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<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="../assets/xml/rss.xsl" media="all"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Stefano Marinelli's Blog (Articoli su sala macchine)</title><link>https://www.dragas.net/</link><description></description><atom:link href="https://www.dragas.net/categories/sala-macchine.xml" rel="self" type="application/rss+xml"></atom:link><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2023 13:48:51 GMT</lastBuildDate><generator>Nikola (getnikola.com)</generator><docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs><item><title>Informatici, oggi</title><link>https://www.dragas.net/posts/informatici-oggi/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;div&gt;&lt;img alt="Informatici" class="align-center" src="https://www.dragas.net/wp-content/uploads/2006/09/how-users-see-programmers.jpg"&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Premessa: questo sarà un articolo critico, provocatorio, uno sfogo. Si generalizzerà, si accuserà, bisogna leggere sempre il tutto cum grano salis. Ovviamente non TUTTE le figure elencate sono come da descrizione, ma qualcuno potrebbe sentirsi offeso da ciò che sta per leggere. Nel caso, passi pure all'articolo precedente (o successivo).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diciamolo chiaramente: essere informatici (veri, non semplici &lt;em&gt;consumatori di tutorial&lt;/em&gt;) non è mai stato facile. Nel nostro settore c'è sempre stata una schiera di incompetenti ignoranti (nel senso che &lt;em&gt;ignorano&lt;/em&gt; di essere incompetenti e si sentono dei guru) che pensano sia più importante parlare che agire, che credono che per tutto ci sia un tutorial e, in mancanza, la cosa è impossibile. Negli ultimi tempi, però, le cose si stanno ulteriormente complicando a causa di giovani leve, cresciute a pane e Social Network, che hanno ormai hanno disimparato a capire la differenza tra l'Ansa, il Corriere e la "Gazzetta della Sera" (con tutto il rispetto), se il loro amico ha condiviso lo sbarco degli alieni sulla terra. Una volta c'era il &lt;em&gt;è vero perché lo dice la gente&lt;/em&gt;, versione moderna di &lt;em&gt;vox populi vox dei&lt;/em&gt;, oggi c'è il "lo ha condiviso il mio amico".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.dragas.net/posts/informatici-oggi/"&gt; clicca qui per leggere il resto dell'articolo …&lt;/a&gt; (ulteriori 8 minuti di lettura)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description><category>arroganza</category><category>computer</category><category>computer science</category><category>Corsi</category><category>corsi di formazione</category><category>gavetta</category><category>giovani</category><category>incompetenza</category><category>informatica</category><category>sala macchine</category><category>sistemistica</category><category>tecnologia</category><guid>https://www.dragas.net/posts/informatici-oggi/</guid><pubDate>Sun, 18 Sep 2016 11:00:01 GMT</pubDate></item><item><title>Storie dalla Sala Macchine: le 5 principali inesattezze che ho sentito nel 2015</title><link>https://www.dragas.net/posts/storie-dalla-sala-macchine-le-5-principali-inesattezze-che-ho-sentito-nel-2015/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;div&gt;&lt;a class="reference external image-reference" href="https://www.dragas.net/images/sala_macchine_antica.jpg"&gt;&lt;img alt="/images/sala_macchine_antica.thumbnail.jpg" src="https://www.dragas.net/images/sala_macchine_antica.thumbnail.jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;Chiunque lavori a contatto con gli altri ha qualcosa da raccontare. Se si hanno due colleghi, ci saranno cose su quei due colleghi. Se si lavora a contatto con i clienti, di storie ce ne sono svariate, ogni giorno. Dopo anni, passano e scivolano via appena sentite, ma alcune restano nella mente perché particolarmente divertenti o indicative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho già &lt;a class="reference external" href="https://www.dragas.net/categories/sala-macchine/"&gt;parlato qualche volta&lt;/a&gt; di situazioni in sala macchine, e delle esperienze accumulate. Non molto, a dir la verità, e vorrei recuperare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cominciamo con la Top 5 delle cose sentite nel passato 2015, in un post iniziato da alcuni mesi e solo ora terminato per mancanza di tempo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.dragas.net/posts/storie-dalla-sala-macchine-le-5-principali-inesattezze-che-ho-sentito-nel-2015/"&gt; clicca qui per leggere il resto dell'articolo …&lt;/a&gt; (ulteriori 2 minuti di lettura)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description><category>android</category><category>apple</category><category>ceph</category><category>citrix</category><category>file system</category><category>informatica</category><category>linux</category><category>lumia</category><category>macos</category><category>microsoft</category><category>nas</category><category>proxmox</category><category>sala macchine</category><category>san</category><category>tecnici</category><category>vmware</category><category>windows</category><category>windows phone</category><guid>https://www.dragas.net/posts/storie-dalla-sala-macchine-le-5-principali-inesattezze-che-ho-sentito-nel-2015/</guid><pubDate>Sat, 03 Sep 2016 09:28:12 GMT</pubDate></item><item><title>Furti di Inizio Carriera</title><link>https://www.dragas.net/posts/furti-di-inizio-carriera/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;img alt="Furti" src="https://www.dragas.net/wp-content/uploads/2010/02/pirati.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti noi abbiamo dovuto affrontare la famosa &lt;em&gt;gavetta&lt;/em&gt;. Tutti abbiamo dovuto mandare giù dei bocconi amari, subire delle prepotenze, sottostare a dei compromessi inaccettabili quanto ridicoli. Il risultato è una profonda tristezza, un forte senso di insoddisfazione e di essere stato raggirato. La cosa peggiore è quando queste cose &lt;em&gt;tornano a galla&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non parlerò della prima, grande fregatura lavorativa (lo farò, più avanti), ma della seconda. O terza, a seconda dei punti di vista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mettersi in proprio è sempre stato un passo importante, che di solito andrebbe fatto ad una certa età, con una certa esperienza e con un certo parco di conoscenze. Farlo a 25 anni, in un posto in cui si hanno poche conoscenze e in un settore già sufficientemente saturo diventa ancor più difficile. E i primi anni sono duri, non si possono fare previsioni né pianificazioni di spesa. Le tasse ci sono (specialmente a quei tempi, senza il discorso dei &lt;a href="http://www.pmi.it/tag/regime-dei-minimi"&gt;regimi minimi&lt;/a&gt;), le spese anche, i clienti sono pochi e bisogna darsi da fare per farsi apprezzare e crearsi uno spazio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornando a circa dieci anni fa, ero in quelle condizioni. Uscivo da una realtà lavorativa che mi aveva sicuramente stimolato ma, allo stesso tempo, trattato in maniera indegna, specialmente nella parte finale, e mi ero spinto verso una libera professione che stava partendo. Le cose non andavano male, ma c'era bisogno di incrementare il parco dei clienti e dei lavori. Sono situazioni tipiche, e il passaparola diventava importante. Non esistevano neanche i social network, allora. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avevo da poco guadagnato un cliente, uno Studio Legale, che occupandosi di diritto internazionale aveva rapporti quotidiani con l'Estero. In pratica, le loro bollette telefoniche erano stratosferiche proprio perché il 90% delle chiamate era intercontinentale, una situazione dispendiosa e poco pratica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo un colloquio, decisi di proporre l'installazione di un server &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/cose-il-voip/"&gt;VOIP&lt;/a&gt; dedicato nel loro studio, suggerendo loro l'apertura di un contratto con un importante fornitore di fonia VOIP nazionale. Mi avrebbero pagato &lt;strong&gt;SE&lt;/strong&gt; avessero effettivamente risparmiato, e non spesero nulla per l'installazione del server in quanto riutilizzai un vecchio PC che avevano in studio e che avevano dismesso. Debian Linux come base, &lt;a href="http://www.asterisk.org/"&gt;Asterisk&lt;/a&gt; (anzi, il defunto CallWeaver) come centralino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo un mese, mandai la fattura di qualche centinaio di euro per il lavoro: il cliente aveva già risparmiato oltre duemila euro di telefonate, ed era soddisfattissimo perché la linea tradizionale dello studio era ora più libera per chiamate locali e per ricevere. Un successo stratosferico, di cui andavo fiero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo alcuni mesi, causa installazione di altri telefoni VOIP in studio, l'Avvocato mi presentò un suo amico d'infanzia, un titolare di una azienda Informatica. Parlammo un po' e trovammo alcuni punti in comune: loro volevano intraprendere una gestione sistemistica Unix, nonché la fornitura di sistemi VOIP e un altro servizio, che però non citerò per evitare ripercussioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La loro proposta era di assunzione, ma per varie ragioni preferivo mantenere il mio status di libero professionista. Mi fecero dunque una proposta ancor migliore, ma rifiutai, e ci accordammo per una collaborazione continuativa a contratto di fornitura. Volevo mantenere libertà e partita IVA, invece che essere assunto. L'opposto di ciò che accade oggi ai giovani, che vengono costretti a prendere le partite IVA per non dover dare le tutele (e pagare le altissime tasse) che un normale contratto richiederebbe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andai varie volte nella loro sede e realizzammo un sistema perfettamente funzionante, andammo anche da alcuni clienti a proporlo (insieme, in quanto ero l'unico a sapere come fosse stato sviluppato), che denotarono interesse ma che, essendo estate, rimandarono a periodi successivi. Rimasi d'accordo, con l'azienda, che ci saremmo risentiti dopo l'estate e che mi avrebbero riconosciuto una percentuale sulle forniture. In caso di mancanza di forniture, mi avrebbero pagato comunque la consulenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non li ho più sentiti e dopo la sospensione Natalizia decisi di telefonare. Mi risposero con estrema cortesia: il progetto non aveva preso piede, e vista la situazione mi chiedevano la gentilezza di sorvolare sulla fattura, promettendomi alcuni progetti successivi con date ed entità certe. Un po' dubbioso ma accettai, in quanto non vedevo grosse alternative. Non ero nelle condizioni di mettermi a fare casino e avevo più interesse ad andare avanti. Dunque lasciai stare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo circa un anno, mi telefonò l'Avvocato dello Studio: c'era urgenza di aggiungere alcuni account VOIP e &lt;em&gt;casualmente&lt;/em&gt; erano presenti due tecnici dell'azienda del suo amico. Mi chiedevano le password di root, per procedere. Le negai, dicendo che all'interno (vero) c'erano delle parti di software da me scritte e di proprietà intellettuale. Mi assicurò che nessuno le avrebbe toccate o viste e che, per legge, ero &lt;em&gt;tenuto&lt;/em&gt; a fornire le credenziali in quanto il server era di loro proprietà, nei loro locali, e non c'era alcun vincolo contrattuale che li legasse a me per le modifiche in oggetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Presi tempo, con la scusa di dover rientrare e trovare la password (cosa peraltro vera) e mi documentai. L'Avvocato, ovviamente, aveva ragione. Fornii la password. Mi ringraziarono e la conversazione terminò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Neanche due giorni dopo, il mio server OpenVPN mi notificò che c'era un'altra macchina, con la stessa chiave, che stava tentando di collegarsi alla mia rete. Alias, avevano clonato il server e lo avevano avviato. Come e perché lo potevo immaginare: due mesi dopo, sul loro sito sbandieravano che stavano realizzando un server VOIP &lt;em&gt;casualmente&lt;/em&gt; con le stesse caratteristiche di quello che avevo realizzato per lo studio legale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ero giovane, non fesso. Avevo inserito un &lt;em&gt;kill-switch&lt;/em&gt;&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/furti-di-inizio-carriera/#fn:1"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, per cui consentii alla &lt;em&gt;loro&lt;/em&gt; macchina di collegarsi alla mia VPN e attivai la procedura. In pochi minuti, la macchina smise di chiedere l'accesso via VPN. E non ha più cercato di farlo. Dal loro sito sparì il progetto di realizzazione di server VOIP, e non è più riapparso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Discorso diverso per il servizio che avevo sviluppato per loro. Pochi mesi dopo, iniziarono a fornirlo pubblicamente sul loro sito, a canone. Li contattai, e mi ripeterono che non avevano avuto alcun cliente interessato. Peccato che avessi preso ben due provvedimenti per salvaguardarmi (ripeto, giovane ma non fesso):&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Ogni installazione avrebbe effettuato un collegamento verso il mio server, a cui avrebbe inviato qualche statistica di utilizzo (nessuna violazione di dati personali). Ne avevo già cinque che contattavano, quotidianamente, il mio server&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Avevo, volutamente, inserito delle imprecisioni nelle specifiche. &lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Dopo mesi, lanciarono un altro servizio, con nome diverso. Mi dissero che non era quello che avevo realizzato io, ma una cosa che avevano creato internamente &lt;em&gt;basandosi&lt;/em&gt; sulla mia idea ma ricreandola da zero. Peccato che sia le imprecisioni nelle specifiche che i collegamenti verso il mio server avvenivano &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; da questo nuovo servizio. Era una copia del mio, ma avevano inventato tutto questo, immagino, per non dovermi riconoscere nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Decisi di muovermi. Parlai con l'Avvocato (amico-di-amico, dunque speravo affidabile, per lo meno di fronte al fatto compiuto). Inutile dire che mi scoraggiò, dimostrando di non essere certo un uomo di legge ma una sorta di &lt;em&gt;prostituta&lt;/em&gt; a servizio dei suoi amici: &lt;em&gt;"Le spese sarebbero elevate, dovresti chiamare un perito e farti seguire da un avvocato, in quanto io, puoi immaginare, non posso certo andare contro il mio amico. Lascia perdere."&lt;/em&gt;. Chiesi semplicemente un intervento, in nome dell'amico-di-amico che ci aveva messi in contatto, per sbrogliare un minimo la faccenda. Se ne lavò le mani, quasi dicendo che stavo inventando tutto per ottenere un profitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Decisi di lasciar perdere e guardare avanti, senza distruggermi il fegato su queste cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, dopo quasi 10 anni, mi è capitata tra le mani la pubblicità ancora di quel servizio, ancora con quelle imprecisioni, che l'azienda fornisce ancora. Un sorriso amaro, ed ecco questo articolo sul blog
, che avrei volentieri scritto molti anni fa ma che, per evitare beghe o di rovinarmi la giornata con una cosa ancora fresca, ho fin ora evitato.&lt;/p&gt;
&lt;div class="footnote"&gt;
&lt;hr&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li id="fn:1"&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;dd if=/dev/zero of=/dev/sda&lt;/em&gt; &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/furti-di-inizio-carriera/#fnref:1" title="Jump back to footnote 1 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/div&gt;</description><category>furto</category><category>gavetta</category><category>linux</category><category>pirateria</category><category>sala macchine</category><category>server</category><category>sfruttamento</category><category>voip</category><guid>https://www.dragas.net/posts/furti-di-inizio-carriera/</guid><pubDate>Wed, 16 Sep 2015 07:41:00 GMT</pubDate></item><item><title>Windows va perdonato, gli altri...NO! - Storie dalla sala macchine</title><link>https://www.dragas.net/posts/windows-va-perdonato-gli-altrino-storie-dalla-sala-macchine/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;img class="aligncenter" src="http://www.community-credit.com/images/prizes/ComputerBugZapper.jpg" alt="" width="280" height="297"&gt;Capita spesso di incappare in qualche malfunzionamento informatico. A volte è dipendente dall'hardware, altre volte dal software. Ci sono infatti moltissime variabili in gioco ed ognuna di esse può essere fonte di problemi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: left;"&gt;Cambia, però, l'atteggiamento delle persone. Si tende, infatti, ad essere più indulgenti nei confronti di alcuni sistemi rispetto ad altri. Paradossalmente, &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/quello-che-si-paga-va-sempre-bene/" target="_blank"&gt;si è più indulgenti nei confronti di quello che si è pagato di più&lt;/a&gt;. Assurdo, ma è così.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Assisto quotidianamente a situazioni del genere e, quando questo non avviene, sento racconti.&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;La settimana scorsa, ad esempio, stavo tenendo dei corsi di formazione ed una delle persone venute ad assistere, una responsabile amministrativa di una nota azienda pubblica di Padova, mi ha raccontato un fatto molto interessante. Lei ha scelto di usare OpenOffice e non ci sono mai stati problemi di alcun genere. Un giorno la chiamano da un ufficio dicendo che un file da lei prodotto manda in crash il loro MS Office 2003. La signora lo modifica, lo esporta e lo rimanda: niente, non cambia nulla. Immediatamente insorgono le polemiche contro la scelta di OpenOffice, insistendo che la fonte dei problemi è la sua difformità rispetto al software principe: MS Office. La signora decide di fare una prova intelligente: apre il documento con OpenOffice ed effettua una operazione di "copia e incolla" all'interno di una pagina MS Office 2003 sul suo computer, impacchetta il tutto e lo rimanda. Risultato: crash. Dopo qualche analisi e qualche test, hanno deciso di riformattare la macchina che andava in crash poiché "il sistemista veniva chiamato continuamente a fronteggiare l'instabilità di quel computer e quella copia di Office andava in panne almeno 4/5 volte al giorno". Di chi era, dunque, la colpa? Non certo di OpenOffice, ma tutti l'avevano subito attaccato. Era il "diverso".&lt;/blockquote&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Porto qualche altra esperienza personale.&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;Si installa Ubuntu su una macchina client e si collega la stampante. Dopo 20 secondi era già pronta a stampare e tutto ha funzionato regolarmente per qualche giorno. Arriva una telefonata: "senti, scusa, ma questa macchina non stampa più. Rimettiamo Windows, evidentemente Ubuntu non è stabile abbastanza con le stampanti". Indago e... scopro che da quella macchina era stata tolta la stampante molto tempo prima perché aveva le USB danneggiate e funzionavano una volta su tre. Si erano però ben guardati dal dirmelo, o forse si erano dimenticati, ma il risultato è che la colpa era immediatamente caduta su Ubuntu. Da Windows si accettava, da GNU/Linux no.&lt;/blockquote&gt;

&lt;blockquote&gt;Azienda medio-grande, installo un server antispam-antivirus per la posta elettronica. Hanno Exchange e gli strumenti Symantec non sembrano essere molto efficienti nei confronti dell'ondata di spam in arrivo in quei giorni. Metto quindi il server Debian a monte e, dopo averla filtrata, passa la posta agli strati successivi. Dopo qualche ora dal setup, tutti che si congratulano e meravigliano per l'efficienza del primo livello. Passano settimane, mesi e tutto procede regolarmente. Un giorno mi arriva una telefonata: "corri, il server Linux non consegna più la posta". Prendo la macchina e vado. Al mio arrivo trovo i due sistemisti e il responsabile che cercano disperatamente di accedere alla macchina Linux da remoto ma questa non risponde. Iniziano tutto un discorso legato al fatto che ha funzionato bene ma che in questa occasione ha dimostrato la sua instabilità, che dobbiamo &lt;strong&gt;comprare&lt;/strong&gt; qualcosa di più efficace e stabile, magari un Linux a pagamento e non questa Debian perché &lt;strong&gt;nessuno ce la garantisce&lt;/strong&gt;, ma che comunque bisogna pianificare un ritorno a Windows perché Linux, che passa per sicuro e stabile, ha appena mostrato di non esserlo. Io cerco di calmarli, di spiegare che ci sarà sicuramente un motivo, bla bla bla... insomma, due ore solo a dare spiegazioni in merito e nessuno di loro sembrava convinto. Ormai avevano deciso: quel Linux va rimpiazzato, non è stabile. Ci vuole il caro vecchio Windows. Per un crash dopo mesi? E poi perché la macchina ha crashato? Spiego di voler procedere ad un controllo invece che continuare a perdere tempo nelle disquisizioni filosofiche su Windows e Linux e chiedo loro di mostrarmi il server. Scendiamo sotto e vedo l'&lt;em&gt;intero rack &lt;/em&gt;spento. Chiedo spiegazioni e loro dicono di non essersi resi conto dello spegnimento. C'era stato un sovraccarico sull'UPS e aveva interrotto l'alimentazione. Indignato per tutta la questione (mi hanno fatto correre e non hanno controllato neanche l'alimentazione della macchina???) chiedo: "ma le altre macchine nel rack... non vi siete accorti di niente?". La risposta è agghiacciante: "&lt;strong&gt;si, certo, abbiamo visto andare giu anche Exchange ma quello non ci meraviglia, visto che lo dobbiamo riavviare almeno tre volte al giorno in maniera brutale&lt;/strong&gt;". Insomma: da Exchange si accetta, da Linux no.&lt;/blockquote&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Non bisogna mai avere troppi preconcetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><category>Costume e Societa</category><category>Generali</category><category>Informatica Generale</category><category>Linux &amp;amp; Dintorni</category><category>sala macchine</category><guid>https://www.dragas.net/posts/windows-va-perdonato-gli-altrino-storie-dalla-sala-macchine/</guid><pubDate>Mon, 20 Apr 2009 04:00:05 GMT</pubDate></item></channel></rss>