Stefano Marinelli's Blog

28 mar

Perché mi piace Ubuntu

Fino ad un anno fa non avrei mai pensato di scrivere un articolo del genere. Ho detto che Ubuntu non era pronta per le masse (e non me ne pento, ma sono cambiate molte cose da allora) ed ero un Debianista convinto. Intendiamoci: resto un Debianista convinto; penso infatti che, senza Debian, Ubuntu non andrebbe da nessuna parte e continuo ad usare Debian su molti dei server che gestisco.

Un paio di mesi dopo ho detto che Ubuntu si stava avvicinando ad essere una distribuzione matura e che l’avrei tenuta sulle mie workstation. A distanza di 3 versioni, mi trovo ancora qui con Ubuntu e, questa volta, a decantarne le lodi.

Sono un “Linuxaro”, come mi defini’ un professore “dell’altra parte” ai tempi dell’universita’, sin dal 1996 e ho visto tutta l’evoluzione che c’e’ dietro. Una delle cose che ho imparato e’ che non c’e’ evoluzione se non c’e’ utenza. Resto convinto che non e’ necessario convertire tutto il mondo ma che un bacino d’utenza piu’ variegato non possa che giovare.
Debian in questo ha peccato: si e’ tenuta sempre distante, scoraggiando i novellini. Si e’ tenuta “l’osso duro” dell’utenza, e questo forse e’ un bene, ma ha allontanato molti avventori. L’atteggiamento saccente e superficiale di alcuni membri della community ha sicuramente peggiorato le cose ma ricordiamoci che ci sono molti nerd in giro! :-) In realta’ lo scopo e’ semplicemente quello di far fare le ossa e mi ha aiutato a crescere, comprendere e maturare. Lo consiglio a tutti gli utenti: trovarsi a sbattere giorni porta soltanto a capire meglio le cose, a patto di avere curiosita’ e sale in zucca.

Non sempre, pero’, voglio sbattermi troppo per le cose semplici. La mia workstation, ad esempio, vorrei funzionasse senza troppi problemi e abbastanza rapidamente. Qui subentra Ubuntu che, in effetti, lavora molto molto bene. Sorprendo quotidianamente amici e parenti collegando la stampante e, senza fare niente e dopo pochi secondi, mostro la scritta “La stampante XYZ e’ pronta all’uso”. Tutti chiedono “Niente driver? Niente configurazione?”. No, niente di tutto cio’. Siamo nel 2008! Certo, se non e’ supportata e’ un altro paio di maniche ma almeno lo sappiamo subito :-)

Sto testando la beta di Ubuntu Hardy Heron 8.04 da due giorni su due macchine AMD64. Come beta e’ abbastanza “beta”, nel senso che ha un po’ di problemini e proprio per questo sto sperimentando l’ottimo sistema di report dei bug del progetto Ubuntu. In pochi secondi si riesce a creare un nuovo ticket e, in questo periodo di fermento pre-rilascio, uno sviluppatore risponde entro qualche ora chiedendo spiegazioni oppure dando indicazioni. Che bello, un rapporto diretto, semplice ed efficiente.

Sono queste le piccole cose che rendono Ubuntu un’ottima distribuzione, una distribuzione fatta per funzionare.

 A proposito: Basta con le distrowar!

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27 Responses to “Perché mi piace Ubuntu”

  1. 1
    Cristian Says:

    Perchè di no ad Ubuntu. Dico si ad ArchLinux perchè la ritengo una distro completa e semplicissima da usare, un solo comando per aggiornare il sistema (pacman -Syu), un solo file di configurazione (/etc/rc.conf), un sistema stabile e veloce. Ubuntu è lenta e complicata per novellini se qualcosa non funziona. Con Arch, una volta configurato il tutto, funziona per anni, una volta capito come lavora il sistema, lo sai gestire autonomamente. Molte persone che non sanno usare Linux provano Ubuntu, ma poi si lamentano perchè questo e quell’altro non funziona subito (eppure hanno letto o gli è stato detto che Ubuntu funzionava subito ….) e vengono a chiedere spiegazioni. Ubuntu, a parere mio, è un falso mito! Se non si avvia la parte grafica, 3/4 di utenti Ubuntu li troverai al collasso. Se succedesse una cosa simile con Arch/Debian/Gentoo, 4/4 di utenti sarebbero in grado di lavorare solo con la shell e “ripristinare” il problema.Bye, Cristian.

  2. 2
    ponce Says:

    pero’ tra chi usa il pc c’e’ anche chi ha bisogno di un sistema operativo che funzioni alla prima: non posso, ad esempio, dire a un settantenne che si metta a editare un file nel terminale.
    in questo senso la mia esperienza con ubuntu e’ forse la piu’ positiva.
    e lascio da parte il discorso dei driver/interfacce di gestione molto spesso inesistenti per il pinguino (questo vale per tutte, ovviamente).

    poi personalmente installo slack e debian da 10 anni, e le ho provate un po’ tutte (anche arch).

  3. 3
    Stefano Says:

    Cristian: Mi piace ArchLinux, l’ho anche utilizzata su un server di produzione. Il problema principale e’ che, su un portatile cosi’ come su hardware strano, a volte non hai tempo/voglia di metterti a configurare troppe cose a mano. Riguardo chi si lamenta pur non capendone: sono, secondo me, le stesse persone che non sanno neanche installare Windows.
    Il mio primo approccio con Vista, ad esempio, e’ stato traumatico. Non meno l’ultimo, sul mio Acer nuovo: tremila finestre, quattromila domande del tipo “Vuoi far aggiornare tutto a me cosi’ e’ bello bello bello oppure fai tu a manina ma poi ti prendi i virus, trojan, robaccia, intrusi che penetrano e SARA’ TUTTA COLPA TUA?”. Poi, magari, la mattina successiva non funziona piu’ niente perche’ un aggiornamento interrotto a meta’ (e puo’ succedere) ha messo il sistema in condizioni di non bootare piu’ e non sai neanche cosa sia successo…

    Quindi, come dicevo: ogni distribuzione ha i propri pregi e i propri difetti. Gestisco il FreeOsZoo, “io le ho provate tutte” (no, non come Rocco, magari…) e posso dire che non esiste la distribuzione perfetta.
    Pelo nell’uovo di Arch? Il repository ha pochi pacchetti e non sempre aggiornatissimi. Problema sicuramente aggirabile ma sufficiente a far spazientire molti amministratori.
    Grazie per i commenti!!!

  4. 4
    Robocoat Says:

    archlinux su un server di produzione?? rotfl! complimenti..

  5. 5
    Stefano Says:

    Robocoat: si, non che facesse grandi cose, pero’ si… l’ho eliminata dopo qualche mese, pero’ si comportava molto bene :-)

  6. 6
    Enrico Says:

    Troppe distribuzioni.
    Ubuntu è sugli scudi ma ha ancora grossi limiti di usabilità.
    Inoltre spesso, anche quando la stampante (o qualsiasi altro componente/periferica) viene miracolosamente riconosciuta senza complicazioni, non viene sfruttata al 100%.
    Lotte infinite con multifunzioni HP ed Epson ed alla fine bandiera bianca!
    Ultima considerazione.
    Per optare per Linux (qualunque distro) occorre rinunciare a gran parte della libertà di scelta dell’hardware (pena non poterlo utilizzare).
    Quindi Linux è gratis, ma spesso l’hardware compatibile che si è “costretti” a scegliere costringe a spese superiori a quelle di un comunissimo utente Windows.
    Quindi ti do ragione al 100% quando affermi che le cose migliorerebbero parecchio se Linux (Ubuntu) fosse un po’ più diffuso.
    Ma quando i guru di Linux capiranno che più di un fantasmagorico Desktop Manager 3D, o migliorare il già ottimo firewall, è importante un sistema più usabile?
    Quando Ubuntu diverrà più usabile, ci scommetto quel che vuoi, avrà successo. Com’è ovvio che sia.
    E questo avrà un effetto volano su tante altre cose.
    Per il resto, non condivido il tuo entusiasmo su Ubuntu, in quanto cosi’ come tutte le altre distribuzioni che regolarmente provo, non è in grado di supportare il mio hardware ne’ di fornirmi gli strumenti che mi servono per gestire il mio lavoro.
    Attendo con molta speranza la prossima versione sperando di non andare incontro all’ennesima delusione.

  7. 7
    Robocoat Says:

    archlinux non ha nemmeno gli aggiornamenti di sicurezza… brrrr :S

  8. 8
    Stefano Says:

    Robocoat: infatti, come ti dicevo, era un server “secondario” ma in produzione. Non era direttamente esposto su Internet e offriva servizi in LAN ma funzionava bene.
    Certo non sarebbe la mia scelta principale per un server. Resto fedele a Debian, con un occhio verso Ubuntu Server.

  9. 9
    mic Says:

    Scusate ma che c’entra l’hardware con la distribuzione?
    L’hardware dipende dal kernel che è sempre linux per tutte
    Se una cosa funziona in una distro funziona anche nelle altre (con accorgimenti o meno).
    Ma se non esistono drivere nel kernel per la periferica non funzionerà mai da nessuna parte… e questo non dipende dagli sviluppatori di ubuntu e nemmeno da quelli del kernel, ma dalle case produttrici…

    Infine, ubuntu più usabile? Mi spiegate che cosa significa più usabile?
    Cosa dovrebbe fare in più per essere più usabile?

    Esiste una distro più usabile di ubuntu?
    Forse suse e mandriva?
    Loro però hanno creato dei tool appositi di gestione che se per un utente normale possono essere utili per un utente più smaliziato non lo sono molto.
    Ma poi alla fine ubuntu usa gnome, uno gnome un tantino modificato, nel senso si è cercato di razionalizzarlo. Tutto è a portata di mano e ci vogliono pochi click per qualsiasi tipo di configurazione.
    Si installa praticamente da sola.
    Si aggiorna praticamente da sola.

    Quando si possono avere problemi? Solo in caso di hardware non pienamente supportato, ma la colpa non è di ubuntu…

    Sinceramente non capisco cosa si vuole “di più”, nel senso che se ci fossero i driver per linux di tutte le periferiche esistenti, win sarebbe già in agonia.
    Perchè quando l’hardware è supportato, in 2 click funziona TUTTO e l’utente veramente non deve fare un H. e non deve preoccuparsi nemmeno di virus e schifezze simili nè di aggiornamenti sballati, nè di dover pagare la licenza di acquisto del software.
    L’untete deve fare solo ciò che è giusto che faccia: usare il pc liberamente al massimo delle proprie potenzialità.

  10. 10
    klaudio Says:

    Ciao a tutti.

    Ma cosa intendete per usabile voi? Non per far polemica, ma a mio modo di vedere il vantaggio di passare a Linux è stato quello di trovarmi difronte un so più usabile!

    Cerco di spiegarmi meglio. Ho installato ubuntu sul pc di mia mamma. Lei trova al volo tramite il menù tutti i programmi che le servono e riesce a sapere e fare quello che vuole.(cioè poco, ma farebbe poco con qualsiasi os)
    I vantaggi? tanti, pe winxp se lo guardi da ignorante, ha un menù poco intuitivo, se non sai cosa fanno i programmi non riesci a capirci un H. con gnome no.
    Questo per me è usabilità

  11. 11
    prowler Says:

    Mah… personalmente non ritengo la Ubuntu una distro così “avanti” rispetto ad altre nel suo obiettivo di essere adatta alle masse.
    non sono un informatico, nella vita faccio tutt’altro, e da qualche anno utilizzo con soddisfazione Mandriva(solo qualche problema di compatibilità hardware via via sparito con le nuove release). tutto automatico, tante interfacce grafiche ed il mega-centro-di-controllo da cui faccio tutto, visto che a usare la shell mi viane il mal di pancia :)
    Ho voluto provare, per curiosità, e parché tanti mi dicevano “è meglio” una Kubuntu 7.10 (preferisco kde).
    Sono andato incontro a tanti fastidiosi problemini in fase di installazione, ma niente di grave: bug già noti e con la soluzione già sul wiki. Solo che, dopo il primo avvio… sorpresa! ho /home come partizione separata, cosa che trovo molto comodo per non dover rimetter dentro tutte le impostazioni del DE ogni volta che facciouna nuova installazione “pulita”, e la Ubuntu semplicemente dopo il login non voleva degnarsi a leggerla 8(. Ho accallappiato un amico informatico che ha smanettato una mezzoretta sulla shell e alla fine ha sistemato. Certo, mi sarei aspettato il riconoscimento automatico, come mi ha sempre fatto con mandriva… va beh! Sono andato avanti, ed ho cominciato ad installare un po’ di tutta quella roba proprietarie che serve ma… synaptic si è impallato a metà, e non c’è più stato verso di installare altri pacchetti, neanche dopo aver riavviato il sistema.
    Risultato: ho gettato la spugna e, dopo appena un’oretta, avevo di nuovo la mia bella Mandriva configurata ed aggiornata, ed ero tornato produttivo.
    Ora: fossi stato un “lunuxaro” doc avrei trovato senz’altro la maniera di usare perfettamente anche la Ubuntu, ma… sono un semplice “utente medio”:) interessato a Linux.

    Ora non voglio dire “Ubuntu fa schifo”, ma neanche “Ubuntu è la migliore”. Semplicemente “Ubuntu è una delle tante” distro che mira ad un pubblico non di esperti, non l’unica scelta possibile. Io preferisco Mandriva. Qualcun altro SuSe. Altri Ubuntu…
    non penso ce ne sia una in assoluto superiore rispetto ale altre!

    ciao ciao

  12. 12
    malex Says:

    @prowler
    per non essere un informatico sei abbastanza smaliziato, tanto da scegliere di tenere una partizione home separata, ma non tanto da sapere che distribuzioni diverse possono gestire la partizione /home in modo diverso. Inoltre puoi avere dei problemi se la nuova distribuzione che installi usa software più vecchio. E questi non sono problemi di Ubuntu.

    In verità tu non sei un semplice utente, ma uno smanettone camuffato. ;-)

  13. 13
    Marco Says:

    So che molti non saranno daccordo con quanto scrivo ma vi dico comunque la mia opinione.
    Lavoro in una multinazionale e dal 1999 lavoro con linux a livello server; parlo di installazioni su server di fascia alta (per lo più hp proliant) configurati come webserver od dbserver (che servono migliaia di utenti e non qualche decina) magari collegati a storage tipo hp eva 6000. Ho sempre utilizzato redhat (per cui mi sono certificato rh300) perchè la conosco, mi trovo bene ed offre certificazioni enterprise. Nulla da dire…sicuramente più difficile da configurare di un server windows ma estremamente affidabile.
    Posso quindi affermare (seppur con umiltà) di avere una buona conoscenza di linux, di esserne appassionato e fautore (ho contributo e contribuisco anche con delle donazioni a diversi prodotti che uso). Questo mi ha spinto diverse volte a provare le varie distro per abbandoare windows ma secondo me siamo ancora lontati dall’essere pronto per le masse (e devo dire che persino io mi sono spesso trovato in forte difficoltà). Parlando pacatamente e tralasciando la smodata passione che uno può avere (per non parlare di fanatismi) secondo me il vero problema è la frammentazione. Non è tanto sconcertante il fatto che ci siano decide di distro quanto il fatto che ognuna abbia i propri strumenti di amministrazione, i propri files di configurazione, il proprio sistema di avvio ecc…
    Certo la libertà di scelta è importante e sicuramente utile ma fino a quando tutte le distro non avranno un “core di gestione” comune (vedi lsb, freedesktop ecc…) difficilmente si riuscirà a conquistare il mercato di massa.
    Mi spiego meglio: se si creasse una base comune che radunasse i migliori strumenti disponibili lasciando poi la libertà di aggiungere strumenti, personalizzazioni, e livelli di servizio non si perderebbero flessibilità e la libertà di scelta che da sempre hanno caratterizzato il mondo opensource. Semplicemente si darebbe la possibilità ai neofiti di poter lavorare su una base comune a tutte le distro. Invece onguno segue la propria strada e Microsoft ne è ben cosciente secondo me anzi…da che la frammentazione è proprio l’unica cosa per la quale continuerà a vincere in pieno stile “divide et impera”.
    Questa mia affermazione può piacere o meno ma credetemi è così. Io sono certificato REDHAT ma se metto le mani su Suse faccio fatica a muovermi. Invece se sono certificato Microsoft sono un certificato “windows”…punto e basta.
    Insomma le potenzialità ci sono ma fino a quando non si potrà dire di essere “certificato linux” e non ubuntu o redhat o suse ecc… secondo me si continuerà a dire “questo è l’anno di linux” cosa che ormai si dice da molti anni ma che mai si è concretizzata.
    Spero di essere riuscito a trasmattere il messaggio che come spero avrete capito non è espresso da un windowsiano (tuttaltro!) ma da una persona che ama linux e che vorrebbe vederlo crescere davvero.
    Ciao a tutti

  14. 14
    Enrico Says:

    @mic
    Ritengo Ubuntu la distribuzione più usabile di tutte.
    Ad onor del vero non conosco tutte le oltre 200 distribuzioni, per cui non sono in grado di affermare ccon certezza che lo sia.
    Mi fido anche dell’opinione diffusa, che mi fa sospettare che probabilmente non sbaglio.

    @mic & klaudio
    L’usabilità puo’ essere valutata abbastanza oggettivamente sulla base di parametri e principi che, di solito, sono riconosciuti validi da chi si occupa di questa materia.
    Sono convinto che l’usabilità delle interfacce sarà la vera sfida su cui si misureranno molti prodotti in futuro.
    Ormai qualunque prodotto è stracarico di funzioni che vengono eseguite più o meno correttamente.
    Il successo sarà sempre più determinato dal come sarà possibile sfruttare queste funzioni.
    Linux, a mio modesto parere, è fortemente frenato dalla “scarsa” usabilità.
    E Vista, checchè se ne dica, rappresenta un passo avanti nella direzione in cui Linux era oggettivamente in vantaggio (sicurezza soprattutto) ed incrementa ancor di più il gap di usabilità che invece, già con XP, vedeva segnare un vantaggio per Windows.
    Linux (a voler generalizzare) è solido e sicuro a sufficienza. Perchè allora non concentrarsi a migliorare gli aspetti che ne frenano la diffusione?
    Semplicemente perchè il “problema usabilità” viene scarsamente riconosciuto ed ampiamente sottovalutato; basta guardarsi in giro per capire che è un errore; anzi, all’interno della comunità degli utenti linux, correnti di pensiero osteggiano ogni tipo di “apertura all’utonto” di Linux.

  15. 15
    Enrico Says:

    @Marco
    Premesso che su piattaforme server, l’usabilità è meno importante che sui desktop destinati alle “masse”, posso dire di essere d’accordo con te.
    Se non ho male interpretato il tuo pensiero, quel che metti in evidenza è la mancanza di coordinamento di cui parlai tempo fa sul mio blog (http://www.folblog.it/index.php/perche-linux-non-decolla/), e che causa da un lato la frammentazione di competenze in mille rivoli quasi inconcludenti, dall’altra l’impossibilità di gestire progetti complessi, in cui una così grande mole di sviluppatori potrebbe cimentarsi con grande successo.
    E così capita che l’innovazione, tranne rarissime eccezioni, si faccia altrove.
    Un esempio: Surface, l’interfaccia multitouch Microsoft che vedrà la luce a breve e che, a mio modestissimo parere, segnerà una sorta di rivoluzione.

  16. 16
    Marco Says:

    Enrico

    direi che hai compreso esattamente ciò che intendedo dire. Se si riuscisse a ridurre lo spreco di sforzi (di migliaia di programmatori in tutto il mondo) su progetti che poi non vengono portati a termine per motivi vari e a creare una serie di progetti master su cui concentrare le forze e installati di default SU TUTTE LE DISTRO secondo me linux-desktop decollerebbe. Poi niente vieterà agli smanettoni di stravolgere tutto come desidera; però i neofiti avrebbero una base comune, una sorta di windows già pre-configurato ma con la differenza di poter essere personalizzato ai massimi livelli da chi ne è capace e da chi ne ha la voglia.
    Tutto qui. Libertà di scelta come sempre ma con un “core” comune e sulla cui base potrebbero formarsi solide conoscenze indipendenti dalla distribuzione.
    Vedo che c’è un tentativo in questo senso ma mi sembra che non si riesca a mettere daccordo tutti. Speriamo che anche i grossi produttori (ubuntu,redhat,mandriva,suse ecc…) lo capiscano in nome del bene comune di linux….

    Grazie per avermi dato la possibilità di esprimermi
    Ciao

  17. 17
    Stefano Says:

    Intanto grazie a tutti per gli interessanti e costruttivi commenti. Mi piace quando il discorso si allarga.

    Marco ed Enrico: sono perfettamente d’accordo con il vostro pensiero. Io credo che GNU/Linux ci fornisca liberta’ di cambiare, di esprimerci e di effettuare quello che vogliamo. Questo ha portato alla nascita di tante distribuzioni, molte delle quali sono praticamente sovrapponibili ad altre. Alcune, permettetemelo, totalmente inutili.
    Pur essendo contrario per principio alle “certificazioni”, specialmente nell’ambito dell’informatica, sono d’accordo con quello che dice Marco: pur avendo un cuore comune, le distribuzioni prendono strade molto diverse per giungere allo stesso scopo. Il risultato, spesso, e’ un enorme spreco di forze e risorse. Voglio spararla grossa: Debian e Ubuntu sono molto vicine e allo stesso tempo molto lontane. Pensiamo ad un progetto “Debuntu” (no, Ubuian suona male :-) ) in cui gli sviluppatori si occupano di cose diverse, tutti insieme. Certo, in parte e’ gia’ cosi’ poiche’ Ubuntu senza Debian sarebbe poca cosa, ma ci sono delle divergenze di base che sprecano energie.

    Cito “Compiz”: nacque come progetto unico poi, a causa di alcuni dissidi tra i vari sviluppatori, alcuni decisero di staccarsi fondando “Beryl”. Fino al giorno della riunificazione, nessuno dei due ha davvero “sfondato”.

    Il problema che si pone, comunque, e’ ben piu’ ampio e ricorda molto la politica italiana: si preferisce essere capi di nessuno che colleghi di altri duemila.

  18. 18
    Marco Says:

    Esatto

    è proprio come nella politica italiana. Premesso che NON intendo assolutamente fare commenti di tipo politico, uso la politica solo come similitudine:
    nonostante formalmente ci sia la “democrazia” nella pratica regna l’anarchia dei partitelli dove ognuno vuole solo un posto per rivendicare qualche cosa. Ci sono cose da fare che non sono nè di destra nè di sinistra e che andrebbero fatte perchè si devono fare e basta nel bene comune. Poi il fatto che comunque ci siano tante idee (suggerite dai partiti minori o dai singoli) è sicuramente un bene. Il pluralismo è sempre un bene.
    Dovrebbe essere la stessa cosa nella comunità opensource: definire un progetto comune (e come ripeto i tentativi ci sono già come freedesktop o lsb) rispettato però da tutti (soprattutto dai maggiori vendor) con l’obiettivo di creare un set di applicazioni comuni ed installati di default su tutte le distro. L’utente deve avere l’impressione di trovarsi sempre nello stesso posto come avviene con windows. Poi se un utente vuole installare una delle miriade di altre applicazioni disponibili o se vuole smanettare all’impossibile nei files di configurazione o se vuole scriver il proprio software (come i partiti minori….)è libero di farlo.
    Basti pensare che ancora non esiste un sistema universale (adottato da tutte le distro intendo) per installare i pacchetti; caspita! dopo anni e anni non sarebbe ora?
    Guardiamo anche a *BSD; la comunità è meno frammentata e se uno vuole può installare ad esempio pcbsd chè è FREEBSD al 100% solamente chè da un’interfaccia grafica e qualche tool di configurazione (anche se il formato dei pacchetti è diverso…). Idem per le altre varianti di BSD.
    Invece linux non è linux tanto per fare un gioco di parole.

    Direi che il punto è stato centrato perfettamente e forse anche tanti fanatici (con i quali putroppo ho avuto a che fare) se ne stanno rendendo conto.
    Mi domando come mai Torvald che sicuramente avrebbe voce in capitolo non lanci qualche appello in tal senso.
    Non ci resta che sperare.

    Ciao

  19. 19
    Capitan MIKI Says:

    Ubuntu fà schifo.
    Ubuntu ha fatto schifo con la 7.04
    Ubuntu fa schifo ancora con la 8

    Perchè Ubuntu continua sempre a fare cosi tanto schifo ?

    Capitan MIKI

  20. 20
    Stefano Says:

    De gustibus non disputandum est

  21. 21
    Dexterity Says:

    Parlate tanto di usabilità di ubuntu ma se non si riesce neanche a accendere al descktop come fate a sfruttare l’usabilità del Sistema operativo?
    E’ come dire che c’è una bellissima pista ciclabile e però alcuni ci trovano un muro che gli impdeisce l’accesso.

    C’ho messo un mese a configurare una scheda video integrata una nvidia 6100. E Ubuntu 8.04 non riconosce neanche il mio monitor. Possibile che un utente che arriva da windows debba configurarsi da riga di comando lo Xorg.conf?
    Quando ho finito di configurare a modo la scheda video mi han regalato una radeon 2400. Naturalmente schermo nero, sia coi driver open che con gli ufficiali. Di nuovo tutto da capo devo rifare?

    Vabbè proviamo la 8.10 —> non cambia nulla. Mi riconosce tastiera e mouse dovrei essere già contento.

    E te che parli tanto di Usabilità di ubuntu che tua mamma ritrova tutto facilmente. Lei lo sa configurare uno xorg.conf?

    non funziona manco il network manager. Se metto gli ip statici si inceppa. No comment. Vabbè andiamo a scaricarci dal repository WICD. Ah no WICD non c’è sui repository, devi aggiungerlo alla lista…

    A voi sembreranno tutte cose facili ma a chi viene da windows questi sembrano problemi insormontabili.

    Se questa è usabilità…

  22. 22
    iStupratoTutti Says:

    Uh… e io mi dovrei fidare di una che scrive ”descktop”… comunque sono stato un utente winzozz per molti anni e ti posso assicurare che c’è n’erano il doppio di problemi.

    - iStuprato’s comitato!

  23. 23
    Claudio Says:

    Ma se ne avete sempre una voi Nerdoni e il vostro Bubuntu Pinguinoide del cacchio : fà achifo e ancora non l’avete capito, ma dove ce l’avete la zucca : sotto ai piedi ?

    Pinguini Fetendoidi !

    E quella distro news che stai usando .. finirà nel gabinetto come le altre, tutti SO finti e malfatti, sempre senza drivers e senza “le cose normali” che un vero sistema operativo DEVE AVERE !

    Siete solo dei raffazzonati e dei paraculetti senza alternative.

  24. 24
    Stefano Says:

    Claudio: commento molto interessante, scritto in una lingua ineccepibile e adducendo motivazioni tecniche davvero appropriate e coerenti.
    Poiché ognuno è libero di avere l’opinione che preferisce, non cancellerò il commento.

  25. 25
    Giorgia Says:

    Oh che bel ricordo ho di Ubuntu.
    Mi aveva convinta una mia cara amica a caricarlo togliendo il windows, poi si è impallato tutto e il mio pc non funzionava più.
    Allora ho pensato perchè non telefono a Roberto e mi faccio aiutare a tirar via questa schifezza di Ubuntu ?
    Detto e fatto, il mio Roby mi ha aiutata a ripristinare il mio vecchio Win, ci siamo fatti du spaghi e una serata veramente favolosa.

    Grazie Ubuntu, come programma fai schifezzo però mi hai aiutato a passare una bella serata con il Roberto.

    cciaaoo a tutti

    Giorgia

  26. 26
    Stefano Says:

    Giorgia: Beh, a qualcosa e’ servito, no? :)

  27. 27
    Dexterity Says:

    @ iStupratoTutti:
    anche tu usi proprio argomentazioni valide. Se avessi letto quello che ho scritto avresti dedotto che di pc ne mastico e che con ubuntu ci ho proprio provato. Non son proprio una persona che non sa scrivere desktop…ma se per te una lettera scappata scrivendo velocemente è il nocciolo della questione capisco che non ha senso discutere con te.

    Ubuntu ha tanti pregi non lo metto in dubbio ma sii obiettivo e ammetti che ancora ha qualche problema.

    ciao

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