sentito-nel-2015/</guid><pubDate>Sat, 03 Sep 2016 09:28:12 GMT</pubDate></item><item><title>Alla ricerca del Backup Perfetto</title><link>https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;div&gt;&lt;nav class="contents" id="indice-dell-articolo" role="doc-toc"&gt;
&lt;p class="topic-title"&gt;Indice dell'articolo&lt;/p&gt;
&lt;ul class="simple"&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#backup-perche-farlo" id="toc-entry-1"&gt;Backup: perché farlo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#backup-come-farlo" id="toc-entry-2"&gt;Backup: come farlo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#backup-dell-intero-disco-o-dei-singoli-file" id="toc-entry-3"&gt;Backup dell'intero disco o dei singoli file?&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#intero-disco-o-storage" id="toc-entry-4"&gt;Intero disco (o storage)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#singoli-file" id="toc-entry-5"&gt;Singoli file&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#backup-come-lo-faccio" id="toc-entry-6"&gt;Backup: come lo faccio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#rsync-puro" id="toc-entry-7"&gt;rsync puro&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference internal" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#la-mia-attuale-scelta-preferita-burp" id="toc-entry-8"&gt;La mia attuale scelta preferita: BURP&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/nav&gt;
&lt;a class="reference external image-reference" href="https://www.dragas.net/images/backup.png"&gt;&lt;img alt="/images/backup.thumbnail.png" src="https://www.dragas.net/images/backup.thumbnail.png"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;English version &lt;a class="reference external" href="https://it-notes.dragas.net/2020/08/05/searching-for-a-perfect-backup-solution/"&gt;here&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;section id="backup-perche-farlo"&gt;
&lt;h2&gt;&lt;a class="toc-backref" href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/#toc-entry-1" role="doc-backlink"&gt;Backup: perché farlo&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Da che mondo è mondo, &lt;em&gt;tutto può essere perso&lt;/em&gt;. Sia per ragioni accidentali che per ragioni ben ponderate, qualsiasi cosa può essere fatta sparire o può sparire per errore. Quante volte ci sarà capitato di perdere un oggetto e non trovarlo mai più?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quando esiste l'informatica, poi, questo concetto si è espanso a dismisura. Mentre è difficile perdere un oggetto, è molto più facile &lt;em&gt;cancellare&lt;/em&gt; un file o una informazione dal computer, oppure voler ripristinare una versione precedente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molte persone pensano che sia sufficiente garantire che il supporto di memorizzazione sia &lt;em&gt;ridondato&lt;/em&gt;, e si è a posto. &lt;strong&gt;SBAGLIATO!&lt;/strong&gt;: un &lt;a class="reference external" href="https://it.wikipedia.org/wiki/RAID"&gt;raid&lt;/a&gt; senza dubbio aiuta a non perdere tutto in caso di guasto di un disco, ma cosa accade quando il dato viene accidentalmente cancellato, quando viene compromesso per colpa di un virus o di una qualsiasi entità esterna, oppure quando l'elaboratore (raid o meno) viene rubato, o prende fuoco, o una situazione di questo tipo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho collezionato esperienze di ogni genere. Tanto per elencarne alcune:&lt;/p&gt;
&lt;ul class="simple"&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;sale server finite sott'acqua per colpa di alluvioni&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;server distrutti dal terremoto, ovvero da crolli murari che hanno investito le sale macchine&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="reference external" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ransomware"&gt;ransomware&lt;/a&gt; vari, che ultimamente colpiscono molto più che in passato&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;danno volontariamente causato da qualcuno che ne ha tutto l'interesse (es: aziende informatiche che, poco correttamente, causano danni per crearsi lavoro. Sì, ho visto anche questo, e non una sola volta, purtroppo. E sto gestendo una situazione del genere proprio in questi giorni.)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;errori da parte dell'amministratore (può succedere a chiunque)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Se poi parliamo di server esposti su Internet (es: e-commerce, server di posta elettronica, ecc.), la situazione diventa ancor più delicata in quanto oltre che la &lt;em&gt;correttezza&lt;/em&gt; dei dati, c'è bisogno di garantire anche la &lt;em&gt;continuità operativa&lt;/em&gt; del servizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La soluzione migliore, dunque, è avere &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; dei backup a disposizione. Ma quali caratteristiche dovrebbero avere questi backup?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/"&gt; Continua la lettura... …&lt;/a&gt; (ulteriori 10 minuti di lettura)&lt;/p&gt;&lt;/section&gt;&lt;/div&gt;</description><category>attic</category><category>backup</category><category>backuppc</category><category>burp</category><category>data</category><category>linux</category><category>obnam</category><category>recensioni</category><category>recovery</category><category>restore</category><category>rsync</category><category>sicurezza</category><category>tecnici</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/alla-ricerca-del-backup-perfetto/</guid><pubDate>Thu, 17 Dec 2015 10:30:00 GMT</pubDate></item><item><title>I Tuttologi Informatici</title><link>https://www.dragas.net/posts/i-tuttologi-informatici/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;In tutte le materie ci sono i tuttologi. Quelli che credono di sapere tutto, quelli che credono di capire tutto. Così come non esiste il medico specializzato in tutti i singoli organi, non può esistere l'informatico specializzato in tutte le sfaccettature della materia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è solo un piccolo sfogo dopo l'ennesimo soggettino di poco conto, con poca istruzione, tanta boria, tanti &lt;em&gt;corsi-di-formazione-pagati-alle-aziende-che-producono-il-software-che-poi-dovranno-vendere&lt;/em&gt; che si crede onnisciente e pensa di poter giudicare anche ciò che non conosce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per fortuna, quasi sempre i fatti parlano da soli e il tempo livellerà le situazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fine dello sfogo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;P.S.: primo post scritto in reStructuredText ed è in formato MicroBlog, che aumenta le dimensioni per dare enfasi ai testi brevi. Sì, avete capito. Una sorta di prova :-)&lt;/p&gt;</description><category>informatica</category><category>linux</category><category>os</category><category>sistemi operativi</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/i-tuttologi-informatici/</guid><pubDate>Thu, 03 Dec 2015 10:19:23 GMT</pubDate></item><item><title>Lo Swap e la Memoria Virtuale</title><link>https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;h3&gt;Introduzione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Si sentono sempre, in giro, tantissime diverse opinioni sull'utilizzo dello Swap. Ci sono quelli della filosofia (arcaica) che &lt;em&gt;"deve essere il doppio della RAM"&lt;/em&gt;, quelli che dicono che &lt;em&gt;"oggi non serve più, abbiamo RAM più che sufficiente"&lt;/em&gt;, poi ci sono quelli che dicono che il sistema &lt;em&gt;"senza Swap è più veloce"&lt;/em&gt; e quelli che dicono che è più lento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma nel 2015, con la RAM a basso costo, vale ancora la pena &lt;em&gt;investire&lt;/em&gt; dello spazio su disco da dedicare allo Swap?&lt;/strong&gt; La risposta rapida è: &lt;strong&gt;Sì, ne vale la pena&lt;/strong&gt;. Ma andiamo ad analizzare la situazione.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La Memoria Virtuale&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Swap" src="https://www.dragas.net/images/swap.jpg"&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho avuto l'onore, durante i miei studi Universitari, di seguire due corsi (e sostenerne i relativi esami) col prof. &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%96zalp_Babao%C4%9Flu"&gt;Ozalp Babaoglu&lt;/a&gt;, colui che ha introdotto e sviluppato la Memoria Virtuale (e molto altro, tra cui il TCP/IP) in Unix. Sì, l'&lt;em&gt;originale&lt;/em&gt; Unix! L'argomento, dunque, mi è sempre stato molto a cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i dispositivi informatici hanno una RAM, ovvero una memoria ad accesso rapido su cui vengono &lt;em&gt;appoggiati&lt;/em&gt; i dati in uso. Essa è veloce, decisamente più di qualunque disco fisso (anche delle moderne SSD), ed è una delle principali componenti che determinano la velocità operativa di una macchina, sia essa un server, un computer "tradizionale" che uno SmartPhone, Tablet, ecc.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;La Memoria Virtuale è la somma della RAM e dello spazio che definiamo come Swap, ovvero uno &lt;em&gt;spazio&lt;/em&gt; su un dispositivo di memorizzazione più lento che viene utilizzato quando il sistema ha bisogno di (o decide che sia meglio) liberare un certo quantitativo di memoria ad accesso rapido (RAM, appunto).&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il Sistema Operativo, in pratica, decide cosa sia meglio tenere pronto all'uso e cosa possa &lt;em&gt;parcheggiare&lt;/em&gt; in un luogo meno conveniente, ma ugualmente accessibile. La Memoria totale vista da esso è, dunque, la somma tra RAM e Swap. Oltre questo quantitativo non si può andare, e se si dovesse superare la soglia di tolleranza il sistema inizierebbe a mandare degli OOM&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fn:1"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e gestire la situazione. Come verrà gestita è completamente dipendente dal sistema operativo in uso&lt;sup id="fnref:2"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fn:2"&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Lo Swap&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ogni Sistema Operativo ha una gestione diversa del concetto di Swap, ma il succo è sempre il solito:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Swap&lt;/em&gt; è uno spazio su un dispositivo più lento che viene utilizzato come &lt;em&gt;estensione&lt;/em&gt; della memoria RAM&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Storicamente, Windows ha gestito lo Swap come un file presente nel file system principale. Di dimensione dinamica (cresce al crescere delle esigenze), viene principalmente utilizzato quando la RAM della macchina comincia ad essere piena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei sistemi Unix-Like (quindi anche i *BSD e GNU/Linux), lo Swap è stato generalmente collocato in una partizione dedicata e ottimizzata allo scopo. Il principio è semplice: i file system devono occuparsi di gestire file (quindi permessi d'accesso, orari di creazione e modifica, redistribuzione dei vari pezzi dei file stessi nelle varie porzioni di disco, problemi di frammentazione&lt;sup id="fnref:3"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fn:3"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, ecc), aggiungendo quindi uno strato alla mera lettura/scrittura fisica sul dispositivo. La partizione di Swap è dunque dedicata solo allo Swap, e il sistema operativo può usufruirne senza dover fare tutti quei controlli e senza andare ad appesantire un file system più complesso. È comunque possibile, anche su GNU/Linux e i vari *BSD, utilizzare un &lt;em&gt;file di swap&lt;/em&gt;, e può essere una soluzione comoda sia per necessità (es: bisogno di aggiungere dello Swap &lt;em&gt;successivamente&lt;/em&gt; all'installazione, oppure incrementarlo solo per periodi limitati) che per malleabilità. Ci sono infatti degli interessanti programmi che gestiscono &lt;em&gt;dinamicamente&lt;/em&gt; gli &lt;em&gt;swap-file&lt;/em&gt;, facendoli crescere o cancellandoli in base alle reali necessità della macchina. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte mi sento dire: &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;"Ma io ho tanta RAM, molta più di quanta me ne serva. Perché dovrei comunque creare uno spazio di Swap?"&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ci sono (almeno) due ragioni distinte:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;I Sistemi Operativi come GNU/Linux hanno una gestione molto intelligente della RAM. Sapendo che è un bene prezioso, cercano di sfruttarla al massimo. Tutto lo spazio libero, quindi, cercheranno di utilizzarlo per fare &lt;em&gt;cache&lt;/em&gt; delle letture e scritture sui dischi. Terrà dunque in memoria tutto ciò che ha letto fino a quando questa memoria non sia piena o necessaria per altri utilizzi più importanti. Linux, ad esempio, tende ad utilizzare &lt;strong&gt;TUTTA&lt;/strong&gt; la RAM a disposizione, partendo dal principio che sarebbe sprecato tenerla ferma a non far nulla. In questi casi, lo Swap è utile in quanto dopo un certo tempo il Kernel si accorge che certe applicazioni (es: init, alcuni daemon come cron che potrebbero non avere nulla da fare, ciò che riguarda il boot e lo shutdown, ecc.) non vengono utilizzate da un bel po' ma stanno stagionando nella nostra preziosa RAM. Pur non avendone stretta necessità, deciderà di spostare ciò che è relativo a queste applicazioni nello Swap, così da avere più RAM libera sia per la cache dei dischi che per eventuali picchi di carico. L'aggressività di questo comportamento è configurabile mediante l'impostazione della &lt;em&gt;swappiness&lt;/em&gt;. Per fare un esempio pratico, se abbiamo il tavolo vuoto e torniamo con i sacchetti della spesa, conviene lasciarla a lungo sul tavolo o mettere a posto le cose negli stipetti e avere il tavolo libero per qualunque utilizzo successivo?&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Quasi tutte le distribuzioni di GNU/Linux utilizzano lo Swap come spazio di memorizzazione dati in caso di ibernazione. Il contenuto della RAM viene dunque "congelato" e copiato nello Swap, pronto ad essere ricaricato e rimesso al proprio posto al boot successivo. In questo caso, è necessario che lo Swap sia almeno grande quanto il contenuto (escluse le cache, ovviamente) della RAM stessa.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Insomma, in molti casi possiamo lavorare anche senza Swap ma la sua presenza migliora l'efficienza di gestione delle nostre risorse. &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Quanto deve essere grande la mia partizione di Swap?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Non esiste una risposta universale. &lt;em&gt;Dipende&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tempo si diceva che dovesse essere il doppio della RAM, ma erano i tempi in cui misuravamo la memoria in Megabyte, non in Gigabyte. Oggi sarebbe, a mio avviso, quasi sempre uno spreco di risorse. Se avete bisogno di ibernare il PC, consiglio di dare una dimensione leggermente maggiore del quantitativo della vostra memoria RAM. In caso di sistemi che non hanno questa necessità (es: server), suggerisco di valutare caso per caso, ma dare sempre almeno un paio di GB. In caso di picchi o di necessità mutate e di impossibilità a modificare le partizioni, c'è sempre la già citata possibilità di utilizzare uno swap-file (fisso o dinamicamente allocato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'è sempre poi da ricordare che nello Swap vengono memorizzate porzioni di memoria RAM, dunque è possibile analizzare lo spazio anche dopo lo spegnimento del computer e trovarvi password, dati personali, ecc. Per i più attenti c'è sempre la possibilità di crittare lo Swap, sia con chiave fissa (richiesta ad ogni boot) che con chiave dinamicamente generata ad ogni avvio, che appunto si invalida allo spegnimento della macchina.&lt;/p&gt;
&lt;div class="footnote"&gt;
&lt;hr&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li id="fn:1"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Out_of_memory"&gt;OOM&lt;/a&gt; sta per &lt;em&gt;Out Of Memory&lt;/em&gt;, ossia "ho finito la memoria a disposizione". &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fnref:1" title="Jump back to footnote 1 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li id="fn:2"&gt;
&lt;p&gt;Linux, così come FreeBSD, ha un &lt;em&gt;OOM killer&lt;/em&gt; intelligente e ragionevolmente efficiente. Esso cerca i processi più onerosi e tenta di capire se sono fondamentali per l'esecuzione del sistema. Di solito, nella mia esperienza, gli OOM killer uccidono Apache e MySQL, che reggono bene e "ripartono" alleggeriti. Windows, invece, non ha un OOM Killer e il sistema diventa instabile fino a crashare completamente. Consiglio &lt;a href="http://www.reenigne.org/blog/the-fundamental-differences-between-windows-and-linux/"&gt;questa interessante lettura&lt;/a&gt; &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fnref:2" title="Jump back to footnote 2 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li id="fn:3"&gt;
&lt;p&gt;Per quanto molta gente sia convinta del contrario, anche i file system supportati nativamente da Linux (e *BSD) soffrono di frammentazione. La differenza rispetto a Windows è che essi ne &lt;em&gt;soffrono meno&lt;/em&gt;, ma non ne sono immuni. L'utilizzo di SSD annulla quasi completamente il problema. &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fnref:3" title="Jump back to footnote 3 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/div&gt;</description><category>bsd</category><category>crittografia</category><category>file system</category><category>linux</category><category>macos</category><category>memoria virtuale</category><category>ram</category><category>sistemi operativi</category><category>swap</category><category>unix</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/</guid><pubDate>Sat, 19 Sep 2015 10:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Un assaggio di Windows Phone</title><link>https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-windows-phone/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;h2&gt;Introduzione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Windows-Phone-8" src="http://www.dragas.net/wp-content/uploads/2015/06/Windows-Phone-8-300x169.jpg"&gt;Lo
so, chi mi conosce bene starà pensando che sia andato fuori di testa.
Che stia rinnegando il mio passato (tipo
&lt;a href="http://www.dragas.net/windows-va-perdonato-gli-altrino-storie-dalla-sala-macchine/"&gt;questa&lt;/a&gt;
esternazione, o
&lt;a href="http://www.dragas.net/quello-che-si-paga-va-sempre-bene/"&gt;questa&lt;/a&gt;)? No,
semplicemente ho sempre preferito pormi di fronte alle novità con
spirito critico e, per quanto umanamente possibile, oggettivo. A volte
sono riuscito nell'impresa, altre ho miseramente fallito. Eppure ogni
tentativo ha portato qualcosa di nuovo nel mio universo personale, sia
essa stata un'esperienza positiva oppure negativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti, me compreso, sono convinti che Microsoft abbia beneficiato per
troppi anni di una posizione dominante. Ha avuto il pregio di portare i
computer a casa di moltissime famiglie e il difetto di convincerle che è
normale che dopo un po' si scassi tutto, richiedendo una
reinstallazione. O, negli anni in cui si parlava di
&lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wintel"&gt;Wintel&lt;/a&gt;, di rendere obsoleto un
computer in meno di due anni, proponendo software e sistemi operativi
talmente pesanti da richiedere molta più potenza computazionale di
quanto le macchine medie dell'epoca potessero permettersi di offrire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha avuto il pregio di sfornare sistemi operativi tutto sommato dignitosi
(come l'immortale XP), altri da dimenticare (Windows 98 Millennium
Edition, direi anche le prime release di Vista). Software di buon
livello (la suite Office, volendo essere oggettivi, non è fatta male,
mettendo per una volta da parte il discorso Libre/OpenOffice). Tutto
sommato, fa parte della scena informatica mondiale da molti anni e ci
resterà ancora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo anni di
&lt;a href="http://www.dragas.net/cercasi-cellularepda-disperatamente/"&gt;Nokia&lt;/a&gt; ho
scoperto il meraviglioso mondo
&lt;a href="http://www.dragas.net/blackberry-i-suoi-pro-e-i-suoi-contro/"&gt;Blackberry&lt;/a&gt;.
Poi, pian piano, mi sono avvicinato prima ad un acerbo
&lt;a href="http://www.dragas.net/da-blackberry-bold-ad-android-htc-dream-g1/"&gt;Android&lt;/a&gt;,
per poi scoprire con piacere l'universo
&lt;a href="http://www.dragas.net/un-assaggio-di-iphone/"&gt;iPhone&lt;/a&gt; (dopo averlo
&lt;a href="http://www.dragas.net/iphonema-chi-lo-vuole/"&gt;massacrato&lt;/a&gt;...un 2G, un
3G e un 4), per poi tornare ad un più maturo Android (ma non avevo più
voglia di aggiornare il blog :) ). Sono rimasto su Android. Samsung
Galaxy S2, Galaxy Nexus, una serie di piccoli Android qwerty che sono
sempre stati lenti e poco stabili, Nexus 4, LG G2 (unico Smartphone
duratomi, ad oggi, quasi due anni e ancora saldamente nella mia tasca).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo la "morte" del Nexus 4 (probabilmente non è morto, basterebbe
smontarlo e sistemare un paio di cose), ho dovuto trovare un sostituto
per il telefono di lavoro. Android economici decenti non ce ne sono (e
poi ero tentato da altro), un altro iPhone proprio no, per cui ho
pensato di prendere in considerazione un terminale appena uscito:
&lt;a href="http://www.microsoft.com/it-it/mobile/telefoni-cellulari/lumia640-xl/"&gt;Microsoft Windows Phone 640 XL&lt;/a&gt;. Un buono schermo, una buona fotocamera,
un costo decisamente contenuto, batteria di lunga durata. &lt;em&gt;E poi, male
che va, si torna ad Android&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il mio primo Windows Phone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Acquistato, portato a casa. Aperta la (scarna) confezione, ho subito
avuto la sensazione di plastiche non da modello premium ma di buona
qualità. &lt;em&gt;Non c'è più scritto, ma ho di nuovo la percezione di avere in
mano un caro e vecchio Nokia&lt;/em&gt;. Inserite SIM, batteria e una microSD da
16 GB che avevo in giro per casa, ho acceso il telefono. Sono rimasto
subito piacevolmente sorpreso dalla qualità dello schermo. Una
risoluzione non eccelsa, ma più che sufficiente.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Prime impressioni&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;La prima configurazione è stata semplice e rapida, mi sono collegato
all'account Hotmail che ho da una vita (e che non uso mai, a parte
quelle due volte l'anno che accendo la XBox 360), ho importato i
contatti di Google senza alcun problema e ho iniziato subito a
telefonare. Ottimo audio, ottima ricezione. Ma, soprattutto, ottima
sensazione di utilizzo. Immaginavo un'interfaccia confusionaria, invece
è logica e pratica. Ciò che però mi ha più meravigliato è la velocità di
sistema. Mai un rallentamento, mai un impuntamento, mai un problema di
alcun genere. Mai un crash, mai un problema. Niente di niente.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;La fotocamera&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato a fare qualche foto, nelle varie condizioni di luce. Il
risultato è stato sbalorditivo: eccelse, ben bilanciate. Forse in alcuni
casi il software ha un po' ecceduto con i colori, ma il risultato è
sempre notevole. Ah, cara vecchia Nokia! Ricordo ancora quando usavo il
N95 come fotocamera al posto della Kodak, con eccellenti risultati!&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il mio secondo Windows Phone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Decisamente soddisfatto, dunque, ma la costante percezione è rimasta di non avere in mano un top di gamma. Per una cifra del genere, sarebbe stato impossibile. Ma con un'idea in mente: alla prima buona offerta, avrei preso un top di gamma con Windows Phone. Per paragone, per varietà, per avere sempre a portata di mano le varie tecnologie e non trovarmi impreparato se un cliente dovesse chiedermi di configurare la mail in push su un Lumia, ad esempio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pochi giorni dopo, neanche a dirlo, hanno messo in offerta il &lt;a href="http://www.microsoft.com/it-it/mobile/telefoni-cellulari/lumia930/"&gt;Lumia 930&lt;/a&gt;. Top di gamma a prezzo buono perché ormai un po' datato, con caratteristiche hardware paragonabili al LG G2, 32 GB di memoria interna. &lt;em&gt;Proviamo&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Considerazioni su Windows Phone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sono ormai passati più di due mesi, e posso fare un resoconto generale sulla faccenda.
Nel complesso, è un ottimo sistema operativo mobile. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Farò un rapido elenco, mettendo &lt;em&gt;+&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;-&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;=&lt;/em&gt; rispettivamente indicando ciò che mi piace, non mi piace o che mi lascia indifferente.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;Il sistema operativo è snello e sufficientemente stabile&lt;/strong&gt;. Ogni tanto va riavviato (è pur sempre Windows, no?) per risolvere alcuni apparentemente stupidi malfunzionamenti (volume, wifi, ecc.), ma di rado.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;- &lt;strong&gt;Ha un multitasking &lt;em&gt;castrato&lt;/em&gt;, stile iPhone&lt;/strong&gt;. Non gradisce il mettere in background troppa roba e consente alle applicazioni di fare qualcosa quando disattive solo se connesso alla corrente elettrica e se la batteria è carica oltre il 90%, nonché a schermo spento da qualche minuto. La sincronizzazione &lt;a href="http://owncloud.org/"&gt;ownCloud&lt;/a&gt; in tempo reale delle foto non è proprio in tempo reale, per cui devo lasciare la wifi attiva durante la notte, altrimenti rischio che non vengano caricate. Questo, probabilmente, per risparmiare batteria.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;Accensione e spegnimento rapidi&lt;/strong&gt;. Ma alla fine, oggi, chi accende e spegne più lo Smartphone di notte? Magari lo si mette in modalità aereo.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;Suona forte e suona bene&lt;/strong&gt;, ha un ottimo volume di uscita dalle cuffie, utile per collegare Spotify in auto. Il 640, però, suona più forte.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;Ha una fotocamera da sogno&lt;/strong&gt;. Ovviamente parlando di un cellulare, s'intende. Satura molto i colori (forse troppo, ma a me piace), ha comunque tutta una serie di impostazioni regolabili dall'applicazione fotocamera stessa. Davvero, fare delle foto con questo Lumia e rivederle dà delle belle soddisfazioni, visto anche lo stabilizzatore ottico.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;= &lt;strong&gt;Cortana funziona dignitosamente&lt;/strong&gt;. Forse Google Now, almeno in Italia, è più avanti, e funziona anche sul mio &lt;a href="http://www.lg.com/it/wearable-technology/lg-G-Watch-R-W110"&gt;LG G Watch R&lt;/a&gt; (di cui parlerò in uno dei prossimi articoli)&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;La qualità costruttiva è ottima&lt;/strong&gt;, la percezione che ne ho avuto di gran lunga superiore rispetto a qualunque altro Smartphone abbia mai maneggiato.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;Ha un ottimo schermo&lt;/strong&gt;. Si vede benissimo a qualunque condizione di luce.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;+ &lt;strong&gt;Batteria eccellente&lt;/strong&gt;. Non usandolo molto (ma connesso in 4G), arrivo a sera ancora col 70% circa di batteria residua. E anche usandolo molto, ad esempio facendo un centinaio di foto in una giornata, non scendo mai sotto il 50%. Lo carico ogni sera, ma non sarebbe necessario. Questo è il più grande vantaggio, a mio avviso, dei WP rispetto alla concorrenza: non c'è bisogno di vivere sempre alla ricerca di una fonte di energia.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;- E qui arriva la nota dolente: &lt;strong&gt;le applicazioni disponibili&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2&gt;Il problema delle applicazioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Diciamo le cose come stanno, senza falsi moralismi: la fortuna degli Smartphone (o, meglio, del &lt;em&gt;sistema operativo base dello Smartphone&lt;/em&gt;) è data dalla qualità delle applicazioni disponibili per la piattaforma stessa. Ho sempre considerato stupido il misurare il successo di un OS mobile in base al mero numero di applicazioni presenti nello Store di pertinenza, ma allo stesso tempo su Windows Phone siamo messi davvero male.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte, &lt;em&gt;ho la sensazione di essere tornato a quando, nel tecnologicamente lontano 2010, &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-iphone/"&gt;scrivevo che la forza di iPhone, rispetto ad Android, fosse il numero e il livello di App disponibili&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, e Android ha decisamente recuperato tutto lo svantaggio iniziale. Windows Phone, in questo, &lt;em&gt;è decisamente indietro&lt;/em&gt;: alcune App hanno la versione "ufficiale", ma molto spesso decisamente indietro e meno avanzate (Facebook in primis. la versione per Windows Phone, ad oggi, &lt;em&gt;concilia le funzioni corporali&lt;/em&gt;, e sono stato gentile). Altre proprio non hanno una soluzione, altre ancora hanno dei programmi compatibili che solo in certi casi riescono ad essere all'altezza delle altre piattaforme. Per fare un esempio, l'App di controllo del &lt;a href="https://www.netatmo.com/it-IT/prodotto/thermostat"&gt;Netatmo&lt;/a&gt; non consente di programmare la fine della modalità assente, mentre su Android lo effettua già da un pezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'è penuria di App, specialmente di qualità decente. E no, i numeri non contano. Lo Store è pieno di inutile spazzatura, probabilmente &lt;em&gt;autogenerata da qualche bot gestito da Cortana nelle cantine di Redmond&lt;/em&gt;, che affolla inutilmente le schermate d'accesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fortunatamente, qualcosa si sta muovendo: le Universal App di Windows 10 cominciano ad affacciarsi (es: &lt;a href="https://plex.tv/"&gt;Plex&lt;/a&gt; è stato recentemente aggiornato), pur avendo ancora Windows 8.1 sotto il cofano. Ci vorranno comunque anni e, presumo, molti sforzi commerciali per indurre i programmatori ad affiancare una buona, ma poco utilizzata piattaforma ai "due colossi" dei sistemi operativi mobili.
Microsoft avrà la pazienza di attendere, o deciderà che la piattaforma mobile va abbandonata? Lo scopriremo col tempo, le mosse fatte per arrivare al concetto di &lt;em&gt;un unico sistema operativo per tutti i dispositivi&lt;/em&gt; danno buone speranze. &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Conclusioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Windows Phone &lt;strong&gt;non mi dispiace affatto&lt;/strong&gt;. È rapido, stabile, a mio avviso anche logico e ben strutturato. In alcune cose si vede che è ancora un po' acerbo, in altre sembra decisamente migliore della sua acerrima concorrenza. Deve ancora risolvere molti problemi, primo tra tutti quello del numero e della qualità delle App, ma ha il vantaggio di girare &lt;em&gt;bene&lt;/em&gt; anche su telefoni di fascia molto bassa. Android, ad esempio, non ha questa prerogativa e chi prova un Android &lt;em&gt;low-end&lt;/em&gt; rischia di etichettare tutto il mondo Android come negativo a causa dell'esperienza fatta con il suo terminale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Consiglierei Windows Phone ad un utente medio? &lt;strong&gt;Decisamente sì&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Utilizzerei &lt;em&gt;SOLO&lt;/em&gt; Windows Phone (quindi dismettendo un secondo terminale Android)? &lt;strong&gt;Decisamente no&lt;/strong&gt;. Sia per le ragioni appena esposte, sia per il multitasking, sia per l'impossibilità di sincronizzare Chrome (assente su WP) tra computer e Smartphone. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Android, ad oggi, resta la mia piattaforma mobile preferita, pur avendo dei problemi, come l'autonomia, che ne minano il successo.&lt;/p&gt;</description><category>android</category><category>apple</category><category>Cellulari</category><category>google</category><category>iphone</category><category>lumia</category><category>microsoft</category><category>Palmari</category><category>recensioni</category><category>smartphone</category><category>windows</category><category>windows phone</category><guid>https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-windows-phone/</guid><pubDate>Thu, 03 Sep 2015 09:30:00 GMT</pubDate></item><item><title>Linuxari vs Windowsari (e vice-versa). Perché?</title><link>https://www.dragas.net/posts/linuxari-vs-windowsari-e-vice-versa-perche/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="Windows VS Linux" src="http://freebsd-image-gallery.netcode.pl/_freebsd-vs-linux/bsd-windows-linux.jpg" alt="" width="614" height="461"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: left;"&gt;Utilizzo GNU/Linux da molti anni, direi in maniera totalmente stabile dal 1997. Molto tempo è passato, in valore assoluto, e si sono susseguite epoche informatiche. Una cosa però non è cambiata: l'atteggiamento degli utenti di un sistema operativo nei confronti di quelli di un altro.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Questa battaglia, iniziata molto prima dell'arrivo di GNU/Linux e della diffusione dei sistemi operativi opensource, genera una sorta di sudditanza psicologica nei confronti del sistema scelto. Uso questo sistema? Bene, ne devo diventare il paladino.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Ricordo ancora le facce delle persone a cui dicevo "no, non uso più Windows. Adesso uso GNU/Linux e ne sono soddisfatto". I miei interlocutori erano sorpresi, interrogativi, confusi. "E cos'è? Perché hai cambiato? Windows non ti andava bene? E li trovi i programmi?". All'epoca le risposte erano, nell'ordine: "Un sistema operativo alternativo". "Perché mi piace".  "Andava bene, ma c'era qualcosa che non mi convinceva del tutto". "I programmi si trovano anche se sono meno evoluti". A distanza di 12 anni, posso dire che tutte queste risposte sono cambiate e che, per fortuna, la prima domanda ormai non la pone più nessuno. Non è cambiato, però, l'atteggiamento di molte delle persone.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Utenti Linux/*BSD/Solaris/ecc.: a chi non è mai capitato di vedere, nella faccia del vostro interlocutore, quella espressione mista tra saccenza, superiorità e disprezzo? Quell'espressione che dice "ah, ecco, un altro cretino che decide di complicarsi la vita e di complicarla agli altri. Non ha veramente capito niente di informatica, poveretto. Devo riportarlo sulla retta via". Cercano di convincervi che siete parte di una nicchia, di un gruppo di fanatici invasati che cercano solo di raggiungere un'utopia, una cosa impossibile perchè la Vera Informatica (® (TM) ©) è quella fatta con strumenti seri e &lt;em&gt;costosi&lt;/em&gt;. Poco importa se gli stessi strumenti sono disponibili, quasi nella stessa forma, anche nell'OpenSource. Un esempio? Tutti usavano VMWare Enterprise, a livello aziendale, perché ben fatto e stabile. Xen? No, quella roba OpenSource non mi interessa. Adesso, invece, c'è la bolla di Citrix. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Ma, signori miei, dal 2007 Citrix ha acquisito Xen e tutti i sistemi Citrix che ho visto dai miei clienti sono tutti Xen-based. Dunque Xen non andava bene solo perché non era in una bella scatola? Evidentemente si.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Purtroppo, devo ammettere, avviene anche l'opposto:&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Utenti Windows: a chi non è mai capitato di vedere, nella faccia del vostro interlocutore (non-Windows) quella faccia di chi sta pensando "ah, ecco, un altro Windowsaro venduto a Microsoft e non capisce niente. Pende dalle labbra di Bill, senza rendersi conto che l'unica cosa che Bill vuole è incrementare il suo infinito conto in banca. Adesso lo converto io"&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;img class="alignleft" src="http://www.funaha.com/images/windows-vs-linux-vs-mac-vs-solaris2.jpg" alt="" width="403" height="290"&gt;Gli utenti GNU/Linux (o *BSD o altro), spesso, credono di essere gli unici a conoscere la Vera Scienza. Nessuno, a parte loro, ha capito davvero come funziona un computer. Solo loro hanno intuito la Verità assoluta, quella da diffondere con tutti i mezzi. Windows è il male e come tale va combattuto in ogni modo. Bisogna convertire tutti gli altri, a qualunque costo. Il Kernel Linux, o *BSD o quantaltro è una sorta di Santo Graal e solo chi lo tocca con mano può aspirare all'immortalità informatica.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Benché io possa essere più o meno parzialmente d'accordo con alcune delle affermazioni precedenti, ritengo che la costrizione NON SIA il mezzo migliore per convincere un'altra persona. Ci vogliono motivazioni chiare, spiegazioni razionali e coerenti. In certe situazioni, poi, bisogna gettare la spugna.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;A volte, ad alcuni clienti, non suggerisco il passaggio a GNU/Linux. Ci sono infatti delle situazioni in cui questo tipo di migrazione potrebbe causare molti problemi, vanificando tutti gli sforzi di convincimento fatti. Cerchiamo quindi di essere coerenti e razionali e non buttiamoci in una guerra di religione.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Dall'altra parte, molti utenti Windows, invece, si chiudono dietro ad uno scudo di ferro e rigettano tutto quello che sia esterno al loro mondo. Qualunque "non-Windows" va evitato come la peste in quanto è roba "non standard", "strana" o, per usare un termine tanto caro a chi cerca di vendere fumo, "non certificata".&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Windows, infatti, è certificato. I suoi driver sono certificati. I suoi programmi sono certificati. I computer sono certificati. Quindi sono tranquillo. Tutto viene certificato. Ma chi certifica? Microsoft? Le aziende di produzione dei programmi o dei componenti hardware? Allora a che cavolo serve questa certificazione? E poi, certificano COSA? &lt;em&gt;Che il prodotto funzionerà perfettamente per un certo lasso di tempo e che, se questo non dovesse avvenire, loro sono pronti a rimborsare?&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Assolutamente no.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Sono solo frasi di puro marketing. E qui suggerisco una riflessione: per Windows ci sono migliaia di persone che si sforzano, giorno dopo giorno, di trovare delle interessanti tecniche di convincimento, di persuasione, di adulazione. GNU/Linux, *BSD, ecc. non li sponsorizza (quasi) nessuno o, per lo meno, non con così tanta foga. Non fidatevi di quello che vi dicono ma fidatevi dei vostri occhi, cercando di non avere preconcetti e predisposizioni sbagliate come "installo Linux ma tanto saprò già che non funzionerà niente, quindi al primo problema dico che Linux fa schifo e ritorno al mio Windows".&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;img class="alignleft" src="http://giulio.ganci.eu/wp-content/uploads/2007/07/windows-vs-linux-full.gif" alt="" width="200" height="258"&gt;Tifo da stadio, dunque, oppure c'è qualcosa di più profondo? Io credo che qualcosa ci sia, ma non è semplice da identificare.Vogliamo tutti far parte di un gruppo e, a modo nostro, siamo indotti a pensare che il nostro sia migliore di tutti gli altri. Questo è bellissimo ed è parte della natura umana.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Cerchiamo però di non essere miopi e di saper accettare anche le idee degli altri. Se vogliamo convincere qualcuno, facciamolo con criterio e intelligenza, con pazienza e correttezza, ammettendo anche di avere torto, qualche volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><category>Costume e Societa</category><category>distrowar</category><category>guerre di religione</category><category>Informatica Generale</category><category>linux</category><category>microsoft</category><category>sistemi operativi</category><category>vista</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/linuxari-vs-windowsari-e-vice-versa-perche/</guid><pubDate>Sat, 18 Apr 2009 09:16:45 GMT</pubDate></item><item><title>Vogliamo Windows 7 - e lo vogliamo GRATIS!</title><link>https://www.dragas.net/posts/vogliamo-windows-7-e-lo-vogliamo-gratis/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="Windows 7 Logo" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/a3/Windows7logo.png" alt="" width="169" height="110"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mia e', ovviamente, una provocazione. Fino ad un certo punto, pero'.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Microsoft, per anni, ci ha promesso cose mirabolanti per Vista: &lt;em&gt;un sistema snello, un file system innovativo, una stabilita' invidiabile, degli effetti grafici strabilianti e un buon supporto per le periferiche&lt;/em&gt;. Chiunque abbia avuto modo di usarlo per un po' potra' convenire che nessuna di queste promesse e' stata mantenuta:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;non e' snello &lt;/strong&gt;poiche' se non hai almeno 4 giga di ram si addormenta. E 4 giga &lt;em&gt;SONO TANTI&lt;/em&gt;, anche se oggi costano poco (paradossalmente proprio grazie a Vista)&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;solito vecchio NTFS&lt;/strong&gt;, anche se rivisto e sistemato. Non va male, ma non c'e' quell'innovazione che tutti si aspettavano&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;stabilita' inferiore a XP: &lt;/strong&gt;molti utenti dicono che "non si e' mai piantato". Chi ci lavora, pero', sa bene che cio' e' vero solo fino ad un certo punto. E' piu' una questione di fortuna che di tecnica. Non e' raro infatti trovarsi con una macchina inchiodata proprio mentre si faceva qualcosa di importante o computazionalmente intensa.&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;effetti grafici strabilianti:&lt;/strong&gt; forse e' l'unica promessa che e' stata in parte rispettata, anche se i vari Compiz e compagnia bella sono superiori e richiedono meno risorse hardware. Il mio vecchio iBook G4, classe 2003, riesce a far girare Ubuntu con tutti gli effetti grafici attivati e senza alcun problema o rallentamento.&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;supporto per le periferiche: &lt;/strong&gt;no comment, moltissimo hardware perfettamente compatibile con XP ha smesso di funzionare e non possiamo ricomprare tutto nuovo solo perche' non e' "Vista Ready".&lt;/li&gt;

&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Se i produttori di macchine hanno deciso di continuare a permettere il downgrade a XP, se gli utenti continuano a &lt;a href="http://www.dragas.net/?p=103" target="_blank"&gt;restare incollati al loro vecchio sistema operativo&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vnunet.it/it/news/2008/04/21/il_ceo_di_microsoft_ammette__windows_vista___incompleto" target="_blank"&gt;se Microsoft stessa ha ammesso che Vista ha ancora molti problemi da sistemare&lt;/a&gt; e ha deciso di anticipare l'uscita di Windows 7 proprio per rimediare alle lacune del suo predecessore, se molti utenti sono migrati a Macintosh o (meglio) ad una distribuzione GNU/Linux, vuol dire che c'e' una insoddisfazione generalizzata nei confronti dell'attuale cavallo di battaglia di casa MS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Visti i punti precedenti&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;PROPONGO&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;CHE MICROSOFT REGALI LE LICENZE DI WINDOWS 7 A TUTTI GLI UTENTI CHE SONO STATI COSTRETTI A (LEGGI: A CUI E' STATO FORZATAMENTE APPIOPPATO) QUELL'ELEFANTE DI VISTA, PAGATO FIOR FIOR DI EURO &lt;a href="http://www.liberasw.org/" target="_blank"&gt;SENZA POSSIBILITA' DI SCELTA&lt;/a&gt; E MAL FUNZIONANTE, COME RISARCIMENTO MORALE E MATERIALE PER I DANNI ARRECATI DAL LORO PRODOTTO INCOMPLETO.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il concetto di "garanzia" nel software non esiste o, meglio, e' molto aleatorio. Ma se ho acquistato un prodotto ed esso non funziona bene, perche' devo essere &lt;em&gt;costretto&lt;/em&gt; ad acquistarne uno nuovo solo perche' la ditta produttrice ha deciso cosi'? Da consumatore credo che questo sia assolutamente poco corretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono sicuro che questa richiesta non verra' mai neanche presa in considerazione e fara' sorridere, ma e' un modo di dire che, da informatico, spero che Windows 7 sia migliore del suo predecessore visto che, volenti o nolenti, per ora non c'e' possibilita' di rimpiazzare tutti i sistemi di casa MS.&lt;/p&gt;</description><category>Informatica Generale</category><category>microsoft</category><category>vista</category><category>windows</category><category>windows 7</category><guid>https://www.dragas.net/posts/vogliamo-windows-7-e-lo-vogliamo-gratis/</guid><pubDate>Fri, 09 Jan 2009 11:21:39 GMT</pubDate></item></channel></rss>