Stefano Marinelli's Blog

31 mar

Ubuntu e altre distribuzioni non impediscono una morte prematura dei nostri dischi fissi

Nel lontano Settembre del 2006 e’ stato segnalato un bug sul launchpad di Ubuntu. Specialmente sui notebook si e’ notato un incremento sostanziale del numero di “spegnimenti/accensioni” del disco e del parcheggio delle testine. Questo viene fatto per minimizzare il consumo energetico, ridurre la temperatura e per ridurre le possibilita’ di danneggiare il disco a causa di un movimento o colpo improvviso. Il problema si pone considerando che i dischi rigidi dei portatili di solito reggono dai 300 ai 600 mila spegnimenti/accensioni (o parcheggi di testine), poi tendono a dare problemi. Sembra, quindi, che sotto Ubuntu (ma anche altre distribuzioni) questo numero cresca molto rapidamente, al ritmo anche di 1000/2000 cicli al giorno, mandando in rovina il disco in questione in pochi mesi.

Circa un anno dopo la notizia si sparse, grazie anche ad un post su Slashdot. Feci dei test sul mio HP. Aveva poco meno di 3 anni e il numero di cicli era intorno ai 150.000, perfettamente in linea con la vita dell’apparecchio. Si stima, infatti, che i dischi dei portatili durino dai 3 ai 5 anni.

Non mi sono piu’ posto il problema, dimenticandomene del tutto ma ieri sera, mentre usavo il mio nuovo Acer sotto Hardy, ho notato che sentivo spesso dei “click”, come se il disco parcheggiasse continuamente le testine. Vado a vedere e… in 25 ore di uso, 1760 cicli.

Corro subito ai ripari e disattivo il risparmio energetico, poi mi metto a cercare.

Scopro che il problema non e’ legato a Ubuntu o ad altre distribuzioni ma ai produttori dei dischi e dei notebook stessi. Essi sanno che Windows mette le mani ovunque, compresi i settaggi del risparmio energetico preprogrammati in bios (o nei firmware dei drive) e impostano al “massimo risparmio” i propri prodotti.

Ubuntu, cosi’ come altre distribuzioni, parte dal presupposto che i produttori sanno cio’ che fanno e non reimposta questi valori. Il risultato e’ che la macchina tenta di parcheggiare le testine anche ogni secondo e che esse vengono rimesse in moto ad ogni attivita’ di disco. Pur avendo stabilito che Ubuntu effettua troppi accessi al disco,  il team della Canonical ha deciso che il problema e’ quindi da imputare ai produttori ma non si puo’ ignorare visto che, come al solito, i produttori risponderebbero che GNU/Linux non e’ ufficialmente supportato e, quindi, sarebbero solo fatti nostri.

Da molti mesi gli sviluppatori delle varie distribuzioni hanno cercato di trovare una soluzione. La migliore, al momento, sembrerebbe essere quella di disattivare il risparmio energetico sui dischi ma, in alcuni casi, potrebbe avere come effetto collaterale un surriscaldamento degli stessi, riducendone comunque la vita. Nessuna soluzione definitiva e’ stata comunque trovata dal team Ubuntu e quindi anche Hardy, di default, puo’ accorciare di moltissimo la vita del proprio disco fisso.

Si spera che una qualche strada venga proposta prima dell’uscita definitiva della 8.04 poiche’ manca meno di un mese e non sarebbe bello pubblicare una versione LTS  (ovvero con supporto a lungo termine) con un problema del genere, specialmente dopo le polemiche che ci sono state in concomitanza con il rilascio della versione precedente, l’ancora attuale 7.10 “Gutsy Gibbon”.

Invito quindi tutti gli utenti di portatili a leggere e mettere in pratica quello che c’e’ scritto qui, con del sale in zucca. Nel mio caso, ad esempio, passare “128″ ad hdparm quando sono a batteria e’ comunque una scelta sbagliata e il sistema continua con il suo parking selvaggio. Ho messo a 200 e, probabilmente, non parcheggera’ mai. Per ora, mi accontento, considerato anche che il portatile lo uso quasi sempre collegato alla corrente elettrica.

Anche OpenSUSE ne e’ ancora affetta e comunque anche le altre distribuzioni hanno al massimo trovato un “workaround”.

A volte penso che gli sviluppatori si curino poco di queste cose. Si pensi anche a Torvalds stesso: ha praticamente ammesso di non usare quasi mai portatili e, quindi, di essere “moderatamente disinteressato” alle problematiche ad essi relative.

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34 Responses to “Ubuntu e altre distribuzioni non impediscono una morte prematura dei nostri dischi fissi”

  1. 1
    kekkuntu Says:

    A dire la verità anche io qualche tempo fa ero dello stesso “umore” di chi ha scritto questo post, ma da un mese sto usando la versione instabile di Hardy Heron e non ho più il problema dei continui “click” del disco.

    Leggo “anche Hardy, di default, puo’ accorciare di moltissimo la vita del proprio disco fisso”, ma chi scrive l’ha provata?
    Sono solo fortunato o il problema è stato risolto?

  2. 2
    Nexso Says:

    Con HD di tipo SSD ci sono problemi?

  3. 3
    Stefano Says:

    kekkuntu: certo che l’ho provata, il problema si pone proprio su Hardy (AMD64): http://www.dragas.net/?p=90
    Ho letto che anche altre persone hanno smesso di avere il problema anche se, leggendo i forum ufficiali, non hanno preso effettivi provvedimenti.
    Sembra, quindi, che voi fortunati siate incappati in qualche altra modifica che ha avuto, come effetto collaterale, una diminuzione dei “click”.
    Quindi sei fortunato! ;-)

  4. 4
    Stefano Says:

    Nexso: direi proprio di no: tecnologicamente parlando, gli SSD non hanno testine e non “ruotano”, quindi non ci sono problemi di alcun genere.

  5. 5
    Nexso Says:

    Bene, allora acquistando un portatile con questo tipo di HD, posso stare tranquillo.

    Grazie Stefano, molto gentile.

  6. 6
    Andrea Grandi Says:

    Ci puoi dire in che modo controlli valori del tipo “in 25 ore di uso, 1760 cicli”? Con hdparm? In che modo?

    Ti ringrazio.

  7. 7
    Stefano Says:

    Certo, Andrea!
    Allora, per controllare il numero di cicli bisogna avere gli smartmontools.

    smartctl -a /dev/devicedeldisco

    Tra le varie informazioni ci saranno: “Load_Cycle_Count” (ovvero il numero di cicli di parcheggio testine) e “Power_On_Hours”, ovvero le ore totali di funzionamento del disco.

    In molti dischi, specialmente su computer fissi, il Load_Cycle_Count potrebbe non apparire in quanto il disco non supporta il parcheggio delle testine quando attivo.
    “Start_Stop_Count”, invece, indica il numero di accensioni e spegnimenti del disco (compresi quelli che avvengono quando si accende e spegne il computer). I produttori, di solito, indicano dei valori di collaudo dei dischi fornendo, per ogni modello, un valore di riferimento sull’aspettativa di vita del proprio prodotto.

  8. 8
    Andrea Grandi Says:

    Ho appena eseguito quel comando…

    Le ore di funzionamento non mi preoccupano molto: 5657
    Con una media di 12 ore al giorno, ha circa un anno e mezzo di vita questo disco, ed è corretto come valore.

    Mi preoccupa invece il Load_Cycle_Count: 560257 !!!!

    Questo significa che il mio disco è prossimo alla rottura??!!? Ha un anno e mezzo di vita :( se si dovesse rompere poco dopo i 2 anni, non sarebbe nemmeno piu’ in garanzia! :(

    Tu come li hai calcolati i Load_Cycle_Count giornalieri? Io facendo una semplice divisione fra i due valori, ottengo circa 99 “parcheggiamenti” della testina ogni ora!!!

    Ti posto il report completo: http://pastebin.ca/964789

    Dici che sia il caso di prendere subito provvedimenti?

    Ti ringrazio anticipatamente per i consigli.

  9. 9
    Stefano Says:

    Andrea: direi che le ore non sono molte ma i load_cycle sono davvero tanti. Anche XP sembra che, in alcuni casi, soffra di problemi del genere. Qualcuno lamenta la stessa cosa su Vista.

    Non e’ detto che il disco sia prossimo alla rottura: nella pagina del bug su launchpad c’e’ gente che vive tranquillamente con dischi che hanno piu’ di 1 milione di load_cycle_count. Tieni conto che se i produttori dicono 600mila sanno che probabilmente ne fara’ molti di piu’. C’e’ tanta gente, poi, che a 200 mila ha gia’ il disco rotto in quanto questo e’ solo uno dei valori di riferimento.

    Tieni conto inoltre che gli Hitachi reggono molto piu’ del milione. Da qualche parte, ieri, ho trovato un documento che ne parlava, era un PDF della Hitachi stessa, e rimarcava che loro usano una tecnologia a “cuscinetto d’aria” che diminuisce di molto l’usura meccanica per il parcheggio delle testine. Restano comunque tra i dischi che fanno un uso piu’ aggressivo del powersave, ma quelli meno proni a guasti :-)

    I cicli giornalieri li ho contati facendo appunto la divisione. Decisamente 99 ogni ora sono troppi. Prenderei dei provvedimenti. Applica lo script che c’e’ nel link sul blog (mettendo a 254 anche quando la macchina va a batteria, a scapito di qualche minuto in meno di autonomia) e dovresti essere a posto per un po’…

  10. 10
    Andrea Grandi Says:

    Per l’autonomia non è un problema. Questo portatile ha ormai 5 anni e la batteria è completamente andata :P Lo utilizzo ormai solo connesso alla corrente. La batteria la tengo inserita giusto come UPS :) Ovvero… se proprio va via la corrente, ho quei 10-15 minuti di tempo per salvare e spengere tutto.

    Applicherò lo script quanto prima… certo essermene accorto un po’ prima non avrebbe fatto malaccio eh :(

    Se anche rimanessero comunque 40.000 cicli, sarebbero 40.000 / (99 (cicli) * 12 (ore/giorno)) = ……. 33 giorni di utilizzo!!!! O_o

    Corro!!!

  11. 11
    Stefano Says:

    Andrea: si, ti conviene comunque farlo presto. Ma ti ripeto, non e’ una scadenza, anzi. Direi che puoi comunque stare tranquillo.

  12. 12
    GizMo Says:

    Il mio caso:

    Ho un dell d410 con opensuse da sempre:

    ore di funzionamento: 3699
    Cicli di parchieggio: 35849

    Mi sembra un valore perfetto, meno di 10 spegnimenti all’ora… che ne dite? Dell e’ buona o opensuse lavora bene?

    Il disco fisso non e’ quello originale dle portatile, l’ho cambiato con uno nuovo quando ho comprato il portatile usato.

  13. 13
    Andrea Grandi Says:

    Comunque anche tu avevi un valore piuttosto alto… 70 cicli/ora se non sbaglio. Per fortuna che te ne sei accorto in tempo. Sono dei cani comunque… invece di fare a scarica barile potrebbero mettere un valore “safe” di default. Se poi la batteria dura meno chi se ne frega… ma se si rompe l’hard disk con i dati dentro…. ci siamo capiti!

  14. 14
    Stefano Says:

    GizMo: eh, secondo me la prima che hai detto. OpenSUSE risulta tra le distribuzioni che ancora non ha risolto il problema.
    Anche il mio vecchio HP non aveva noie…

    Andra: concordo pienamente…

  15. 15
    Giuliano Says:

    Due domande: quali sono le distro che hanno risolto? E Ubuntu a 32bit ha lo stesso problema?

  16. 16
    Stefano Says:

    Giuliano: indicativamente quelle che settano il disco in modo da non farlo parcheggiare mai (immagino Debian stable). Altre non saprei.
    Ubuntu 32 ha verosimilmente gli stessi problemi poiche’, in realta’, non e’ qualcosa che fa la distribuzione ma qualcosa che NON fa: se la distribuzione si “fida” del bios e del firmware del disco, il problema si presenta,

  17. 17
    Nero Says:

    Ciao… la mia situazione è:
    OS Ubuntu 7.10 (i386)
    Portatile Toshiba Equium, HD 200GB SATA
    Load_Cycle_Count 15379
    Power_On_Hours 402

    Quindi circa 38 cicli/ora. Mi devo preoccupare?

  18. 18
    Stefano Says:

    Nero: No, direi che siamo nella normalita’. O almeno credo.
    Sono poco piu’ di uno ogni due minuti, credo sia un valore piuttosto comune.

  19. 19
    Nero Says:

    Grazie mille della veloce risposta!

    PS carino il tuo blog… penso lo seguirò!

  20. 20
    spaziocri Says:

    Premetto, sono molto più che un niubbo con linux, nel senso che mi sono appena avvicinato a questo mondo. Avevo installato Ubuntu 7.10 su un pc con xp, con dual boot, sempre aggiornato, per quel poco che lo usavo funzionava tutto egregiamente. Gli hd erano 2 sata (1sataII da 160 in sata0 ed 1sata da 80 in sata1). Ubuntu era sul primo hd, con le sue due partizioni. L’hd era sataII, la mobo no (skt 478), ma era forzato a sataI col jumper. Fatto sta che in 4 mesi, dopo 3 formattoni di xp (nella sua partizione), cambi di posizione degli hd, si verificava sempre una bella bluescreen (durante xp), con 0x00000f4. Era sempre l’hd di sistema che “spariva”. Anche da ubuntu, che partiva (ma non sempre), non lo vedeva. Cambiavo posizione, andava, dopo 2 settimana, errori, dopo 2 minuti o 5 ore, e nei riavvii spariva il primo hd (qualsiasi fosse dei 2 come posizione). E, appunto per questo scrivo, da quando avevo messo ubuntu, all’avvio, si sentiva sempre un “chk” metallico, mai sentito prima, anche se usavo solo xp. Nell’ultima formattazione, ho installato xp sull’altro hd e, di fatto, ubuntu c’è ancora ma non bootta, perchè non viene riconosciuto (lo sistemerò). E non ci son più finestre blu. Ed i rumori non ci son più. C’è qualche nesso?

  21. 21
    Stefano Says:

    spaziocri: non credo c’entri qualcosa. Il problema riguarda piu’ che altro i portatili (i cui dischi hanno delle procedure di risparmio energetico molto aggressive).
    Nel tuo caso, direi che sembra proprio un problema di Bios o scheda madre ma non vedo nessi con questa cosa.

  22. 22
    Load_Cycle_Count ed i dischi dei portatili « Mauaga, il mio blog Says:

    [...] http://www.dragas.net/?p=92 [...]

  23. 23
    Ma Hardy sara' davvero pronta in 17 giorni? | Stefano Marinelli's Blog Says:

    [...] Ubuntu e altre distribuzioni non impediscono una morte prematura dei nostri dischi fissi [...]

  24. 24
    malex Says:

    Il mio nuovo Dell con Ubuntu 7.10 riporta:
    Power_On_Hours: 137
    Power_Cycle_Count: 45

    In pratica il disco non si spegne mai se non quando spengo il pc. Boh.

  25. 25
    Stefano Says:

    Malex: ok, ma controlla il Load_Cycle_Count

  26. 26
    Ubuntu e altre distribuzioni non impediscono una morte prematura dei nostri dischi fissi | FDS Says:

    [...] completo da Stefano [...]

  27. 27
    Ubuntu e altre distribuzioni non impediscono una morte prematura dei nostri dischi fissi | FDS Says:

    [...] completo da Stefano [...]

  28. 28
    Avrekh Says:

    Ciao,
    ho appena letto il tuo articolo su Linux Magazine di giugno 2008. Ho eseguito i controlli ivi indicati e sono rimasto di stucco quando ho visto un numero spropositatamente alto di Load_Cycle_Count del disco secondario Fujitsu del mio nuovo “DELL Vostro”.

    Il disco è un FUJITSU modello MHW2160BJ FFS G2.
    I parametri visualizzati da smartctl sono i seguenti:
    Power_On_Hours 0×0032 100 100 000 Old_age Always – 300
    Start_Stop_Count 0×0032 099 099 000 Old_age Always – 219
    Power_Cycle_Count 0×0032 100 100 000 Old_age Always – 179
    Load_Cycle_Count 0×0032 100 100 000 Old_age Always – 17179871652

    Come puoi notare il valore “Load_Cycle_Count” è enorme: oltre 17 miliardi di cicli di parcheggi.

    L’ovvio dubbio che mi è sorto è che per questo modello di disco il valore riportato non è correttamente letto e quindi non reale.
    Può essere questa la diagnosi? Il sistema S.M.A.R.T. di alcuni dischi può riportare dati non corretti?

    Ad ogni modo ho disabilitato con hdparam il risparmio energetico di Linux.

    Note:
    - Il portatile DELL ha circa un mese di vita.
    - I dati relativi al disco primario sembrano invece regolari e non allarmanti.
    Modello: Hitachi HTS722016K9A300
    I parametri visualizzati da smartctl:
    Power_On_Hours 0×0012 100 100 000 Old_age Always – 279
    Start_Stop_Count 0×0012 100 100 000 Old_age Always – 339
    Power_Cycle_Count 0×0032 100 100 000 Old_age Always – 177
    Load_Cycle_Count 0×0012 100 100 000 Old_age Always – 6368

    - Sul portatile sono installati “Vista Business” (preinstallato sul disco Hitachi primario e utilizzato pochissimo), “Ubuntu 7.10″ e “XP Professional” (entrambi installati sul disco secondario FUJITSU).

    Grazie anticipatamente
    Ciao

  29. 29
    Stefano Says:

    Avrekh: Ovviamente il tuo Load_Cycle_Count e’ fuori da ogni livello normale. Sappi che molti portatili non riportano valori coerenti e sparano a casaccio, per cui non mi preoccuperei troppo (a parte l’impossibilita’ di avere un valore preciso).
    Stai quindi tranquillo…e speriamo che, comunque, risolvano presto questo “piccolo inconveniente”.

  30. 30
    Avrekh Says:

    Grazie per la rassicurazione,

    in effetti ero certo che i dati visualizzati dal Load_Cycle_Count erano macroscopicamente errati.

    Ad ogni modo ho monitorato l’incremento di tale numero e in qualche ora si è incrementato solo di 8 unità. Quindi sembra tutto nella norma.

    Ciao

  31. 31
    Acer Travelmate 4314WXMi con Linux | MindShake Says:

    [...] che tra l’altro risolve anche un fastidioso problema che potrebbe portare a una repentina distruzione del vostro hard disk nell’arco di un anno o due, riguarda il parcheggiamento della [...]

  32. 32
    Acer Travelmate 4314WXMi con Linux | Yourpage live news aggregator Says:

    [...] che tra l’altro risolve anche un fastidioso problema che potrebbe portare a una repentina distruzione del vostro hard disk nell’arco di un anno o due, riguarda il parcheggiamento della [...]

  33. 33
    omiga Says:

    I miei valori sono:

    Power_On_Hours (372)
    Load_Cycle_Count (12054)

    Ne deriverebbe che il mio HD fa 32,5 riposi all’ora.
    Ora, tenendo in considerazione che è un Hitachi, c’è da preoccuparsi?

    Grazie della risposta.

  34. 34
    Stefano Says:

    omiga: in effetti non saprei…mi sembrano giusti, circa uno stop ogni due minuti.
    Direi che, a occhio, puoi stare tranquillo

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