Stefano Marinelli's Blog

02 ott

Gli informatici, gli “informatici” e quelli che “ci capiscono” – Parte 3: L’uomo Micro-Soft (piccolo e fragile)

  • italian

Dopo la parte 1, con l’informatico della porta accanto e la parte 2, con il capiscione aziendale, andiamo ora ad analizzare un altro “animale” del panorama informatico: l’uomo Micro-Soft ovvero l’uomo piccole e fragile.

No, non sto parlando del signor Guglielmo Cancelli in persona (che dice che la riga di comando e’ superata e poco intuitiva e poi crea un sistema operativo il cui spegnimento e’ celato dietro un INTUITIVISSIMO pulsante con scritto “Start”…in riga di comando? Basta scrivere “halt”. No, decisamente meno intuitivo.) ma di quei tizi che lo adorano quasi fosse una divinita’ pagana o un leader politico che ha promesso di azzerare le tasse.

Si pongono da informatici esperti e coscienziosi. Dicono di aver visto di tutto, di aver fatto esperienza anche con le calcolatrici tascabili ma in poco tempo si tradiscono e tirano fuori quella che e’ la loro vera indole: l’amico di Bill.

Chi possiamo definire amico? Beh, c’e’ tutta una canzone degli anni ‘80 che lo spiega. In breve definirei amico colui che ci difende, che ci ascolta anche quando diciamo fesserie, che ci consiglia e ci conforta quando siamo tristi.
Ebbene, il loro amico e’ Bill:

  • Tramite la pubblicita’ dei prodotti M$, li convince che solo dei “veri informatici(TM)” possono ambire a quel software e loro si sentono adulati da tanta considerazione in quanto, guardando quella figura, stanno dimostrando di esserne parte
  • Durante le operazioni noiose, come l’installazione del sistema operativo, si sentono ricordare di quanto sono stati bravi a scegliere quel prodotto, di che innovazione tecnologica saranno testimoni e di che meraviglia si potranno deliziare una volta finita l’operazione
  • Se il sistema si blocca dicono “chiamaci e diccelo!”. Poi magari non risponde mai nessuno o non sanno cosa dire ma hey! Gli amici non sempre sanno dare consigli giusti. L’importante e’ sapere che in caso di problemi hanno qualcuno da disturbare!
  • Cercano di tenerli fuori dai problemi: dicono che puoi fare tutto in tre click e senza preoccuparti di quello che avviene sotto. Quando poi questo causa problemi dicono che hanno sicuramente sbagliato e che i click li hanno fatti nell’ordine sbagliato oppure con troppo pathos
  • Li fanno sentire sempre speciali: mandano opuscoli e dicono che sono stati scelti tra i pochi fortunati a sapere in anticipo che sta per uscire quel programma (di cui girano versioni beta da mesi, magari) oppure invitano ai loro corsi di aggiornamento del tipo “Miglioriamo la produttivita’ aziendale: come fare 4 click premendo solo due volte il pulsante del mouse”. Quota d’iscrizione: 2000 euro e non e’ riservato a tutti, ma solo a veri informatici come loro.

Queste persone si innamorano perdutamente e non lasciano piu’ il loro credo. Nessuna soluzione software e’ davvero innovativa se non lo dice Lui, nessun software puo’ essere giudicato affidabile se non lo ha prodotto Lui, GNU/Linux e’ il nemico e va tenuto alla larga (tanto il vero business non si fa con quella roba, quei cretini al massimo danno cd gratis o pinguini brutti e tristi).

Hanno un concetto tutto loro di sicurezza informatica che, poi, e’ quello che Bill li induce a credere. Se ci sono milioni di virus che proliferano grazie ad uno script in un sito web non e’ colpa di chi ha fatto il browser o il sito web ma tua, che vai in certi siti, oppure del mondo che e’ brutto e cattivo e ci si deve difendere. Come? Serrando tutto senza alcun controllo. Poi magari l’utente condivide tutta la Documenti su peer-to-peer. No, purtroppo a questo Bill ancora non puo’ porre rimedio ma potra’ farlo a partire da Windows 2018, quando la M$ dovra’ firmare digitalmente anche la lettera alla tua dolce meta’ altrimenti non e’ considerata sicura. Perche’ Bill e’ un amico vero, e lui sa cosa e’ giusto per il tuo silicio.

Un mio cliente (intelligente) vuole mettere un server GNU/Linux sulla sua ADSL di casa. Questo server dovra’ svolgere alcuni compiti come raccogliere la posta da varie caselle, filtrare spam e virus, controllare via transparent proxy quello che transita, dargli un sistema di Groupware, fare da centralino VOIP, eccetera. Qual’e’ il problema? Il responsabile informatico dell’azienda per cui lavora, stretto “amico” di Bill, non ci sta: poiche’ dal suo portatile (dietro quella macchina) potra’ collegarsi ai server aziendali, lui DEVE avere il controllo totale della macchina. “E se poi quel server si mette a mandare robaccia ai nostri sistemi? Come faccio a controllare?”. Non ha ancora capito che i bit non sono come i batteri e che, se ben filtrati, restano all’esterno. Non c’e’ bisogno di controllare tutto, basta solo controllare quello che entra.

No, Bill insegna che si deve controllare anche tutto quello che esce. Quindi a lui non basta il suo portatile, vuole anche il server.

No, caro mio. Il tuo affezionato virus “Vista” su quel server non ce lo installi…su questo puoi stare tranquillo!

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5 Responses to “Gli informatici, gli “informatici” e quelli che “ci capiscono” – Parte 3: L’uomo Micro-Soft (piccolo e fragile)”

  1. 1
    Luigi C. Says:

    Hai un indirizzo email volevo chiederti alcune cose in pvt.

  2. 2
    samslaves Says:

    Eh, e’ sempre stato così.
    Mi ricordo i NeXT consegnati al dip. di Fisica, in prova.
    Chissa’ cosa si sarebbe potuto sviluppare con le tools che aveva (Project Builder e Interface Builder). Invece si e’ adottato Windows 3qualcosa. Sono stati persi 10 anni minimo in tecnologia. Ora a distanza di tanto ci provano “loro” con .NET.
    Grazie anche a Sun che per beghe interne ha fatto morire OpenStep in favore di Java.
    Mah!

  3. 3
    Henomis Says:

    Nella mia azienda ho installato da tempo un firewall PF OpenBSD su un fiammante P133 con 16MB di ram…purtroppo sarà sostituito da uno hardware per i seguenti motivi:

    - Il consulente ha detto che è più sicuro. (Da quando esiste un’unità di misura della sicurezza?)
    - Il consulente ha detto che si collega direttamente con il loro firewall in maniera remota (Ma dai…hanno scoperto la VPN?)
    - Il consulente ha detto che in tutte le aziende dove l’ha proposto è stato subito accettato (Buon Marketing o venditore di fuffa?)

    Ma il consulente non sapeva/non ha detto che:

    - Il mio firewall per quanto vecchio svolge il suo lavoro alla perfezione.
    - Tutto sarà venduto a opzioni/pacchetti…perciò:
    - Il nuovo firewall non avrà (ad esempio) il QoS…il mio vecchio si e tante altre cose in più! :)
    - Nelle aziende dove ha venduto il suo firewall non c’era nessuno con le competenze adeguate per installare un firewall.

    A…ovviamente Consulente Microsoft(TM)! :)

  4. 4
    Stefano Marinelli’s Blog - Cosa frulla per la mente di un informatico… » Gli informatici, gli “informatici” e quelli che “ci capiscono” - Parte 4: Gli “uomini-mela” (o uomini Apple) Says:

    [...] Gli informatici, gli “informatici” e quelli che “ci capiscono” – Parte 3: L’uomo Micro… [...]

  5. 5
    Max Says:

    I NeXT , quanti anni che non sentivo questo nome …. eravamo veramente in pochissimi a conoscerne l’esistenza ed ancora adesso sono praticamente leggenda metropolitana ma …. qualcuno si e’ mai chiesto chi e’ stato il primo pazzo ad inventarsi una stampante senza tasti ….tic toc tic toc …. driiiiinnn. No non e’ stato Bill…. ma Steve. Una postscript nera senza comandi , rigorosamente comandata dal cubo o dalla station next…. accensione compresa. Chiaramente non serviva ad una fava non avere nemmeno il pulsante di accensione e non avrebbe dovuto avere seguito ma ….. era assolutamente ok per M$: Tu non fai nulla, se devi stampare decido io quando e se lo puoi fare. Per cio che riguarda il Builder era ad un livello tale che se non conoscevi la teoria dell’OO, li’ te la imparavi.
    Nota di colore…. correva l’anno 1990, internet non esisteva, l’e-mail era una “roba da universita’” e per collegare due pc in rete c’era la Token-Ring ma chissa’ perche’ poi su quella ferraglia tutta nera Mathematica girava da dio, forse tutta colpa del S.O. che non era Windows 3.1. Bei tempi…. dio come sto diventando vecchio … :-(
    Max

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